Per una Europa socialista, contro nazionalisti e liberisti

di LEONARDO MARZORATI

Il 18 aprile prossimo a Milano, in piazza Duomo, si terrà il Remigration Summit, organizzato dai Patrioti Europei, il gruppo di partiti della destra populista del vecchio continente. Saranno presenti il leader della Lega Matteo Salvini, il vicepresidente olandese e fondatore del Partito per la Libertà Geert Wilders, il presidente del Rassemblement National francese e futuro candidato all’Eliseo Jordan Bardella, l’imprenditore ed ex premier ceco Andrej Babis.
Parte della sinistra movimentista promette battaglia, con contro-manifestazioni che rischiano di dare ulteriore pubblicità all’evento. Da socialisti non ci giriamo dall’altra parte mentre questi partiti di destra portano avanti la loro propaganda, ma non prestiamo loro il fianco. Dobbiamo studiare la dimensione europea della manifestazione, abituati a uno scontro con i soli partiti italiani. Dobbiamo capire la dimensione globale del fenomeno di queste destre, che vanno da Steve Bannon a J.D. Vance, da Peter Thiel a Benjamin Netanyahu. Questa Internazionale nera va combattuta e analizzata. Le ottime inchieste fatte dalla trasmissione televisiva Report hanno difatti mostrato un giro di finanziamenti che dagli Usa e dalla Russia arrivano ai partiti populisti europei.
Questi partiti della destra radicale sono pericolosi, non tanto per una loro contiguità con il fascismo novecentesco (da cui attingono comunque), ma perché stanno forgiando un nuovo nazionalismo razzista di tipo europeo che, nonostante qualche distinguo, appoggia le politiche imperiali di Trump e Netanyahu. Si tratta di un nazionalismo europeo nascosto ipocritamente dai tanti vessilli nazionali. Europa agli europei e fuori gli altri, per dirla in parole povere. Questo nazionalismo ci vuole portare a uno scontro frontale con la Cina e con gli altri Paesi emergenti di Asia, Africa e America. Una sciagura per il nostro continente!
Più che raccogliere firme per chiedere l’annullamento e andare incontro a una bocciatura della nostra magistratura (la stessa che noi socialisti abbiamo difeso votando NO all’ultimo referendum), dobbiamo analizzare questi partiti e capire il perché del loro consenso crescente, dal Portogallo alla Repubbliche Baltiche. Curioso che il fronte italiano di questa destra populista e stracciona sia guidato da un partito che fino a pochi anni fa predicava la secessione di una fantomatica Padania e ora gioca a fare il sovranista. La Lega dimentica, o finge di dimenticare, la dimensione mediterranea, prima che europea, di Italia e dei Paesi del Sud Ue.
Queste destre, propaganda a parte, hanno molti punti in comune con i liberali che hanno abbracciato il nuovo nazionalismo europeo. Non sostengono lo stato sociale per i popoli europei, mentre sono in linea con il capitalismo finanziario che governa da Washington a Bruxelles. Appoggiano oligarchi diversi, ma la ricetta economica europea dei seguaci di Orban non è poi così differente da quella di Ursula von der Leyen.
Le destre del Remigration Summit differiscono dall’attuale oligarchia al potere a Bruxelles sui rapporti con la Russia (e qui si potrebbe anche discutere) e soprattutto sull’identità europea. Salvini e soci vogliono un’Europa non multietnica, ma “liberata”, almeno in buona parte, degli “extraeuropei” (termine che non delinea precisamente i caratteri di ogni singolo residente). Questa propaganda porterà a scontri con le diverse comunità straniere presenti in Europa o con i tanti cittadini di origine non europea. Lo scontro potrebbe estendersi anche verso i governi dei Paesi di provenienza. E in un momento storico in cui i Paesi Ue dovrebbero puntare a una buona diplomazia con tutte le nazioni del nuovo ordine multipolare, questo sarebbe deleterio. Anche perché mentre i Paesi europei invecchiano e declinano, le potenze emergenti diventano sempre più forti sul fronte economico e politico. Il calo demografico europeo è parallelo al calo economico. Tanto “Sud del mondo” ha raggiunto, se non superato, pezzi di “Nord del mondo”.
Dobbiamo vigilare su queste destre che si sono rafforzate negli ultimi anni, anche per colpa dei principali partiti socialdemocratici e popolari. Questi ultimi hanno tradito i padri dell’Europa rinata sulle ceneri delle due guerre mondiali, vendendosi al Capitale finanziario e facendo gli interessi di pochi privilegiati a discapito della maggioranza. Ora cercando di tamponare l’emorragia di consensi appellandosi all’antifascismo. Ma è, per noi socialisti, una chiamata alle armi ipocrita, dato che loro hanno tradito la visione di pacificazione sociale portata avanti da chi il nazifascismo contribuì a far cadere, da Londra a Mosca. Dopo la caduta del Muro di Berlino il tradimento ai valori dei padri fondatori europei arrivò con il Trattato di Maastricht (firmato per l’Italia dall’allora ministro degli esteri, il socialista Gianni De Michelis). Più recentemente sono da ricordare i tentativi del Partito Democratico (al pari delle destre) di stravolgere o tradire la Costituzione antifascista.
Antonio Gramsci scrisse che i nazionalismi limitrofi finiscono per scontrarsi tra di loro quando gli interessi economici divergono. Vedremo se succederà anche a questi partiti populisti europei. Noi socialisti chiediamo a tutte le forze europee antifasciste e critiche all’attuale oligarchia Ue di fare squadra, per dire No a questi nazionalismi xenofobi e reazionari e al liberismo dell’attuale giunta von der Leyen. Dobbiamo proporre un modello alternativo credibile, quello socialista, adeguato al presente e alla dimensione europea. Il socialismo ruggisce da anni in America Latina, in Asia e in Africa, è risorto nell’America Settentrionale. Tocca all’Europa destarlo da un triste torpore. Sarà una lunga marcia, iniziamo a camminare.
Leonardo Marzorati

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