A Roma Raggi di sole…

di Paolo Flores d’Arcais

Lo strumento contundente e monocorde con cui il renziano Giachetti e “Il Messaggero” di Caltagirone cercheranno di manganellare la candidatura di Virginia Raggi, per impedire che Roma possa essere amministrata senza più bacio della pantofola allo strapotere dei palazzinari e altri intrecci affaristico-politici (con ramificate incursioni criminali, si è visto) è uno solo, benché flautato poi in tutte le salse: Virginia Raggi è eterodiretta dalla ditta Casaleggio. Continua a leggere

Abbiamo fatto MRS anche contro di te, eppure… (il mio ricordo di Marco Pannella)

di Fabio Greggio

5 giugno 1976: lascio la sinistra extraparlamentare e decido nuove strade. I radicali portavano del nuovo, eravamo in 10 a Pavia e ci trovavamo dietro l’Università. Non ero uno di quelli che difendeva ad oltranza la dittatura sovietica e volevo immaginare un mondo diverso. Il 6 giugno 1976 si sarebbe votato e tutti avevamo la sensazione del sorpasso, il partito comunista con Berlinguer che avrebbe dovuto sorpassare la DC. Non sapevamo ancora della capacità di recupero del dinosauro DC…

Piazza del Duomo a Milano la notte prima con tutti i radicali, piazza piena, Adele Faccio che grida contro il Duomo: «Quelli lì non devono mettersi sotto le nostre lenzuola e giudicare!»; e Marco, prolisso come al solito, che sfora la mezzanotte rischiando denunce… capirai, denuncia più denuncia meno…

La sensazione è che il blocco PCI +Radicali (che allora andava a braccetto con la sinistra extraparlamentare) avrebbe vinto. Euforia. Dopo, tutti al ristorante greco. Marco era per strada con il solito maglione nero e il ciondolo Peace&Love: non smetteva di parlarci… di tenere comizio… Profumo di souflaki e due pensionati del piano terra che ci guardavano in pigiama e ricordavano i due vecchietti dei Muppets. Chiedo io: «Signora facciamo troppo rumore?»; «No ma l’è quel sciùr li che l’è semper in televisiun che se el va no via chi se dorm nagott!»… e Marco che continuava ad arringare senza nemmeno ascoltarli…

Gli ho voluto bene fino a quando il suo IO grande come Sesto San Giovanni non ha avuto il sopravvento, divorandosi tutti coloro che tentavano una posizione personale. Poi la sua deriva vagamente di destra che partorì mostri epocali come Capezzone o Taradash… ed infine il berlusconismo e il sionismo. Non l’ho più sopportato, la sua avversione viscerale alla sinistra, l’appoggio a Berlusconi contro la magistratura… Non l’ho più capito e in molti ce ne siamo andati. Io ho formato il Movimento RadicalSocialista insieme ad altri fuoriusciti ma con il cuore a sinistra; altri hanno tentato vie minoritarie come i Radicali di Sinistra… briciole di un universo che Marco aveva creato e castrato sotto la sua personalità ingombrante.

Non posso non volergli bene. Lui ha cambiato la politica e la società molto più di una classe politica autoreferenziale. Resta un esempio. Anche se il mio appoggio si è poi trasformato in insopportabilità e lontananza totale da certe scelte imbarazzanti. Resta l’epopea degli anni 70, una visione alternativa di un mondo libero per chiunque, dalle battaglie delle femministe al divorzio, della prime difese dei diritti dei gay del FUORI, che faceva parte dei radicali, agli obiettori di coscienza: un mondo che molti come me si portano ancora dentro. Grazie a lui.

Ospedale “unico” di Pesaro, Fano e Urbino: la lotta continua!

FANO (PU) – Dopo le 4.000 mila firme fanesi e la bella manifestazione di Piazza XX Settembre contro l’insensato progetto di ospedale unico, dopo l’affollata assemblea dei comitati a Tre Ponti e dopo il variopinto corteo di Fosso Sejore contro il project financing e l’improbabile sito “equidistante” tra Pesaro e Fano, come continuare la lotta?

Innanzitutto una doverosa osservazione di metodo: quanti a sinistra ci criticavano per i banchetti fatti insieme alla lista civica dell’ex sindaco Aguzzi si sono ritrovati domenica a sfilare accanto alle bandiere di Fratelli d’Italia, ed avranno capito (meglio tardi che mai) che su un tema fondamentale come la difesa della salute e della sanità pubblica l’impegno dev’essere unitario e trasversale.

Tuttavia questo non significa essere ambigui nei contenuti, perché gli obiettivi della lotta debbono invece essere chiari e precisi: noi siamo pronti a collaborare con chiunque per difendere gli ospedali esistenti e le strutture sanitarie diffuse sul territorio, ma non siamo più disposti in futuro a mescolarci con i fautori dell’ospedale unico, sia pure “non a Fosso Sejore”. Basta con queste pudiche foglie di fico pur di non rompere con il PD e i suoi piani! Se si è contro il project financing o analoghe trappole finanziarie, e se si è contro l’ulteriore cementificazione del territorio, allora un nuovo ospedale “unico” non si può fare proprio da nessuna parte! Si ascoltino i cittadini e i sindaci dell’entroterra, come hanno fatto i tanti comitati di lotta, e si difendano gli ospedali esistenti città per città, comune per comune, a partire da quello di Fano, centrale e fondamentale per la nostra provincia! In questo senso, ci sentiamo di rivolgere un ultimo, accorato appello al sindaco Seri, affinché si liberi dal ricatto che penalizza e mortifica la sua città ed abbia il coraggio di mettersi alla testa della battaglia in difesa del Santa Croce: perderà l’appoggio del PD, ma guadagnerà quello dei cittadini!

Fermiamo tutti insieme lo smantellamento e la privatizzazione della sanità! Nemmeno un euro per nuovi inutili muri (utili solo ad affaristi e speculatori), ma investimenti pubblici per potenziare il personale sanitario e migliorare i servizi per la popolazione, a cominciare dal pronto soccorso e dai reparti essenziali per la vita delle persone!

MRS – Fano

La mia idea di Gianroberto

di Giandiego Marigo –

Non ho amato Gianroberto Casaleggio, anzi la sua ombra ed il suo stile e soprattutto la sua influenza sono state fra le maggiori cause che mi hanno portato ad uscire dal M5S dopo la mia candidatura. Questo disamore non mi esime dal cordoglio e dall’augurio di un buon viaggio. Di critiche gliene sono state fatte molte, a lui ed alla creatura che ha costruito e allevato, al suo “populismo” un poco liberal-destrorso, alla sua illusione di essere sopra, super partes, all’illusione collettiva di un “governo senza schieramenti”, cioè applicato all’oggettività ed al pragmatismo… quasi fosse possibile, in questo contesto, cioè in una società capitalistica, operare sopra gli interessi del capitalismo stesso, che lui, in fondo, continuava a rappresentare. Continua a leggere

“Giustizia è lottare per la dignità di ogni essere umano”

di BERNIE SANDERS –

«Se parliamo di giustizia, dobbiamo comprendere che non c’è alcuna giustizia quando pochi possiedono così tanto, e molti hanno così poco.

Non c’è nessuna giustizia quando l’1% privilegiato detiene la stessa ricchezza del 90% che sta in fondo alla società. I nostri operai lavorano moltissime ore, per salari insufficienti perfino a sfamare i propri figli. Come fate a parlare di moralità e di giustizia quando siamo il paese che ha più denaro per tenere un sacco di gente in galera ma meno denaro per assistere e curare i suoi bambini, per assicurare ai giovani il lavoro e l’educazione? Siamo l’unico paese al mondo che non riesce a garantire ai suoi abitanti un diritto universale come l’assistenza sanitaria: ogni essere umano ha il sacrosanto diritto di chiamare un dottore quando sta male!

Pensate un attimo a quello che un grande paese come gli Stati Uniti d’America potrebbe diventare: potremmo garantire la sanità a tutti, proteggere l’infanzia, dare a tutti i giovani la possibilità di istruirsi (indipendentemente dal reddito della loro famiglia), fare in modo che ognuno viva in condizioni dignitose e sicure. Potremmo essere il paese che garantisce ad ogni cittadino, indipendentemente dalla posizione sociale, dal colore della pelle o dal suo orientamento sessuale, i diritti garantiti dal semplice fatto di essere nato. Questa è la nazione che possiamo creare, se il popolo si alza in piedi e rimane unito.

La storia di questo paese è una storia di lotte per la dignità dell’uomo. La lotta di uomini e donne che hanno detto: “sono un essere umano, ho dei diritti, non potete farmi questo!”. E quando milioni di persone si alzano per lottare, alla fine vincono».

http://www.panorama.it/panorama-tv/news-video/bernie-sanders-what-we-can-be-video/

La sconfitta del pensiero critico e il nuovo socialismo possibile

di GIANDIEGO MARIGO

Non può bastare a definire “pensiero altro” una vocazione agli interessi dei deboli. Ciò può essere facilmente confuso con la compassione, che sarebbe comunque una grandissima conquista in questo mondo votato all’egoismo delle leggi di mercato, ma che non può definire da sola un pensiero alternativo a quello unico e sistemico. Il potere ha ampi spazi, all’interno della cultura dominante, per “accogliere” e “controllare” quello che potrebbe apparire ad un’analisi superficiale come “pensiero altro”. La “parabola di M5S apparente focolaio d’alternativa ed in realtà coacervo di pensiero controllato e valvola di sfogo programmata… sta lì a dimostrarlo, ma non solo (infatti non si può limitare il fenomeno ad un quadrante così piccolo come una sola nazione). Molti “comportamenti conformisti” di quella che si autodefinisce opposizione (a livello globale) sono la cartina di tornasole di questo fenomeno sul quale più di un “complottista” ci ha ampiamente intrattenuti. Continua a leggere

Il mio 8 marzo contro gli stereotipi sessisti

di CINZIA ABRAMO

Su molte donne continua a gravare una parte sproporzionata degli oneri associati alla cura dei figli e di altre persone a carico; il persistere degli stereotipi ostacola la condivisione delle responsabilità familiari e domestiche fra donne e uomini e impedisce la realizzazione della parità nel mercato del lavoro; gli stereotipi continuano a esistere a tutti i livelli della società e in tutte le fasce d’età, influenzando la nostra percezione degli altri attraverso preconcetti semplicistici basati su norme, prassi e credenze derivanti dal contesto sociale, che spesso trovano fondamento e sostegno negli elementi culturali e religiosi e che rispecchiano e perpetuano i rapporti di forza soggiacenti; i ruoli e gli stereotipi tradizionali associati al genere continuano a esercitare una forte influenza sulla suddivisione dei ruoli tra donne e uomini in casa, sul lavoro e nella società in generale; le donne sono rappresentate come coloro che si occupano della casa e dei figli mentre gli uomini sono considerati i responsabili del sostentamento e della protezione della famiglia; gli stereotipi di genere tendono a perpetuare lo status quo degli ostacoli ereditati dal passato che impediscono di raggiungere la parità di genere e a limitare il ventaglio di scelte occupazionali e lo sviluppo personale delle donne, impedendo loro di realizzare appieno il proprio potenziale in quanto individui e attori economici, e rappresentano pertanto forti ostacoli al conseguimento della parità tra donne e uomini. Continua a leggere

La mia Codogno e quell’eterna divisione a sinistra

di GIANDIEGO MARIGO

Raggiunta, da tempo, la nausea, avevo promesso di non parlarne più, sino a che non si fosse visto qualche cosa. Quel che si è visto non mi piace, ma sempre con i miei occhiali da “locale” ho deciso di riparlarne comunque. Non si confonda il mio piglio con un delirio egotico: non lo è, tutt’altro, ma io credo che quando si parla di questo argomento ognuno debba parlare di sé e delle sue volontà/intenzioni. Continua a leggere

Europa: l’élite e i popoli

Decisamente l’Europa, così come ci viene ammannita oggi, è esperienza deprecabile, discutibile e, senza alcun dubbio negativa. L’Euro è la trappola che molti hanno ripetutamente analizzato e descritto e la troika è tutto il male e persino peggio di quel che molti hanno descritto. Non vi è bisogno di ulteriori dotte analisi o di aggiunte per deprecare e descrivere quello che l’Europa della finanza e del controllo elitario sta riservando ai suoi popoli. Continua a leggere

MRS 2016

Entrando nell’anno del 10° anniversario della sua fondazione (2006), il Movimento RadicalSocialista desidera porgere i migliori auguri di buon anno nuovo – e ringraziare sentitamente – le centinaia di compagni che hanno accompagnato in questo decennio la vita e il dibattito di questa nostro prezioso laboratorio politico-culturale, dalle caratteristiche pressoché uniche nel panorama intellettuale italiano. Con un pensiero particolare rivolto alla compagna Franca Rame, che ci ha seguiti con simpatia e con bellissimi messaggi di incoraggiamento negli ultimi anni della sua vita straordinaria. Per festeggiare l’anniversario della fondazione, MRS ha pensato di offrire gratuitamente l’iscrizione o il rinnovo della tessera a chi ne faccia richiesta (movimento.radicalsocialista@gmail.com). Non abbiamo mai considerato determinante l’adesione formale all’associazione, cercando soprattutto idee nuove e impegno concreto per un cambiamento radicale della società e della politica. E consideriamo nostri compagni tutte le 5.478 persone che hanno aderito alla nostra pagina Facebook, senza ovviamente dimenticare chi non utilizza il social network e ci segue tramite il sito internet www.radicalsocialismo.org. Continua a leggere