di MASSIMO AMADORI –
In Francia è in corso una rivolta della classe lavoratrice e dei giovani. Gli studenti stanno protestando per i loro diritti e contro i tagli alla pubblica istruzione, ma anche contro il riarmo, la guerra e le spese militari.
La protesta studentesca è sostenuta dalla classe lavoratrice francese, in lotta contro il riarmo e la guerra ma anche contro il carovita, per le pensioni e i diritti sociali. Gli studenti rivendicano il diritto allo studio e si rifiutano di diventare carne da cannone in guerra per gli interessi dell’oligarchia capitalistica e della classe politica.
Quando la classe operaia si unisce agli studenti la borghesia trema e si possono ottenere risultati concreti. Come nel maggio del ’68. Ovviamente i media e i politici presentano gli studenti francesi come dei violenti assetati di sangue. Lo facevano anche nel ’68. Lasciamo pure che i borghesi e i benpensanti si indignino per la giusta rabbia del proletariato francese e migrante; lasciamo pure che condannino le manifestazioni e gli scioperi per qualche cassonetto bruciato. Proprio loro che difendono un sistema fondato interamente sulla violenza e sulla guerra, proprio loro che sono complici del genocidio di Gaza.
Trump dice che la rivolta sociale in Francia è partita dai migranti e dai musulmani. I fascisti sono terrorizzati dalla rivolta della classe lavoratrice, dei poveri e degli studenti e non sanno fare altro che reagire in maniera isterica, fomentando odio razziale. Ma gli incubi dei fascisti e dei capitalisti sono un sogno per noi socialisti. Ben venga la rabbia sociale del proletariato migrante e degli abitanti delle banlieu. È la giusta ribellione degli oppressi e dei dannati della terra. E quando la classe lavoratrice europea lotta assieme al proletariato migrante, per il capitalismo sono cavoli amari. Ecco perché i fascisti e i reazionari hanno paura.
La Francia ancora una volta ci indica la strada: come nel 1789, nel 1848, nel 1871 e nel 1968. La strada della lotta di classe e del conflitto sociale. Quello che spaventa i fascisti, i “liberali” e tutti i reazionari difensori dello status quo. Non a caso Macron e Marine le Pen sono perfettamente allineati nel condannare i giovani e i lavoratori che manifestano per i loro diritti e nella condanna ai socialisti della FI di Melenchon, “colpevoli” di sostenere la rivolta sociale, assieme a tutti i movimenti e i partiti della sinistra radicale.
Anche in Spagna la classe lavoratrice si sta mobilitando, per il diritto alla casa e per i diritti sociali. In Italia purtroppo preferiamo prendercela con gli immigrati invece che con la classe politica e con l’oligarchia. Per questo andiamo in pensione a 67 anni e prendiamo stipendi da fame. Vive la France! Viva la rivoluzione sociale!
P.S.: Stanno girando sui social le immagini del sindaco di Saint Denis, un quartiere popolare di Parigi. È un compagno della France Insoummise di Melenchon, il principale partito della sinistra socialista e radicale in Francia. Le immagini mostrano il sindaco socialista che si mette fra la polizia e gli studenti che protestano, per difendere questi ultimi dalle manganellate dei celerini. Ha dichiarato che per lui difendere i liceali dalla violenza poliziesca è un dovere, in quanto sindaco che rappresenta la cittadinanza. Queste immagini stanno facendo il giro del mondo e mostrano la differenza abissale che esiste fra la sinistra francese e quella italiana. Avete mai visto un politico del PD prendersi le manganellate per difendere gli studenti e i lavoratori che lottano per i loro diritti? Eppure è proprio questo che dovrebbe fare un politico di sinistra. In Francia esiste una sinistra seria, radicale, socialista e anticapitalista. Una sinistra che si schiera al fianco degli oppressi, anche se questo comporta rischiare la propria incolumità. I socialisti devono essere tutt’uno con la classe lavoratrice, altrimenti non sono veri socialisti. I compagni della FI stanno dimostrando di essere dei veri socialisti e sono convinto che i francesi se lo ricorderanno alle prossime elezioni. Perché mentre i socialisti come il sindaco di Saint Denis si prendono le botte al fianco dei manifestanti, gli estremisti di centro di Macron e gli estremisti di destra di Marin Le Pen si schierano contro la classe lavoratrice e sostengono la violenza poliziesca contro i lavoratori, gli studenti e i migranti.