di MASSIMO AMADORI –
Come tante persone di sinistra io non mi sento rappresentato da nessuno, né dal centrosinistra e dal campo largo né dall’estrema sinistra comunista.
Mi sentirei rappresentato da un movimento socialista democratico e libertario, che oggi in Italia non esiste. Tuttavia il partito che più si avvicina alle mie posizioni e al socialismo democratico credo che sia AVS, perché si è sempre battuto in maniera coerente contro la guerra e il neoliberismo. Non condivido la sua alleanza con il PD e la sua adesione al campo largo, penso che sia una tattica sbagliata. Per me il PD oggi rappresenta il principale problema della sinistra italiana e non un possibile alleato. A mio avviso AVS dovrebbe rompere con il centrosinistra e portare avanti un’alleanza con tutte le forze della sinistra.
Per quanto non condivida le alleanze politiche di Fratoianni e Bonelli, penso che in futuro potrebbero dare il loro contributo alla nascita di un movimento socialista democratico in Italia. Anche se stimo molto di più altri esponenti di AVS, come Mimmo Lucano e Ilaria Salis. Anche nel Movimento 5 Stelle ci sono politici combattivi e realmente di sinistra, in particolare Riccardo Ricciardi.
Per quanto preferisca AVS ai 5 stelle per me Ricciardi è un politico decisamente migliore di Fratoianni e Bonelli e spero che un giorno possa far parte di un movimento socialista democratico di massa, quello di cui la sinistra italiana avrebbe bisogno.
Anche nella sinistra radicale ci sono personaggi interessanti, specialmente in Rifondazione comunista. Maurizio Acerbo è un compagno che stimo. Ma sono troppo ideologici e legati al comunismo novecentesco, quindi distanti dai socialisti democratici. Sull’estrema sinistra campista e stalinista che tifa per Putin e per gli ayatollah stendiamo invece un velo pietoso. Per me i rossobruni e gli stalinisti sono fascisti "rossi". I trotskisti hanno alcune posizioni condivisibili, ma sono settari ed estremisti, oltre che anacronistici. Lo dico da ex trotskista. Gli anarchici hanno tutta la mia stima e simpatia, perché sono dei veri socialisti libertari. Ma non condivido il loro rifiuto della politica parlamentare e il loro astensionismo alle elezioni. Per me i socialisti libertari dovrebbero essere presenti anche all’interno delle istituzioni, in parlamento e nei comuni. Senza per questo rinunciare alle lotte sociali e alla democrazia diretta.
A sinistra c’è solo da ricostruire, partendo da idee nuove ma ancorate alla storia del socialismo democratico. Mi riferisco al riformismo rivoluzionario di Giacomo Matteotti e Riccardo Lombardi, che con mezzi democratici e costituzionali punta a riforme di struttura per superare il sistema capitalistico e lo Stato borghese. Per un socialismo municipalista, federalista, etico e libertario.