di DAFNE GALIARDI –
Mi sono imbattuta in questo meme e, lo ammetto, non mi ha fatto sorridere. Qualcuno lo considererà una semplice battuta. Io invece ci ho visto qualcosa di più. Forse perché lavoro nel settore dell’edilizia e in cantiere ci vado davvero. E posso dire in prima persona che diffidenza, pregiudizi e giudizi non sono affatto un ricordo del passato.
Non parlo necessariamente di episodi eclatanti. Parlo di quella sensazione di dover dimostrare più degli altri di essere competente. Di sguardi che sembrano chiederti cosa ci fai lì. Di un contesto in cui, ancora oggi, per molte persone una donna in cantiere rappresenta un’eccezione.
Per questo quel meme mi ha fatto riflettere. Perché dietro una battuta spesso si nasconde un’idea precisa: che esistano ancora luoghi, professioni e ruoli naturalmente “da uomini” e altri naturalmente “da donne“.
Eppure, la nostra storia racconta altro.
1867 – Prima proposta di legge sul voto femminile (Salvatore Morelli)
1945 – Diritto di voto alle donne
1946 – Diritto di essere elette e primo voto nazionale
1948 – Entrata in vigore della Costituzione (artt. 3, 37 e 51)
1963 – Accesso delle donne ai pubblici uffici e alla magistratura
1970 – Introduzione del divorzio
1975 – Riforma del diritto di famiglia e abolizione della potestà maritale
1978 – Legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza
1981 – Abolizione del delitto d’onore e del matrimonio riparatore
1996 – La violenza sessuale diventa reato contro la persona
2009 – Introduzione del reato di stalking
2013 – Ratifica della Convenzione di Istanbul
2019 – Codice Rosso
2025 – Introduzione del femminicidio come reato autonomo
A leggere questo elenco colpisce una cosa: quasi nessuno di questi diritti esisteva da sempre. Sono stati conquistati uno alla volta, spesso dopo anni di battaglie sociali, culturali e politiche.
Per questo, quando sento parlare di identità, penso che la nostra vera identità non sia decidere cosa una donna dovrebbe fare, indossare o diventare.
La nostra identità dovrebbe essere il rispetto, la libertà di scelta, la possibilità di studiare, lavorare, votare, costruirsi una carriera e vivere senza dover dimostrare ogni giorno di meritare il proprio posto.
Non so se stiamo tornando indietro.
So però che quando nel 2026 una donna che entra in cantiere viene ancora guardata con sospetto o giudicata prima ancora di parlare, la parità non è ancora un traguardo raggiunto.
E forse dovremmo ricordarcelo più spesso.
#femminista#femminismo#stupidità#discriminazione#violenzadigenere
[Immagine tratta dalla pagina Facebook – AndrewRadio]
