I provvedimenti varati alla vigilia di Natale dal Parlamento e dal governo (l’approvazione della legge di stabilità e il decreto legislativo n. 1 sul Jobs Acts) sono atti infami, espressione della guerra che i padroni conducono contro la classe lavoratrice per distruggere i suoi diritti e per stornare le risorse pubbliche a vantaggio dei profitti e delle rendite finanziarie. Il governo Renzi si conferma, per chi avesse avuto ancora qualche stupida incertezza, di essere un governo di classe, al servizio della classe capitalista, nemico dei lavoratori, della giustizia sociale; non il governo della modernità e del progresso, ma un governo reazionario dei “padroni delle ferriere” che punta a ricostruire il pieno potere della borghesia su una classe lavoratrice frammentata, divisa, impossibilitata a difendere i suoi interessi e quindi suddita. Continua a leggere
Il valore della solidarietà
Un’intervista al giurista italiano in occasione dell’uscita del nuovo saggio sulla solidarietà. Un concetto e una pratica da riscoprire nel lungo inverno della crisi. E un possibile strumento per dare forma politica alla critica del neoliberismo
La solidarietà è un’utopia necessaria. Stefano Rodotà spiega il titolo del suo nuovo libro (Laterza, pp. 141, 14 euro) con la storia di Sandra, l’operaia interpretata da Marion Cotillard nel film Due giorni e una notte dei fratelli Dardenne. «Nel film c’è la scomparsa della solidarietà tra persone che lavorano nella stessa fabbrica e l’impossibilità di riaffermarla – racconta Rodotà – Sandra dice di non volere “fare la mendicante” quando chiede ai suoi compagni di lavoro di rinunciare al bonus di mille euro per impedire il suo licenziamento. C’è un referendum che ha un esito negativo. Sandra però riacquista la sua dignità perché respinge la proposta di essere riassunta a tempo pieno al posto di un giovane collega africano precario con un contratto a termine. La solidarietà verso questo giovane, che ha votato per lei pur sapendo che l’avrebbe danneggiato, restituisce la dignità dell’essere. Sandra scopre che attraverso la lotta può riaffermare la solidarietà. Nel film c’è un compendio di quello che stiamo vivendo». Continua a leggere
Morti due volte
di Franco Turigliatto
“Vergogna, vergogna” è il grido alto che è salito nell’aula del Palazzaccio romano al momento della lettura della sentenza della Corte di Cassazione che annullava il processo Eternit, mettendo un pietra tombale sulla richiesta di giustizia delle famiglie delle migliaia di vittime di Casale ed uccidendo una seconda volta i morti di quella strage capitalista, perpetrata nel corso degli anni dal miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, che oggi si gode i frutti dei suoi profitti e dei suoi crimini nel comodo rifugio tropicale del Costarica. Continua a leggere
Podemos: una speranza per i popoli europei
Europarlamentare della Sinistra europea nel Gue-Ngl, «che difende la dignità dei popoli e la democrazia». Anche neo segretario generale del movimento Podemos, che nella sorpresa generale ha conquistato l’8% alle elezioni continentali di maggio ed è accreditato oggi dai sondaggi come prima forza politica del paese con il 27%. Insomma il trentenne Pablo Iglesias sta diventando per gli spagnoli quello che Alexis Tsipras è per i greci: un pericolo pubblico, come è stato già omaggiato da alcuni media, per l’Europa dell’austerity di Barroso e ora di Juncker. Continua a leggere
Cambiare la sinistra per cambiare l’Italia
La sofferenza economica e quella indiscriminata verso tutto e tutti ormai si confondono e si alimentano. Una forte risposta sindacale, extrasindacale, movimentista, del ceto medio, dei senza niente, ma anche una reazione di paura di chi, povero e ghettizzato, diventa carne da macello di una politica reazionaria pronta a generare mostri e a prendere di mira i più deboli, gli immigrati. Tra i quali purtroppo viene pescata la manovalanza della piccola criminalità quotidiana, che ferisce e indigna più di quella organizzata dalle forze e bande criminali che controllano larghe fette del nostro territorio.
Però la risposta operaia e quella battezzata come “sciopero sociale”, così come le esplosioni di xenofobia nelle nostre banlieue, non mostrano soltanto cosa c’è in gioco: mettono soprattutto in evidenza la necessità e l’urgenza di una risposta di sinistra alla ricetta simil-liberista del governo Renzi, che non solo non risolve ma aggrava e avvicina il declino del paese. Continua a leggere
Monta la protesta sociale
Piazza Duomo è piena di operaie e operai, ma la cifra è la paura: soprattutto quella di perdere il posto. Non può essere una manifestazione gioiosa, quella dei metalmeccanici nell’anno 2014: Nokia, Trw, Ast di Terni, l’elenco è lunghissimo e le tute blu oggi stanno male. Povertà, disoccupazione, disperazione: mentre le periferie sono in fiamme per la lotta con gli immigrati e poco lontano i ragazzi dello sciopero sociale si scontrano con le forze dell’ordine. Eppure la Fiom e la Cgil riescono a tenere unite queste persone, 80 mila sfilano lungo le vie di Milano per riunirsi sotto la Madonnina. Lei è tutta d’oro, come le cene di Matteo Renzi con i finanzieri: «Noi – dice Maurizio Landini dal palco – non siamo quelli che spendono 1000 euro per una serata: noi con 1000 euro ci dobbiamo vivere un mese». Continua a leggere
Processi lunghi e rimedi sbagliati
L’Italia è all’ultimo posto per durata dei processi civili tra i 34 dell’Ocse. Lo sanno bene tutti coloro che, per disgrazia, si trovano a dover affrontare un processo civile. Sai quando cominci e non sai quando finisci, e bisogna essere davvero molto pazienti per non rinunciare ai propri diritti o alle proprie ragioni. Secondo l’Ocse (dati pubblicati nel 2013) per arrivare al terzo grado di un giudizio la media è di 8 anni. Questo significa che ci sono cause che si chiudono in meno di 8 anni ma anche cause che impiegano di più, a volte molto di più. La media della durata dei paesi Ocse è di 788 giorni, poco più di due anni. E vi sono paesi come la Svizzera in cui i contenziosi vengono chiusi entro un anno. Continua a leggere
Il renzismo e la geniale intuizione MRS
di FABIO GREGGIO ♦
Radicali e Socialisti, oggi più di ieri. A distanza di otto anni dalla nascita di MRS, posso dire che l’unico soggetto politico dell’area Left italiana ad avermi entusiasmato è stato proprio il radicalsocialismo.
Ricordo le ironie sul nostro progetto: non un soggetto elettorale, ma una rielaborazione dell’idea laburista italiana, socialista, libertaria, radicale. E ricordo, e mi arrogo la paternità del concetto, di aver fatto quel che nessun partito fa più e proprio per questo tutti destinati al fallimento: elaborare un progetto di società. Continua a leggere
La svastica dei vandali
di Marina Della Bella
FANO – Ieri sera mia figlia torna a casa e dice: ci hanno distrutto il Grizzly; bruciato, allagato, spaccato. Lei sapeva di fuliggine come avesse risalito un camino, stamattina ha lasciato un’impronta nera sul letto.
Il Grizzly è uno spazio sociale autogestito, nato a Fano il primo maggio per volontà di un gruppo di giovani che ha recuperato una struttura abbandonata. Tanto lavoro e in poco tempo tante iniziative di informazione e sostegno concreto, sociale e culturale: dall’emergenza abitativa locale alla Palestina, dal Tav all’editoria indipendente. E le cene di sostentamento. E l’orto lavorato con metodi naturali, con la contentezza per la prima insalata o per la zucca gialla. E i racconti esilaranti degli eserciti di lumache da trasferire con spedizioni gentili un po’ più lontano.
Poi, finalmente, sono arrivati anche i libri: una piccola raccolta a disposizione di tutti.
Sono entrati dal retro come ladri, nella notte tra sabato e domenica. Hanno bruciato i libri, spaccato le tubature, incenerito e allagato. Hanno lasciato per ricordo una svastica e una sola parola: dux.
Ora bisogna rifare il Grizzly più bello e più animato di prima, senza disperdere le energie in analisi che servono a poco. Quello che conta è che la comunità risponda sostenendo la ricostruzione. Chiunque mi conosca e, anche da lontano, voglia in qualche modo contribuire, può rivolgersi a me (all’indirizzo info@marinadellabella.it). Riceverà tutte le informazioni che servono.
Sono sicura che, partecipando in tanti, a breve ci incontreremo per una bellissima festa.
La Quarta Via del nuovo azionismo
di Pino Quartana –
La crisi che si trascina dal 2008 viene sezionata, analizzata, indagata fino all’estenuazione avendo di mira una società che appartiene sempre più al passato, sempre meno al presente e non ancora al futuro. Le soluzioni prospettate sono quelle di decenni fa: il liberismo, che io preferisco definire il capitalismo selvaggio o degli animal spirits, e il keynesismo, che in Italia viene inteso come un diritto allo sviluppo infinito, magari con l’aiuto di massicce dosi di espansione monetaria e, perché no?, di inflazione. Non mi meraviglia quindi che nessuno capisca davvero cosa fare. Draghi compreso, che, pur essendo l’uomo più potente della finanza internazionale, non trova di meglio che fare le solite “manovrine” già sperimentate negli anni recenti dalla FED, dalla BoE e dalla Abe-Economics giapponese. Continua a leggere
