di MASSIMO AMADORI –
Ieri sera ero presente a Bologna e ho visto in parte le dinamiche. La manifestazione era partita pacifica, poi ci sono state le cariche della polizia e purtroppo sono cominciati gli scontri e sono successi dei casini. Io comunque sono andato a casa appena ho visto la prima carica, quindi non ho visto gli scontri successivi. Però so che la polizia ha aggredito un giornalista dell’Espresso che documentava i fatti.
Detto ciò come sempre si guarda il dito e non la luna. Un uomo è stato assassinato dalla polizia, mentre implorava pietà. Ieri a Bologna ho sentito i suoi familiari in lacrime. Gli agenti assassini potranno attivare lo scudo penale, grazie a una legge infame approvata dal governo Meloni. In pratica hanno dato alla polizia licenza di uccidere legalmente. Ormai viviamo in uno stato di polizia e ribellarsi è l’unica cosa che ci rimane.
Ovviamente i politici di destra estrema difendono anche questa volta le nostre solerti forze dell’ordine. Del resto sono quelli che volevano l’ICE anche in Italia e purtroppo sono stati accontentati. Per me non sono solo colpevoli quei due poliziotti, ma anche e soprattutto i politici che hanno sdoganato la violenza poliziesca e soprattutto il razzismo. Quelli che parlano di “remigrazione”, quelli che non fanno che fomentare odio e violenza razziale.
Siamo un Paese orrendo e fascista, con una classe dirigente orrenda e fascista. Con la loro vomitevole propaganda razzista hanno creato dei cittadini di serie B, la cui vita non vale nulla. Perché oggi in Italia la vita di un migrante vale meno di un panino al salame. Ecco, chi vede gli scontri di Bologna ma non tutta questa violenza guarda il dito invece della luna.