Il 20 agosto del 1968 le truppe sovietiche e del patto di Varsavia invasero la Repubblica socialista cecoslovacca, ponendo fine alla meravigliosa esperienza della Primavera di Praga, cioè al tentativo del leader comunista Alexander Dubcek di costruire il “socialismo dal volto umano“, cioè un socialismo democratico e libertario.
L’URSS di Breznev non accettò che un Paese del Patto di Varsavia mettesse in discussione il totalitarismo sovietico, per di più non in nome del capitalismo o del totalitarismo fascista ma in nome del socialismo democratico. Gli stalinisti infatti da sempre odiano più di ogni altra cosa i loro critici di sinistra.
L’invasione sovietica fu contrastata da una marea umana pacifica, composta da studenti, intellettuali e lavoratori. Furono fatte le barricate, ma purtroppo alla fine i sovietici ebbero la meglio e repressero nel sangue studenti e lavoratori. Celebre la reazione di Jan Palach, studente di sinistra che si diede fuoco come reazione all’invasione sovietica. Il PC cecoslovacco fu epurato e fu restaurato il regime stalinista. Ancora per molti anni il popolo cecoslovacco fu privato della libertà e della democrazia. Ma gli ideali del socialismo libertario e democratico che ispirarono la Primavera di Praga non sono mai morti.