di MASSIMO AMADORI –
Putin sta rivalutando apertamente lo stalinismo e in generale il comunismo sovietico, perché si rende benissimo conto che l’URSS non era socialista ma una grande potenza imperialista. In questo senso Putin si considera un erede di Stalin, così come degli zar. Intende emulare la politica di potenza dell’Unione Sovietica e la riabilitazione dello stalinismo rientra proprio in quest’ottica.
Esiste una continuità fra la Russia sovietica e l’attuale regime di Putin e in linea generale fra la Russia degli Zar, l’URSS di Stalin e l’attuale Federazione Russa. Lenin costituisce in parte un’eccezione, anche se ebbe pesanti responsabilità nel primo terrore di Stato in Unione Sovietica (1918-1923) e le sue politiche aprirono la strada alla controrivoluzione burocratica di Stalin.
Tanto è vero che Putin, pur disprezzando Lenin, sta rivalutando la figura di Felix Dzerwinsky, il fondatore della terribile Ceka, la prima polizia segreta della Russia sovietica, antenata del KGB e dell’attuale FSB. Purtroppo la Ceka fu creata da Lenin. Fu uno dei più grandi errori del rivoluzionario bolscevico, un tragico errore che aprì la strada alla controrivoluzione di Stalin, come disse il grande marxista rivoluzionario Victor Serge, che sostenne la rivoluzione d’ottobre ma ne criticò gli esiti autoritari.
Sia chiaro che Lenin era un gigante e non può essere paragonato né a Stalin né a Putin, ma non si possono nemmeno negare i suoi errori.
Preferisco di gran lunga il menscevico di sinistra Martov rispetto a Lenin e Trotsky, perché era un autentico socialista democratico. Il socialismo libertario e democratico non ha nulla a che fare con il comunismo autoritario, è lontano anni luce dallo stalinismo ma anche dal leninismo/trotskismo.
Il socialismo senza la massima democrazia e libertà degenera inevitabilmente in un regime burocratico e totalitario, che conduce al capitalismo di Stato. Come sosteneva il grande socialista democratico di sinistra Riccardo Lombardi, dirigente del PSI.
Vorrei che anche i compagni comunisti facessero queste riflessioni. Non sono anticomunista, ma penso che il comunismo novecentesco sia da buttare e che oggi la sinistra possa rinascere solo su basi socialiste libertarie o almeno socialiste democratiche, in netta antitesi rispetto al comunismo stalinista ma anche al comunismo leninista.