di MASSIMO AMADORI –
A Monte Sole è stato un 25 aprile partecipato e unitario e mi dispiace che in altri luoghi ci siano state tensioni e polemiche. Vorrei dire la mia su ciò che è successo a Roma. Il 25 aprile è la festa di tutti gli antifascisti, quindi sono lecite tutte le bandiere legate alla Resistenza. Ci sta portare la bandiera italiana, che rappresenta tutti, e la bandiera rossa, dato che la maggioranza dei partigiani erano socialisti e comunisti. Ma ci sta anche la bandiera rossa e nera degli anarchici, il cui contributo nella Resistenza purtroppo viene sempre omesso nelle celebrazioni ufficiali del 25 aprile. A mio avviso è legittimo portare anche la bandiera ucraina e della Palestina, perché sono popoli che attualmente subiscono un’occupazione da parte di due tiranni fascisti, Putin e Netanyahu. Tutte le bandiere dei popoli oppressi devono avere spazio il 25 aprile. Credo invece che siano fuori luogo le bandiere della Russia, degli Stati Uniti e di Israele, perché sono Paesi i cui governi fascisti opprimono e uccidono.
La Brigata Ebraica ha tutto il diritto di partecipare al corteo del 25 aprile e di ricordare gli ebrei che parteciparono alla Resistenza, ma portare bandiere di uno Stato genocida e inneggiare a fascisti come Trump e Netanyahu è una provocazione. Il 25 aprile ci deve essere spazio per tutti ma non per i nazifascisti e oggi chi è più fascista di Trump, Putin e Netanyahu? Senza considerare il fatto che tantissimi ebrei italiani parteciparono alla Resistenza in maniera autonoma dalla Brigata Ebraica, nelle brigate partigiane socialiste, comuniste e azioniste. A cominciare da Primo Levi, partigiano di “Giustizia e libertà”. Questi ebrei coraggiosi vengono dimenticati dai sionisti pro-Netanyahu, così come vengono dimenticati gli arabi palestinesi che parteciparono alla Resistenza assieme agli ebrei di Palestina, tutti uniti contro il nazifascismo. Quindi è evidente che contestare i provocatori fascisti con le foto di Trump e Netanyahu è sacrosanto. Ma al tempo stesso è chiaro che il 25 aprile non si può tollerare nemmeno la presenza degli antisemiti nei cortei e chi ha contestato i sionisti al grido di “siete saponette mancate” è solo un nazifascista e doveva essere cacciato dal corteo. Perché attaccare gli ebrei in quanto tali non è antisionismo ma antisemitismo e ogni forma di razzismo non deve avere spazio il 25 aprile. Resta però il fatto che gli ebrei antirazzisti che hanno sfilato con il cartello “ebrei contro il fascismo” non sono stati contestati. Evidentemente tutti sti antisemiti non c’erano alle manifestazioni del 25 aprile. Ma le poche mele marce hanno dato modo alla Meloni di attaccare chi ha festeggiato il 25 aprile. Il governo ha però omesso la vile aggressione che hanno subito due compagni dell’ ANPI, vigliaccamente aggrediti dai fascisti. Anche quest’anno per colpa di pochi provocatori fascisti abbiamo perso l’occasione di festeggiare il 25 aprile in maniera unitaria. Peccato, perché invece oggi avremmo bisogno di unità fra tutti i democratici e gli antifascisti. Ora e sempre Resistenza!