L’attualità di Rosselli (nell’anniversario del delitto fascista)

Il 9 giugno del ’37 i fascisti assassinarono Carlo e Nello Rosselli, i due fratelli antifascisti che fecero tremare il regime di Mussolini.
Carlo Rosselli però non fu solo un martire antifascista ma anche un grande socialista rivoluzionario, teorico del socialismo liberale.
Occorre specificare che il socialismo liberale di Carlo Rosselli non ha nulla in comune con il cosiddetto “socialismo liberale” alla Calenda, un liberismo travestito da socialismo. Il socialismo di Carlo Rosselli era invece anticapitalista, radicale e rivoluzionario. A differenza di quello dei comunisti, però, il socialismo di Rosselli era libertario, perché per lui il socialismo era inscindibile dalla democrazia e dalla libertà.
Il suo socialismo era la conseguenza del suo liberalismo, perché libertà e giustizia sociale per lui erano strettamente collegate. Rosselli era un nemico di tutti i totalitarismi, quindi non solo del fascismo e del nazismo ma anche dello stalinismo. Per lui socialismo non era sinonimo di statalismo ma di libertà e democrazia, di autogoverno e autogestione. Rosselli era convinto che il socialismo dovesse restituire alla società i poteri dello Stato e rifiutava quindi lo Stato centralizzato e burocratico. Il suo antistatalismo libertario lo portò a dialogare con gli anarchici e in particolare con Camillo Berneri, assassinato dagli stalinisti. Ma dialogò anche con Trotsky, che in maniera settaria rifiutò il suo invito a un fronte comune fra trotzkisti e socialisti libertari contro il fascismo, lo stalinismo e il capitalismo.
Il socialismo libertario di Carlo Rosselli è oggi più attuale che mai, perché è un’alternativa sia al capitalismo e al neoliberismo sia al comunismo totalitario. Viva il socialismo libertario! Movimento RadicalSocialista

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