di MASSIMO AMADORI –
Ho guardato con interesse alla conferenza delle sinistre tenutasi ieri in Spagna per volontà di Pedro Sanchez. Hanno partecipato socialisti e progressisti provenienti da tutto il mondo. Mi sembra che finalmente una parte della socialdemocrazia stia abbandonando la “terza via” di Tony Blair, che tanti danni ha fatto alla sinistra dopo il 1989.
Dopo il crollo del “comunismo” infatti, invece di puntare al socialismo democratico in Europa, la maggioranza dei partiti socialisti, socialdemocratici e comunisti si è spostata a destra, abbandonando qualsiasi prospettiva socialista e contendendo alla destra la gestione del sistema neoliberista. Con queste politiche la sinistra si è suicidata, specialmente in Italia.
Oggi dopo più di trent’anni sembra che la sinistra si stia finalmente risvegliando, anche grazie a un leader come Pedro Sanchez, che ha avuto il merito di spostare la socialdemocrazia su posizioni di sinistra, di rottura con il neoliberismo e con la guerra. Scelta non condivisa dalla maggioranza dei partiti socialdemocratici europei, purtroppo ancora spostati al centro.
Ma le cose stanno cambiando e io credo che nel mondo ci sia spazio per una sinistra degna di questo nome, radicale e socialista. Una sinistra che non abbia paura di colpire gli interessi degli oligarchi e dei miliardari e di redistribuire la ricchezza. Perché ovunque c’è voglia di giustizia sociale, di pace, di ambientalismo e di democrazia. Specialmente fra i giovani. E giustamente la destra viene percepita come antitetica a questi valori e a queste aspirazioni ad un mondo migliore. Trump, Netanyahu, Putin e l’estrema destra stanno provocando come reazione uno spostamento a sinistra di molte persone che hanno a cuore la democrazia e la libertà. Ma la sinistra deve tornare a fare il suo mestiere, rappresentando i lavoratori e gli ultimi della società, lottando per obiettivi concreti e immediati ma senza mai dimenticare la prospettiva socialista. Perché il capitalismo non è eterno e certamente non è il migliore dei mondi possibili. Nell’immediato però dobbiamo costruire alleanze di sinistra alternative al neoliberismo e Sanchez può essere un importante punto di riferimento. Posto che io preferisco i più radicali Sanders, Mamdani e Corbyn, esplicitamente anticapitalisti. La socialdemocrazia di Sanchez, per quanto si sia spostata a sinistra, punta ancora a riformare il capitalismo, mentre i socialisti democratici come Sanders vorrebbero superarlo. Avercelo però un Sanchez anche in Italia!