Socialismo è buonsenso. Gli “estremisti” siete voi!

di MASSIMO AMADORI –
In Spagna la classe lavoratrice lotta per il diritto alla casa, chiedendo la socializzazione dei grandi gruppi immobiliari. Non stiamo parlando di abolire la proprietà privata e di togliere la casa a persone che se la sono comprata dopo anni di lavoro e di sacrifici. Non stiamo nemmeno parlando di requisire le proprietà di persone benestanti che hanno 3, 4 o 5 case. Buon per loro, nessuno li vuole toccare. Stiamo parlando di espropriare fondi immobiliari che possiedono decine di migliaia di case, stiamo parlando di capitalisti che speculano sui prezzi, sfrattano la povera gente e lasciano migliaia di appartamenti sfitti.
Io non desidero l’ abolizione della proprietà privata, se non quella delle risorse economiche strategiche, delle banche e dei grandi mezzi di produzione. Le costituzioni democratiche tutelano la proprietà personale ed è giusto così. Tuttavia le costituzioni democratiche mettono anche dei limiti alla proprietà privata, quando questa entra in contrasto con il bene comune della comunità.
La Costituzione italiana per esempio tutela la proprietà privata, ma dice anche che deve avere una finalità sociale e se ciò non avviene in alcuni casi è previsto l’esproprio e la nazionalizzazione. La casa è un diritto sociale previsto dalla costituzione, quindi mi pare evidente che le grandi compagnie immobiliari che speculano sugli affitti andrebbero socializzate, per dare la casa a prezzi calmierati a tutte le persone che ne hanno bisogno. “Ma questo è socialismo!“, dicono con orrore i borghesi. Sì, in effetti è proprio il socialismo, quell’ideale orribile che vorrebbe dare a tutti diritti sociali e civili, una casa, un lavoro decente, sanità pubblica, un welfare di qualità e una vita dignitosa e felice. Che cosa orribile il socialismo! Molto meglio il capitalismo, che sfratta persino persone anziane e disabili, facendole morire per strada. Come è successo alla signora Abascal, assassinata dagli speculatori immobiliari che l’hanno cacciata fuori di casa a 87 anni. “Ma questo è un attentato comunista alla proprietà privata!“, gridano Vannacci e tutti i fascisti e i liberisti. Facendo credere alla gente che i socialisti vorrebbero abolire la proprietà privata e togliere la casa ai lavoratori e alla classe media. Quando invece vorremmo dare una casa a tutti. Avere un tetto sopra la testa è un diritto. Possedere decine di migliaia di case e lasciarle sfitte per speculare sul prezzo non è un diritto, ma un crimine. Un crimine contro la classe lavoratrice e i poveri.
Eppure in Italia ci sono persone che possiedono un bilocale e solo per questo si sentono dei grandi capitalisti e difendono gli interessi delle grandi compagnie immobiliari, gridando al complotto “comunista” contro la proprietà privata. Ma le proposte dei socialisti come Sanchez non hanno nulla di estremista e non sono un attacco comunista alla proprietà privata. Sono semplice buonsenso. Cosa che manca all’estrema destra, che difende un sistema in cui pochi oligarchi possiedono l’intera ricchezza del pianeta, lasciando miliardi di poveri e di lavoratori nella miseria, senza casa e senza diritti.
Socialismo o barbarie!

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