di LEONARDO MARZORATI –
La sinistra è attualmente divisa, come ricordato in un articolo pubblicato dal Movimento Radicalsocialista e da Risorgimento Socialista, tra “sinistrati” e “rossobruni”. I primi sono gli eredi del percorso movimentista nato con la svolta bertinottiana di Rifondazione Comunista, i secondi sono principalmente eredi della tradizione operaista e comunista che ha contraddistinto le lotte sociali del XX secolo. Entrambe le fazioni sembrano troppo spesso più concentrate ad attaccarsi tra loro, perdendo di vista, soprattutto gli operaisti, l’obiettivo primario dei comunisti e dei socialisti radicali: l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione. Senza socialismo lo sfruttamento proseguirà. Il socialismo lo si raggiunge dando ai lavoratori potere decisionale ed economico nelle politiche industriali. Questo è l’obiettivo. Un obiettivo difficilissimo da raggiungere, anche nel medio e lungo periodo, mentre viviamo un’epoca storica in cui le differenze sociali aumentano in maniera vergognosa, con poche centinaia di persone in grado di possedere la metà della ricchezza mondiale. Continua a leggere