di MASSIMO AMADORI –
Li avete chiamati “maranza“, dando loro uno stigma sociale e generando ghettizzazione. Li avete trattati come cittadini di serie B, anche se sono cittadini italiani a tutti gli effetti. Avete fomentato odio razziale contro di loro. Li avete spaventati parlando di remigrazione, solo perché sono italiani con la pelle scura. Avete demonizzato la loro religione, fomentando l’islamofobia. Li avete condannati a una vita di precarietà, di miseria e di sfruttamento. Gli avete tolto la casa e tutti i diritti fondamentali previsti dalla nostra Costituzione. Gli avete rovinato il futuro e l’esistenza e non contenti li volete usare come carne da macello per le vostre sporche guerre. Gli avete spaccato la testa con il manganello quando sono scesi in piazza rivendicando i propri diritti. Vi stupite che poi questi ragazzini si siano arrabbiati e abbiano cominciato a spaccare tutto?
I ragazzi italiani di seconda generazione hanno tutte le motivazioni per essere arrabbiati con il governo e con questo sistema. Il razzismo è violenza, la remigrazione è violenza, la povertà è violenza, lo sfruttamento è violenza, privare le persone della casa è violenza. La guerra è violenza! Il capitalismo è violenza! La repressione poliziesca è violenza!
I cosiddetti “maranza” sono diventati il capro espiatorio per questo sistema marcio e in decomposizione, per una classe politica corrotta che non è in grado di risolvere i problemi degli italiani e che difende solo gli interessi di pochi oligarchi miliardari. Siamo governati da vecchi frustrati reazionari che odiano i giovani e gli immigrati, sostenuti da altri vecchi frustrati che odiano i giovani e gli immigrati. E dato che questi vecchi frustrati non sono in grado di risolvere i nostri problemi allora danno la colpa ai “maranza” e approvano leggi repressive per mettere in galera le persone che dissentono, come nelle dittature. Perché è facile arrestare chi protesta, più difficile è risolvere i problemi sociali che generano le proteste e la rabbia giovanile.
L’Italia non ha bisogno di “decreti sicurezza” contro chi manifesta. Ha bisogno di politiche sociali: investimenti in scuola e sanità pubblica, politiche abitative serie per dare la casa a tutti, salario minimo, stipendi decenti e misure concrete contro il carovita. Tutte cose che il governo Meloni non ha fatto e non intende fare. Allora ben vengano le proteste, possibilmente pacifiche. Perché anche se comprendo un ragazzino arrabbiato che spacca una vetrina, non lo giustifico. Non per astratte ragioni morali, dato che la violenza del potere è immensamente peggiore e sinceramente non me ne può fregare di meno di una vetrina di foot looker o della Nike. Non lo giustifico perché fa il gioco del governo di destra, che dopo i saccheggi e gli atti di vandalismo ha avuto un pretesto per criminalizzare tutti i ragazzi che manifestano. Dobbiamo essere furbi e non fare il gioco del nemico di classe. Loro vogliono che rispondiamo con la violenza alla loro violenza, per poi reprimerci tutti. Non dobbiamo fare il loro gioco dandogli questa soddisfazione. La protesta pacifica di massa è più efficace della rivolta violenta. Il potere la teme di più, perché uno sciopero e una manifestazione di massa spaventano il potere politico e il sistema capitalistico molto più di qualche vetrina rotta. Io credo che la stragrande maggioranza degli studenti che protestano lo abbia capito e non cadrà nella trappola del potere e dello Stato borghese, come fecero purtroppo molti giovani negli anni Settanta. Il nemico di classe non aspetta altro.