Difendere i simboli storici delle lotte sociali e politiche!

di MASSIMO AMADORI
La falce e martello non è il simbolo del totalitarismo sovietico, è un simbolo di uguaglianza e libertà. Ha rappresentato per anni il movimento operaio di tutto il mondo, la lotta dei lavoratori per i propri diritti e la propria emancipazione. In Italia era utilizzata da chi ha lottato per la democrazia e lo stato sociale, dopo le devastazioni del regime fascista e della guerra. Era il simbolo dell’unione fra operai e contadini e delle loro lotte per salari decenti e per una vita dignitosa. Per anni la falce e il martello è stata il simbolo dei socialisti e dei comunisti italiani, il simbolo di Gramsci e di Pertini. Persino i socialdemocratici di Saragat inizialmente utilizzarono questo simbolo del socialismo.
Certo anche i regimi totalitari comunisti hanno utilizzato la falce e il martello, infangata dai crimini di Stalin, DI Mao e di tutte le dittature staliniste. Regimi totalitari e criminali che opprimevano a sfruttavano la classe lavoratrice che dicevano di rappresentare. I regimi “comunisti” erano l’ antitesi del socialismo, una forma di brutale capitalismo di Stato. Ma la falce e il martello non è nata con questi regimi e ha una storia completamente diversa, specialmente in Italia. Chi la paragona alla svastica o al fascio littorio non conosce la storia.
Per me il simbolo della classe lavoratrice, di Giacomo Matteotti, Antonio Gramsci, Sandro Pertini, Pietro Nenni, Giuseppe Saragat ed Enrico Berlinguer non sarà mai uguale ai simboli di morte di Hitler e Mussolini. Gli amministratori e i politici di destra che rimuovono la falce e il martello dalle targhe commemorative insultano i partigiani, la Resistenza e la memoria dei braccianti e degli operai italiani. Rimuovere questo simbolo significa rimuovere un pezzo di storia del nostro Paese: la storia del socialismo e del movimento operaio e contadino, la storia di chi ha lottato per la libertà e la democrazia, per il welfare, per i diritti sul lavoro, per la sanità pubblica, per l’Istruzione pubblica ecc. Tutto questo non c’entra nulla con lo stalinismo e con il comunismo totalitario, che si è impossessato abusivamente dei simboli del lavoro e del movimento socialista del ‘900.
Il simbolo storico del PSI non era il garofano di Craxi, ma la falce e il martello sopra un libro aperto, con il sol dell’avvenire sullo sfondo. La falce e il martello rappresentavano operai e contadini, mentre il libro aperto i lavoratori della cultura (insegnanti, musicisti, attori, ecc.). Simbolo dell’unione di tutti i lavoratori. Quando Craxi distrusse il PSI trasformandolo in un partito borghese decise di rimuovere il simbolo storico del socialismo italiano. Scelta indicativa. Oggi la destra vorrebbe demonizzare il socialismo e la storia del movimento operaio. Non ci riuscirà! Difenderemo i nostri simboli e la nostra storia dal revisionismo storico della destra e dei fascisti.

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