Questione di classe

Non è solo una questione di “razza”, è anche e soprattutto una questione di classe. La destra difende il capitalismo, l’oligarchia e i ceti privilegiati. Si identifica con il maschio bianco, se ricco ancora meglio. Considera violenza le ribellione degli sfruttati e dei ceti popolari, ma è pronta a difendere qualsiasi violenza del potere e delle classi dominanti.
L’omicidio? È sbagliato solo se la vittima è bianca e benestante. Quando invece è l’assassino a essere bianco e benestante la destra vuole legalizzare l’omicidio, come nel caso del gioielliere assassino. Quando si tratta di proteggere la “roba” persino l’ omicidio è giustificato. Il furto? Se sei povero e magari pure immigrato e commetti un furto, per la destra meriti di essere ammazzato come un cane, senza nemmeno un processo. Quando invece a rubare sono i politici, i capitalisti e in generale chi sta al potere diventano ultra-garantisti e hanno anche depenalizzato la corruzione e i furti dei colletti bianchi. In pratica se sei un ladro di polli devi morire, se invece rubi milioni ai cittadini e vieni condannato sei una povera vittima dei magistrati “comunisti”.
Lo stesso vale per la violenza poliziesca, che guarda caso colpisce sempre i più fragili e gli sfruttati: studenti, lavoratori ecc ma soprattutto i poveri, i migranti, i malati di mente. Avete mai visto un poliziotto soffocare un mafioso, un ricco evasore o un politico corrotto? Ovviamente no, perché la polizia risponde alle stesse logiche della destra e delle classi dominanti. Secondo la destra esistono cittadini di serie A, che hanno licenza di uccidere. I poliziotti e i ricchi proprietari bianchi in primis. Ma anche la classe media e la loro base elettorale. Perché sanno che chi li vota spesso è un fanatico delle armi e un razzista, quindi è necessario stimolare i suoi peggiori istinti assassini. E poi ci sono i cittadini di serie B, la cui vita vale meno di un panino al salame. Sono i poveri, gli immigrati, i neri, i drogati, i malati psichiatrici. Le vittime degli omicidi di Stato e della vendetta privata. Le persone che per questa destra non sono degne di vivere.
Parlate pure degli scontri a Bologna, dimenticandovi di vivere in un sistema fondato interamente nella violenza contro i più deboli. La destra fascista oltre che razzista è in primo luogo classista. Le persone che la sostengono lo fanno perché sotto sotto vogliono stare dalla parte di chi ha il monopolio della violenza e il diritto di uccidere. Questo li fa sentire protetti e permette loro di sfogare i peggiori istinti. Sempre ovviamente contro le persone povere, deboli e marginalizzate.

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