di L’IDEOTA –
Concedetemi un piccolo momento di rabbia d’altri tempi. È una mia debolezza. Sono anarchico, quindi sono legato a idee pensate un sacco di tempo fa. A costo di sembrare ottocentesco, voglio ribadire un concetto. Il fascismo del Vannacci di turno è strettamente legato al capitalismo. C’è ancora quella cosa denunciata per generazioni da intellettuali di varie provenienze. Ha cambiato pelle, si è digitalizzata, è diventata più immateriale. Ma è rimasta lì, al vertice di una piramide che definisce le gerarchie del mondo. Quella cosa si chiama capitalismo. Viviamo in un sistema che sfrutta, impoverisce e crea diseguaglianze. In questo scenario il fascista prende il megafono e dice che non sei povero per colpa dei suoi complici che si prendono tutto, di quelli che mettono le mani sulle spiagge e sulle risorse, di chi distrugge gli ecosistemi, di chi non ti paga, di chi ti fa lavorare a cottimo e in nero, di chi ti mette in pericolo su impalcature pericolanti, di chi dice che non hai voglia di imparare il mestiere perché hai rifiutato uno stage gratis. Il fascista dice: «Sei povero per colpa degli immigrati. Sostieni l’uomo forte che farà pulizia». E la gente purtroppo continua a crederci.
Lottiamo contro il fascismo e contro il capitalismo.