Purtroppo la maggioranza (relativa) degli israeliani sta dalla parte di Netanyahu ed è quindi oggettivamente complice del genocidio di Gaza e delle violenze dei coloni in Cisgiordania. Hanno subìto un lavaggio del cervello sin da bambini e odiano il popolo palestinese. Esiste tuttavia una minoranza di cittadini israeliani che sta dalla parte del popolo palestinese massacrato. I partiti arabi hanno infatti preso circa il 25 per cento dei voti. In realtà questi partiti non sono composti solo da arabi ma anche da ebrei israeliani. Sono partiti che rappresentano circa 1/4 della popolazione israeliana, milioni di arabi e di ebrei. Sono partiti progressisti e di sinistra, con una forte impronta socialista democratica. Fra questi partiti ci sono anche il Partito comunista israeliano e altri partiti della sinistra radicale israeliana. Si oppongono al genocidio di Gaza e all’occupazione dei coloni in Cisgiordania e sono gli unici partiti in Israele a essere favorevoli alla creazione di uno Stato palestinese. Il fatto che siano stati votati dal 25 per cento dei cittadini israeliani dimostra che una cospicua minoranza di quel popolo è contro il genocidio. Non dobbiamo abbandonarli, perché sono l’unica speranza di pace e dimostrano che una convivenza fra arabi ed ebrei e fra israeliani e palestinesi sarebbe possibile. Il fatto che la sinistra socialista e radicale israeliana unisca arabi ed ebrei lo dimostra. Noi stiamo dalla loro parte e dalla parte dei disertori israeliani, dei ragazzi che in Israele rifiutano il servizio militare per non partecipare al genocidio. Sono una minoranza, ma del resto inizialmente erano in minoranza anche gli italiani che si opponevano al fascismo e i tedeschi che si opponevano al nazismo. Poi sono diventati la maggioranza. Il problema sono gli Stati e i governi, non i popoli. I ribelli ci sono dappertutto, anche in Israele.