di PATRICK DELLA MEA –
Nelle ultime settimane studenti e giovani sono stati l’anima motrice dietro alle proteste che stanno nascendo in tutta l’Europa. A motivare la loro scesa in piazza, come ben sappiamo, sono le condizioni drastiche in cui si trova la scuola e l’aumento del carovita.
Oltre a queste ragioni, si può anche vedere una ribellione verso lo status quo a favore di un mondo migliore, un mondo diverso.
Questo desiderio non ci deve sorprendere. Ormai da anni online esiste una nuova utopia che ha catturato l’immaginario di molti giovani: il solarpunk.
Se siete fans di Blade Runner, sicuramente conoscete già l’estetica “punk”. Il film prende atto in un mondo “cyberpunk”, un mondo distopico, ipertecnologico, ipercapitalista ed individualista. Il solarpunk vede questo e lo ribalta del tutto.
Nato inizialmente come movimento estetico, il solarpunk non ripudia la tecnologia presente nel cyberpunk, però la ridimensiona, la porta alla portata della persona e in più la mette a servizio della comunità e dell’ambiente. L’immaginario del solarpunk è caratterizzato da città adornate con giardini pensili, tetti coperti da pannelli solari e in lontananza turbine eoliche volanti, il tutto in una cornice art nouveau.
La natura ecologica e il focus sulla comunità e sul rapporto simbiotico umanità-natura (quello che Bookchin chiamerebbe “la terza natura”) che troviamo nel solarpunk, ha fatto sì che molti attivisti portassero questa filosofia digitale fuori dal mondo digitale, in quello reale. Molti sono i canali youtube e le pagine instagram che si rifanno a modelli solarpunk, dai video sul rewilding (riportare in auge la natura in aree dove gli ecosistemi originali sono stati distrutti) ai post su come rendere la propria casa più eco-friendly.
Il solarpunk è forse la prima utopia nata nel XXI secolo.
Già nel suo stato iniziale di movimento estetico/artistico, il solarpunk era infuso e legato alla politica. Ormai questa estetica è entrata all’interno del vocabolario del socialismo, indipendentemente da quale filosofia uno segua, e ha trovato seguaci all’interno di ogni corrente socialista, trovando però maggior riscontro e apprezzamento nel mondo del socialismo libertario vista la sua enfasi sulla decentralizzazione e sulla decrescita. Non a caso, la versione più usata della bandiera solarpunk va a riprendere le bandiere anarchiche solo che, al posto del nero e del rosso, troverete il giallo e il verde con al centro un sole fuso ad un ingranaggio.
Se nelle future manifestazioni vedrete una bandiera giallo-verde, ora sapete di cosa si tratta, cosa sta a significare e perché si trova a fianco alla falce e martello, alle A cerchiate e alle bandiere dei sindacati.
Viva l’anarchia! Viva il comunismo! Viva il socialismo!
