di MASSIMO AMADORI –
Il potere politico teme gli anarchici perché sono persone libere, che pensano con la propria testa e non si fanno fregare da politici e politicanti. La destra li associa ai terroristi, quando invece la stragrande maggioranza degli anarchici non farebbe male nemmeno a una mosca. I veri terroristi vanno in giro in giacca e cravatta e dalle loro stanze di potere decidono sulla vita e sulla morte di uomini, donne e bambini. I terroristi sono Trump, Netanyahu e Putin, perché terrorista è chi lancia bombe sulla testa di bambini e civili innocenti, non chi contesta questo sistema criminale fondato sulla violenza e sulla guerra.
Certo anche fra gli anarchici esiste una frangia violenta, ma si tratta di pochi facinorosi che non rappresentano affatto il movimento anarchico e la sua storia.
Io non sono anarchico, perché ritengo che sia impossibile fare a meno completamente dello Stato da un giorno all’altro e penso che sia necessario fare politica anche all’interno delle istituzioni parlamentari; e penso che in una democrazia socialista le forme di democrazia diretta e consiliare si potrebbero conciliare con la democrazia parlamentare, rendendo però i politici eletti revocabili in ogni momento. Ma da socialista democratico e libertario rispetto i compagni anarchici e penso che noi socialisti dovremmo imparare da loro l’amore per la libertà e la sfiducia nei confronti del potere statale centralizzato e di ogni forma di potere politico. Pur non essendo anarchico io penso che un governo socialista democratico di sinistra dovrebbe andare nella direzione di una sempre maggiore autogestione e di una decentralizzazione del potere, evitando forme di statalismo burocratico e di concentrazione del potere in poche mani.
Del resto anche Marx pensava che gli apparati repressivi e burocratici dello Stato andassero "spezzati", come fece la Comune di Parigi. Una lezione dimenticata tanto dai comunisti quanto dai socialdemocratici e ripresa invece da socialisti democratici e libertari come Riccardo Lombardi. Il socialismo non può che essere libertario, democratico, etico e municipalista, come ci insegnano Giacomo Matteotti e Carlo Rosselli. Il socialismo deve portare all’autogoverno e al superamento non solo del capitalismo ma anche dello Stato centralizzato e burocratico. Socialismo non significa statalismo ma restituzione dei poteri dello stato alla società civile, in maniera graduale ma decisa. Quindi noi socialisti democratici siamo debitori degli anarchici. Viva il socialismo libertario!