Alcuni esponenti della comunità ebraica romana hanno cacciato i compagni dell’ANPI dalla commemorazione delle vittime del rastrellamento nazista del ghetto di Roma. È un fatto gravissimo. Questi presunti rappresentanti della comunità ebraica cacciano gli eredi politici dei partigiani che liberarono l’Italia dal nazifascismo e preferiscono commemorare gli ebrei vittime del nazismo con gli eredi politici dei fascisti che fecero le leggi razziali e fecero rastrellare e deportare gli ebrei italiani. In pratica gli estremisti sionisti preferiscono gli eredi dell’antisemita Giorgio Almirante agli eredi di Pertini. È davvero un mondo al contrario.
Un fatto gravissimo che rappresenta un insulto non solo alla Resistenza partigiana ma anche a tutti gli ebrei che parteciparono alla Resistenza, nelle Brigate socialiste, comuniste e azioniste. A cominciare da Primo Levi, partigiano di “Giustizia e Libertà”.
Gli estremisti sionisti non rappresentano la comunità ebraica, ma solo loro stessi e il governo genocida di Netanyahu. Tantissimi ebrei italiani stanno dalla parte dell’ANPI e si sono schierati contro i sedicenti leader della comunità ebraica. A cominciare da Gad Lerner. L’ebraismo antifascista sta dalla parte del popolo palestinese massacrato e dalla parte dell’ANPI. L’estrema destra sionista invece è sempre più allineata con il neofascismo, con gli eredi politici di coloro che realizzarono la Shoah. Ai compagni dell’ANPI va tutta la nostra solidarietà antifascista. L’ANPI è da sempre in prima linea contro l’antisemitismo e contro ogni forma di razzismo. Proprio per questo denuncia il genocidio di Gaza e sta dalla parte del popolo palestinese massacrato. Giù le mani dall’ANPI!