L’ antisemitismo è l’odio contro gli ebrei, da condannare sempre e comunque. La legge italiana già lo sanziona insieme a tutte le forme di razzismo. Non si vede quindi tutta questa necessità di una nuova legge contro l’antisemitismo. Tanto più che il ddl in questione, voluto dalla destra e da parte del PD, associa l’antisemitismo alla critica alle politiche dello Stato di Israele.
In base a questa legge persino gli ebrei che in tutto il mondo denunciano il genocidio di Gaza rischierebbero di essere condannati come “antisemiti“. Il DDL Del Rio-Gasparri non è una legge contro l’antisemitismo ma una norma liberticida che punisce il dissenso. Nello specifico punisce la solidarietà nei confronti del popolo palestinese massacrato. Dire che le politiche razziste di Netanyahu assomigliano terribilmente alle politiche razziste di Hitler potrebbe diventare un reato penale. Eppure già negli anni 40 intellettuali ebrei come Hannah Arendt e Albert Einstein definivano “nazisti e fascisti” i politici dell’estrema destra sionista, cioè gli antenati di Netanyahu. Oggi persino Hannah Arendt e Albert Einstein rischierebbero di essere accusati di antisemitismo.
Peccato però che i neonazisti e i neofascisti oggi stiano dalla parte del governo israeliano, a cominciare dall’AFD. I peggiori antisemiti oggi sono schierati dalla parte di Israele. L’antisemitismo è senza dubbio un problema reale e va contrastato, non certo però criminalizzando la solidarietà con il popolo palestinese. Aggiungo che oggi la forma di razzismo più presente in Europa è l’islamofobia. L’estrema destra riversa la sua propaganda di odio razziale soprattutto contro i musulmani, che per i neonazisti rappresentano ciò che gli ebrei rappresentavano per i nazisti. Perché quindi non fare leggi specifiche per contrastare il razzismo contro arabi e musulmani? Antisemitismo e islamofobia sono facce di una stessa medaglia e andrebbero condannati allo stesso modo.