di MASSIMO AMADORI –
Non sono comunista ma socialista libertario. Tuttavia non sono anticomunista e non mi sognerei mai di criminalizzare le Brigate Garibaldi, che diedero un contributo fondamentale alla liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Si può riconoscere il valore dei comunisti nella Resistenza anche senza essere comunisti. Io probabilmente se avessi fatto il partigiano sarei stato con i socialisti delle Brigate Matteotti o con gli azionisti delle Brigate “Giustizia e Libertà”. Ma riconosco i meriti dei partigiani garibaldini, che da soli organizzarono circa la metà delle Brigate Partigiane. Da socialista devo ammettere che senza i compagni comunisti la Resistenza non avrebbe probabilmente avuto un seguito di massa.
Stalin era un dittatore assassino al pari di Mussolini e di Hitler e lo stalinismo ha senza dubbio degli elementi in comune con il nazifascismo. Ma paragonare i partigiani comunisti italiani ai nazisti e ai fascisti denota una profonda ignoranza storica. Significa mettere sullo stesso piano oppressi e oppressori. I partigiani comunisti italiani non erano certo dei santi, ma hanno combattuto contro il nazifascismo. I fascisti repubblichini invece hanno combattuto dalla parte di Hitler. La storia non si cancella. Non tutti i partigiani erano comunisti ma tutti i partigiani meritano rispetto: dai monarchici agli anarchici. Viva la Resistenza!