I nuovi “Bava Beccaris” dell’oligarchia repressiva

di MASSIMO AMADORI –
Il governo Meloni invoca l’intervento dell’esercito contro gli studenti che manifestano. Come nelle peggiori dittature, come fece il regime cinese contro gli studenti di piazza Tienanmen. Davanti a un popolo disperato che non arriva alla fine del mese e chiede diritti sociali, welfare, un tetto sopra alla testa e stipendi decenti la destra risponde con il piombo e la repressione. Bava Beccaris docet.
Del resto se rovini l’esistenza a milioni di persone, tagli lo stato sociale e porti avanti politiche guerrafondaie hai bisogno di più militari e di più polizia per prevenire rivolte sociali. Il capitalismo è un sistema marcio, che non è più in grado di garantire i diritti fondamentali e una vita decente alla maggioranza delle persone. Rimane allora solo la repressione violenta del dissenso. Una repressione impotente, di un sistema putrido e in decomposizione.
La repressione non denota sicurezza ma impotenza. È la disperazione di un’oligarchia impaurita dalle proteste, che teme di perdere tutto. La repressione non fermerà le manifestazioni e le rivolte, che nascono da cause sociali profonde che il governo non è in grado di risolvere. La repressione non salvò Luigi XVI dalla ghigliottina e non salverà questa classe dirigente corrotta, violenta e criminale dalla giusta rabbia popolare. Possono approvare tutte le misure repressive che vogliono: esercito contro i manifestanti, fermo preventivo di polizia per i minorenni che manifestano, multe, arresti di massa ecc. Con i loro “decreti sicurezza” studenti e lavoratori si puliranno il sedere. L’ età delle guerre imperialiste è anche l’età delle rivolte e delle rivoluzioni. Ci aspettano anni difficili, in tutto il mondo. Ci aspettano anni di lotta, contro un sistema che ci sta portando dritti verso la terza guerra mondiale. E sarà una lotta dura, perché gli oligarchi e i loro rappresentanti politici sono disposti a commettere qualsiasi violenza pur di difendere i loro privilegi e il loro potere. Non facciamoci illusioni.

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