La lettera di don Gallo ai giovani

(Tratta dal libro Se non ora adesso)

Comprendo profondamente quello che i giovani vivono, e sono costernato, addolorato per l’assenza di futuro cui sembrano condannati. Come faccio ad avere la pretesa di sradicare questa assenza di futuro? I responsabili delle grandi agenzie, dei grandi poteri, delle istituzioni sembrano interessati solo a giovani che “servono”, che rinunciano alla loro coscienza critica, alla loro autonomia, alla loro autogestione: il potere vuole solo giovani ubbidienti. Continua a leggere

Perché la sinistra dovrebbe scegliere una legge elettorale proporzionale

di Enrico Grazzini (pubblicato sul Manifesto venerdì 5 aprile 2013)

tramite Eddyburg

Se il parlamento deve essere davvero “lo Specchio del paese” e la democrazia non deve essere sacrificata alla governabilità, non c’è dubbio che il sistema proporzionale sia quello migliore. Ma occorre che la civitas sappia ridiventare polis, che dalla società rinasca la politica. Che cosa sostituirà i partiti, al di là  e meglio delle aggregazioni precarie e temporanee delle liste elettorali? Il manifesto, 5 aprile 2013.

Una tradizione nefasta: dalla legge Acerbo alla legge truffa fino alla “porcata” di oggi Germania, Svizzera, Spagna, Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda, Danimarca e Olanda hanno democrazie mature e governi stabili senza presidenzialismi o meccanismi maggioritari. In Italia dovremmo aver imparato che il Porcellum o il Mattarellum hanno favorito una deriva berlusconiana
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Per fare una nuova legge elettorale ci vuole un referendum popolare

Alfonso Giannidi Alfonso Gianni

Ilvo Diamanti definisce stravagante la scelta di Napolitano di costituire due commissioni di “saggi” come una in-decisione. In realtà è qualche cosa di peggio: è la sospensione della democrazia e del sistema parlamentare su cui si fonda la Repubblica. Una scelta che viene da lontano. Quando cadde Berlusconi era il momento di andare al voto. Napolitano, con la complicità del Pd che ora se ne lamenta, come fa Mario Tronti in una recente riflessione, impose la soluzione Monti per tranquillizzare i mercati. Quel governo aveva un obiettivo interno molto palese: spaccare il centrodestra e il centrosinistra. Obiettivo riuscito, soprattutto sul secondo versante. Poi le strade di Monti e Napolitano si divaricarono, soprattutto per le manie di grandezza del primo.

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