Silvia Salis e la politica come marketing

di MASSIMO AMADORI
Non ho nulla di personale contro Silvia Salis. È simpaticissima ed è stata una grande sportiva. Dal punto di vista politico però secondo me è sopravvalutata. Non metto in dubbio i suoi buoni risultati come sindaca di Genova e non me ne può fregar de meno delle sue scarpe firmate. Non sono moralista e non penso che una persona di sinistra debba andare in giro vestita come San Francesco. Tuttavia un conto è fare la sindaca e un altro conto è aspirare alla presidenza del consiglio. Silvia Salis non è di sinistra e tantomeno socialista, politicamente è una renziana. Matteo Renzi rappresenta la negazione degli ideali di sinistra, una politica asservita al capitalismo. Una "sinistra" che porta avanti politiche neoliberiste non serve a nulla e anzi diventa la brutta copia della destra. Non basta definirsi antifascisti e sostenere i diritti civili delle persone LGBTQ per essere di sinistra. Occorre difendere anche i diritti sociali e opporsi alla guerra e al capitalismo, o almeno al neoliberismo. Ma mi rendo conto che ormai la politica è diventata marketing e spettacolo, a destra come nel campo progressista. La gente non vota in base agli ideali o al programma ma alla simpatia. Ecco che allora una giovane donna simpatica e carina viene esaltata dai media come se fosse una nuova Rosa Luxemburg. Poco importa se poi porterà avanti politiche capitaliste come tutti i suoi predecessori, l’ importante è che sia "cool" e che piaccia alla gente. La politica però non dovrebbe basarsi sull’immagine ma sui programmi e sugli ideali. A sinistra avremmo bisogno di persone come Sanchez, Sanders, Corbyn o Alexandra Ocasio Cortez, che possono pure essere meno simpatici/e di Silvia Salis ma sono dei socialisti democratici e propongono un’alternativa socialista al sistema capitalistico, o almeno al neoliberismo. Non mi convincono nemmeno Conte e la Schlein, come in generale non mi convince il campo largo. Ma non sarà Silvia Salis a risolvere i problemi della sinistra italiana. Di politici pompati dai media per diventare i nuovi rappresentanti del capitalismo italiano ne abbiamo anche troppi. I capitalisti stanno scaricando Giorgia Meloni perché è impopolare e stanno cercando un loro rappresentante nel campo progressista, una persona che magari possa portare avanti le stesse politiche neoliberiste e guerrafondaie di Giorgia Meloni ma con il sorriso e maggiore apertura nei diritti civili. La sinistra però è un’altra cosa.

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