Se la sinistra dimentica il socialismo…

di LEONARDO MARZORATI

La sinistra è attualmente divisa, come ricordato in un articolo pubblicato dal Movimento Radicalsocialista e da Risorgimento Socialista, tra “sinistrati” e “rossobruni”. I primi sono gli eredi del percorso movimentista nato con la svolta bertinottiana di Rifondazione Comunista, i secondi sono principalmente eredi della tradizione operaista e comunista che ha contraddistinto le lotte sociali del XX secolo. Entrambe le fazioni sembrano troppo spesso più concentrate ad attaccarsi tra loro, perdendo di vista, soprattutto gli operaisti, l’obiettivo primario dei comunisti e dei socialisti radicali: l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione. Senza socialismo lo sfruttamento proseguirà. Il socialismo lo si raggiunge dando ai lavoratori potere decisionale ed economico nelle politiche industriali. Questo è l’obiettivo. Un obiettivo difficilissimo da raggiungere, anche nel medio e lungo periodo, mentre viviamo un’epoca storica in cui le differenze sociali aumentano in maniera vergognosa, con poche centinaia di persone in grado di possedere la metà della ricchezza mondiale. Continua a leggere

La rivoluzione dell’articolo 3

di DOMENICO GALLO

La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo si apre con queste solenni parole: «Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti uguali ed inalienabili costituisce il fondamento della libertà, della pace e della giustizia nel mondo». Già nell’incipit del preambolo sono affermate due verità antropologiche: che esiste una sola famiglia umana e che i membri di questa famiglia hanno tutti pari dignità e godono di diritti uguali ed inalienabili. I principi fondamentali della Costituzione italiana si collocano perfettamente all’interno di questa temperie spirituale e riflettono la stessa concezione nella quale il diritto incorpora la giustizia e l’ordinamento giuridico non può essere più scisso da una tavola di valori universali che costituiscono l’approdo a cui è pervenuta l’umanità uscendo dalla notte della Seconda guerra mondiale. Continua a leggere

Gramsci sul “male minore” in politica

Si potrebbe trattare in forma di apologo. Il concetto di male minore è dei più relativi. C’è sempre un male ancora minore di quello precedentemente minore e un pericolo maggiore in confronto di quello precedentemente maggiore. Ogni male maggiore diventa minore in confronto di un altro ancor maggiore e così all’infinito. Si tratta dunque niente altro che della forma che assume il processo di adattamento a un movimento regressivo, di cui una forza efficiente conduce lo svolgimento, mentre la forma antitetica è decisa a capitolare progressivamente, a piccole tappe, e non d’un solo colpo, ciò che gioverebbe, per l’effetto psicologico condensato, a far nascere una forza concorrente attiva, o a rinforzarla se già esistesse. Poiché è giusto il principio che i paesi più avanzati in un certo svolgimento sono l’immagine di ciò che avverrà negli altri paesi dove il movimento è agli inizi, la comparazione è d’obbligo. (Quaderno 9 (XIV) 7) Continua a leggere

Appello per un sovranismo libertario

di LEONARDO MARZORATI

Il vento sovranista soffia sempre più a destra. Sui social, come tra le forze politiche, sono sempre troppo deboli le correnti socialiste o di sinistra che hanno abbracciato una visione “sovranista”. Nella vulgata comune, il termine sovranista viene quasi sempre accostato automaticamente alle nuove destre populiste: la famosa vacca nel corridoio narrata da Pierluigi Bersani.

Si può essere sovranisti, ovvero difensori della sovranità nazionale e fortemente ostili all’attuale Unione Europea, e al tempo stesso socialisti? Sì, certamente, ricordando il ruolo fortemente critico verso l’impostazione europeista che ebbe il PCI e altre formazioni di sinistra fin dagli anni cinquanta e di Rifondazione Comunista verso il trattato di Maastricht nel 1992. Continua a leggere

Colpi di sole estivi (fantozziani): lavoro… gratuito nell’arte e nello spettacolo?!

di MANUELA AUSILIO

«Il libero sviluppo delle individualità è la possibilità di sviluppare le facoltà intellettuali, l’espressione delle energie vitali, dei rapporti socievoli». Così si esprimeva Karl Marx nel Capitale, Libro I (1863-64). Ma questo è anche esattamente ciò che non si vuole per gli esseri umani in epoca capitalista. In generale, diceva Marx, si cerca di sviluppare la forza produttiva e tecnologica al solo fine di «abbreviare la parte della giornata lavorativa nella quale l’operaio deve lavorare per sé stesso, per prolungare (..) la parte (..) nella quale l’operaio può lavorare gratuitamente per il capitalista» (Il capitale. Libro I, La Nuova Italia 1969, 360-61). Continua a leggere

La donna palestinese vittima due volte

di MARIA ROSARIA GRECO (da Gaza) –

A Beit Sahour è stata uccisa una giovane donna palestinese. Aveva 21 anni e si chiamava Israa Ghrayeb. É stata crudelmente assassinata dai membri della sua famiglia per aver pubblicato sui social un video di lei uscita per un caffè con il suo fidanzato e la sorella di lui. Il video avrebbe “disonorato” la famiglia. Un “delitto d’onore” assurdo che ci lascia senza fiato e che ci catapulta in un contesto di degrado sociale in cui la donna palestinese è vittima due volte. Non solo è vittima della colonizzazione e occupazione militare israeliana, che la costringe a un regime di apartheid, ma è anche vittima di una cultura patriarcale dominata da rigorosi concetti di onore, virtù, purezza, virilità. Significati che oggi andrebbero rivisitati, capovolti, ma che paradossalmente vengono stupidamente affermati anche in risposta all’occupazione stessa, nel tentativo di preservare quella identità culturale di appartenenza. Continua a leggere

Quando giustizia e solidarietà sono più “utili” del profitto

di ROSE MARX

Quando studiavo all’università per l’esame di economia politica mi toccò in sorte un libro molto ostico, scritto da un eminente economista inglese; era infarcito di formule matematiche, dilemmi, rompicapi e diagrammi e capitolo per capitolo costruiva un discorso molto complesso sul modo di funzionamento del capitalismo, a livello microeconomico. Ad un certo punto, verso la fine, c’era un capitolo dedicato ad una ricerca effettuata in una cittadina della provincia degli Stati Uniti, dove un’associazione di privati cittadini aveva deciso di opporsi alla morte urbana di un parco dove un’impresa privata avrebbe dato avvio ad una tipica speculazione edilizia costruendo l’ennesimo complesso residenziale tutto cemento e servizi esclusivi. Il comitato cittadino che si opponeva a questa speculazione iniziò a raccogliere firme ma anche fondi per sostenere la battaglia contro la scomparsa del parco e la cosa più sbalorditiva della ricerca era che molte persone, pur non essendo direttamente interessate all’aerea verde in quanto non ne usufruivano personalmente, decisero comunque di contribuire al suo salvataggio. Continua a leggere

Terza parte del prologo del libro di Laura Langone su Nietzsche filosofo della libertà: l’eterno ritorno e la “dialettica” dell’uomo liberato (Übermensch)

Nel momento in cui l’uomo decide di accettare la visione della realtà dell’eterno ritorno della volontà di potenza, di vedere tutto ciò che esiste e quindi anche se stesso come volontà di potenza, si trasforma nel superuomo capace di rinascere dalle ceneri della morte di Dio e vivere spensierato come un fanciullo in un mondo senza più alcun fondamento stabile. Si tratta di una decisione difficile, che passa per un cammino tortuoso e pieno di insidie, ma un cammino necessario se vuole ottenere la piena libertà. Una volta detto sì alla realtà come volontà di potenza, da schiavi del tempo che eravamo seguendo le prescrizioni della morale, ne diventiamo padroni. Continua a leggere

Il Nietzsche “libertario” di Laura Langone, seconda parte: cammello –> leone –> bambino (dalla sopportazione alla ribellione alla libertà)

«Tre metamorfosi io vi nomino dello spirito: come lo spirito diventa cammello, e il cammello leone, e infine il leone fanciullo. Molte cose pesanti vi sono per lo spirito, lo spirito forte e paziente nel quale abita la venerazione: la sua forza anela verso le cose pesanti, più difficili a portare. Che cosa è gravoso? domanda lo spirito paziente e piega le ginocchia, come il cammello, e vuol essere ben caricato. Qual è la cosa più gravosa da portare, eroi? così chiede lo spirito paziente, affinché io la prenda su di me e possa rallegrarmi della mia robustezza. […] Continua a leggere

Il prologo del nuovissimo libro di Laura Langone su Nietzsche “filosofo della libertà” (prima parte: morte di Dio e resurrezione dell’Uomo)

«Una predilezione della forza per quei problemi per cui oggi nessuno ha il coraggio; il coraggio del proibito; la predestinazione al labirinto. Un’esperienza di sette solitudini. Nuove orecchie per nuova musica. Nuovi occhi per il più lontano. E una nuova coscienza per verità restate fino a oggi mute. E la volontà dell’economia in grande stile; mantenere compatta la propria forza, la propria esaltazione… Rispetto di sé, amore di sé, libertà assoluta verso di sé…» (Friedrich Nietzsche, L’anticristo) Continua a leggere