La sinistra dovrebbe avere il coraggio di puntare il dito contro l’oligarchia, come fa Bernie Sanders negli USA. Nel mondo un pugno di miliardari possiede la stessa ricchezza della metà più povera della popolazione mondiale. Meno di dieci miliardari possiedono la stessa ricchezza di miliardi di persone.
Questa cosa non è normale. Non è normale che ci siano persone che muoiono di fame e persone che possiedono il PIL di interi Stati, non è normale che i ricchi siano sempre più ricchi e che i poveri e i lavoratori spesso non arrivino alla fine del mese e non possano nemmeno permettersi le cure mediche. Di fronte a questa enorme ingiustizia sociale la patrimoniale è anche troppo poco. Il capitalismo oggi non si basa sul libero mercato e sulla libera concorrenza, ma sui monopoli e sul potere economico e politico di un pugno di oligarchi super ricchi. Questa oligarchia di miliardari rappresenta un pericolo mortale per la democrazia, perché concentra tutto il potere politico ed economico in poche mani e influenza enormemente le scelte dei governi, controlla i mass media e finanzia i principali partiti politici. La democrazia è incompatibile con il capitalismo oligarchico, che fa gli interessi dell’ 1% della popolazione, contro gli interessi del 99 per cento di lavoratori, giovani, pensionati e classe media.
La lotta di classe esiste eccome, solo che a vincerla sono i super ricchi.
Non è più tempo di “riformismo” e di mezze misure, non siamo negli anni del boom economico, quando ancora riformare il capitalismo era possibile. Il capitalismo oligarchico di oggi non si può riformare ma solo superare.
La destra difende l’oligarchia, come è normale che sia. La sinistra dovrebbe invece avere il coraggio di fare scelte radicali e di combattere l’oligarchia capitalistica senza se e senza ma. Come stanno facendo i DSA negli Stati Uniti.
Non a caso l’ultimo libro di Sanders si intitola proprio “Contro l’oligarchia” (e il titolo originale è ancora più esplicito: FIGHT OLIGARCHY). La sinistra italiana purtroppo non ha il coraggio di fare altrettanto. Sanders parla di lotta di classe, di superamento del capitalismo e di esproprio dei miliardari. Schlein, Conte, ecc. fanno già fatica ad accettare una patrimoniale sulle grandi ricchezze, figuriamoci l’esproprio dell’oligarchia.
In Italia manca una sinistra socialista e radicale, non esiste un movimento socialista democratico come quello di Sanders. Eppure ne avremmo bisogno, perché socialismo e democrazia sono strettamente collegati.
Non si tratta di sostituire all’oligarchia dei capitalisti privati un’oligarchia di Stato. La pianificazione centralizzata e l’abolizione totale del mercato non funzionano, come dimostra la storia. Un sistema in cui lo Stato possiede tutto non è socialismo ma capitalismo di Stato.
Il socialismo libertario invece vorrebbe una società basata sull’autogestione e sull’autogoverno, contro ogni forma di oligarchia e di potere oppressivo.
Un socialismo federalista e non centralizzatore, democratico e libertario e non statalista. Fondato su una pianificazione decentralizzata, sulle autonomie comunali, sulla proprietà pubblica delle risorse economiche strategiche e su un mercato regolato e finalmente liberato dai monopoli e dagli oligarchi.
Socialismo significa redistribuzione non solo della ricchezza ma anche del potere, significa democrazia, libertà e giustizia sociale.