La rivolta popolare siriana e la crisi del pacifismo – parte III

di Lorenzo Galbiati

Il nome dell’abbaglio che stanno prendendo molti pacifisti italiani si chiama Marie Agnes (o Agnes-Mariam) de la Croix, libanese di origine ma siriana di adozione, 61 anni, suora. È lei la principale fonte della controinformazione “pacifista” che, grazie al lavoro inizialmente di Marinella Correggia e poi di molti altri volontari, ha riempito il web, dal Manifesto a vari siti e mailing list pacifisti, con notizie di massacri di civili compiuti invariabilmente dai ribelli e mai dal regime siriano. E’ lei la principale voce siriana che ha avuto audience in Europa nello screditare i media che denunciavano i crimini di al-Asad, e parliamo non solo dei media occidentali e arabi, ma in pratica di tutto il mondo, agenzie per i diritti umani (Amnesty International, Human Rights Watcch) e ONU compresi. Tutto un complotto, tutta una guerra mediatica Continua a leggere

La rivolta popolare siriana e la crisi del pacifismo – parte II

di Lorenzo Galbiati – 

Come descritto nella prima parte dell’articolo, molti ambienti pacifisti e nonviolenti non si sono accorti che in Siria è avvenuta per mesi una grande sollevazione popolare spontanea e nonviolenta, fino a che alcuni manifestanti, spinti dalla sanguinosa repressione del regime, hanno cominciato a prendere le armi, prima per difendersi, e poi per organizzarsi in bande armate (il Libero Esercito Siriano) con l’obiettivo di rovesciare il regime. Persone appartenenti alla Rete No War, a partiti come il PdCI e Per il Bene comune, sono attive da tempo nelle piazze, su siti internet come sibialiria.org e nelle mailing list di Peacelink e del Movimento Nonviolento con presidi, comunicati e petizioni che di fatto hanno negato e negano la natura spontanea della rivolta nonviolenta siriana, che secondo questi attivisti altro non è stata se non una insurrezione etero-diretta ben presto diventata violenta e condotta da milizie straniere. Continua a leggere

La via maestra per l’alternativa

di MAURIZIO ZAFFARANO

Nel giorno della manifestazione per la difesa e l’attuazione della Costituzione ed in attesa di eventi di mobilitazione non meno importanti quali lo sciopero generale dei sindacati conflittuali del 18 ottobre e dei movimenti sociali contro austerità e precarietà e per il diritto alla casa del 19 ottobre, si deve onestamente riconoscere che oggi Maurizio Landini e Stefano Rodotà sono tra i pochissimi, se non gli unici, personaggi a sinistra in grado di raccogliere – per autorevolezza, carisma, prestigio – un seguito popolare vasto. Continua a leggere

La rivolta popolare siriana e la crisi del pacifismo – parte I

di LORENZO GALBIATI – 

Chi parla oggi della “rivoluzione siriana”? Nessuno, se non per dire che è stata tradita, da laica sarebbe diventata fondamentalista: questo ha detto, in sostanza, il giornalista Domenico Quirico1 appena rientrato in Italia. Ma c’è chi dice2 che la rivoluzione siriana più che tradita è stata dimenticata in Occidente, dove non si sono viste negli ultimi mesi grandi reazioni agli oltre 100 000 morti né di recente si è visto alcuno sdegno per il migliaio di persone gassate nella Ghouta. C’è voluto lo spettro di un intervento USA per vedere mobilitati i politici e il Papa, che con la sua iniziativa ha risvegliato i pacifisti, molti dei quali aspettano da due anni di potersi attivare contro l’ennesimo attacco imperialista americano, e in assenza di questo non sanno che fare, anche perché non sanno decifrare quel che succede in Siria, così come non hanno saputo cogliere quel che è stata, e ancora è, la rivolta popolare siriana. Facciamo quindi un passo indietro, per cercare di capire perché la rivolta siriana ha evidenziato la profonda crisi, forse irreversibile, del pacifismo nonviolento italiano, se non europeo. Continua a leggere

In piazza anche contro il “Lettalfano”

di Paolo Flores d’Arcais – 

Sabato l’Italia civile scende in piazza a Roma con la parola d’ordine “realizzare la Costituzione”. Dopo il voto di fiducia al governo Lettalfano dei berlusconiani di ogni risma e del Delinquente di Arcore in prima persona, e dopo la proposta della Giunta del Senato perché l’assemblea plenaria, entro venti giorni, decreti la cacciata di Berlusconi da Palazzo Madama, alcune cose devono essere chiare. Continua a leggere

12 ottobre, ma anche oltre…

di Andrea Martini

Forze potenti, politiche e sociali, nazionali e internazionali, da tempo vogliono ridurre o annientare gli spazi di democrazia presenti nella vita politica del nostro paese. Questo disegno si condensa attorno al progetto di riforma costituzionale e istituzionale che da decenni attraversa il dibattito tra e nelle principali forze politiche. Continua a leggere

Per una sinistra socialista

di MANUEL SANTORO

Inizierò dicendo che sono contrario a qualsiasi modifica dell’assetto istituzionale, di cui si parla e si riparla, da più direzioni. Sono contrario a qualsiasi modifica in senso semipresidenzialista oppure, peggio, presidenzialista che creino le condizioni per stravolgere il lavoro nobile ed attento fatto dai padri costituenti. Reputo, infatti, la valenza culturale e, soprattutto, morale degli uomini e delle donne che nell’immediato dopoguerra crearono le condizioni istituzionali del nostro vivere, di gran lunga superiore rispetto a quella riscontrabile oggi nei Palazzi. Sarò tacciato anche io di conservatorismo? Si, grazie, poiché su questo punto lo sono. Ben venga, quindi, l’incontro con Rodotà e Landini. Continua a leggere

Le trappole della moneta

di Alessandro Pedone

Da pochi giorni è disponibile la traduzione in italiano del bel libro di Nicholas Wapshott Keynes o Hayek. Lo scontro che ha definito l’economia moderna sulle vite parallele dei due più influenti economisti dell’ultimo secolo: Keynes e Hayek. Conoscere, almeno superficialmente, il pensiero di questi due grandi economisti ci aiuta molto a comprendere la politica economica e monetaria del nostro tempo e gli errori che sono stati fatti (e che si continuano a fare). Il libro è piacevole perché non è un noioso trattato di economia bensì la storia incrociata dei due personaggi e dello sviluppo del loro pensiero che ha definito, come dice il titolo, l’economia moderna. Continua a leggere

Cremaschi: appello a Rodotà e Landini

di Giorgio Cremaschi – 

Mi rivolgo a tutti i promotori dell’appello per una mobilitazione a difesa della Costituzione, sperando di essere ascoltato. La Via Maestra, come titola l’appello, ci propone un percorso che va subito illuminato dalla luce del rigore, per allontanare quelle ombre di incertezza e ambiguità che proprio nel nostro campo, come voi avete ben detto, sono sinora state corresponsabili del degrado della nostra democrazia. Continua a leggere