di MASSIMO AMADORI –
Non abbiamo bisogno di una sinistra genericamente “progressista” ma di una sinistra socialista, cioè anticapitalista. Essere progressista vuol dire tutto e niente. Essere socialista invece non è una semplice etichetta, ma un preciso programma politico fondato sulla giustizia sociale, la libertà e la democrazia.
Essere socialisti significa battersi per un’alternativa radicale al sistema capitalistico, un sistema che si fonda sulla guerra, sullo sfruttamento e sulla devastazione ambientale. Essere socialisti significa essere ecologisti e pacifisti, nella consapevolezza che il sistema capitalistico genera la guerra per sua stessa natura e che non può esistere un capitalismo “green“, perché un sistema fondato sul profitto illimitato e sulla crescita infinita non è compatibile con l’ ambientalismo.
Essere socialisti significa battersi contro i fascisti, perché la democrazia è una conquista dei lavoratori e il razzismo dell’estrema destra divide la classe lavoratrice, a tutto vantaggio dei padroni. Essere socialisti significa contrastare gli oligarchi che governano il mondo e che lo insanguinano con le loro guerre per il profitto e significa battersi per redistribuire la ricchezza. Perché non è accettabile che ci siano persone che muoiono di fame e al tempo stesso miliardari. Essere socialisti significa volere per tutti le stesse condizioni di partenza, stipendi dignitosi, più tempo libero e servizi pubblici gratuiti e di qualità, diminuzione delle spese militari e investimenti in sanità, istruzione e trasporti pubblici. Significa investire in energia pulita e rinnovabile. Tutte cose concrete e di buon senso che sono nell’ interesse della maggioranza delle persone e che danneggiano solo l’ oligarchia al potere, cioè meno dell’1 per cento della popolazione.
Eppure in Italia il termine socialista è una parolaccia, anche a sinistra. Perché purtroppo la “sinistra” italiana è spostata al centro. Ma noi continuiamo a preferire i socialisti democratici come Sanders, Ocasio Cortez e Mamdani ai “progressisti” come Schlein, Conte e Salis.