Trotsky: i pro e i contro

di MASSIMO AMADORI
Il 20 agosto del 1940 il comunista rivoluzionario Lev Trotsky veniva assassinato a Città del Messico, da un sicario di Stalin. In passato sono stato trotskista e avevo una visione romantica e idealizzata di Trotsky. Sono ancora affascinato dalla sua tenacia nella lotta contro lo stalinismo e lo stimo per essere stato il più importante oppositore della dittatura di Stalin. Ma ora da socialista libertario ho una visione più critica di Trotsky e del trotskismo.
Trotsky è un personaggio controverso, grande sia nel bene sia nel male. Ha indubbi meriti politici, come l’opposizione allo stalinismo. Ha avuto un ruolo fondamentale nella rivoluzione d’ottobre, assieme a Lenin. Rivoluzione che diede le fabbriche agli operai e la terra ai contadini, il potere ai soviet, la parità di diritti fra uomini e donne e la depenalizzazione dell’omosessualità. Trotsky ebbe un ruolo importante anche nella difesa della rivoluzione durante la guerra civile russa, quando più di 14 nazioni imperialiste aggredirono la Russia sovietica a sostegno delle armate bianche, zariste e controrivoluzionarie.
Ma Trotsky ha anche commesso errori e crimini imperdonabili, proprio negli anni della guerra civile. Ha instaurato la dittatura bolscevica, privando nei fatti i soviet del loro potere. Ha avuto un ruolo chiave nella repressione di ogni forma di opposizione al regime bolscevico, perseguitando anche gli anarchici e i socialisti dissidenti. Ha approvato il terrore rosso, che portò alla fucilazione di decine di migliaia di persone. Certo era il contesto della guerra civile e il terrore bianco fu addirittura più sanguinoso e portò allo sterminio di circa 150 mila ebrei. I bolscevichi invece si opposero all’antisemitismo e ai pogrom. Ma questo non giustifica il terrore rosso e le misure autoritarie di Lenin e Trotsky, che finirono per spianare la strada alla controrivoluzione stalinista.
Non c’è continuità fra Lenin e Stalin, ma è indubbio che l’autoritarismo leninista (e trotskista) abbia facilitato l’avvento del totalitarismo stalinista. Prima ero cieco a non vederlo. Posto che lo stalinismo fu anche il frutto dell’isolamento della Russia rivoluzionaria e della sua arretratezza, Non posso perdonare a Trotsky la repressione dei compagni anarchici in Ucraina e della rivolta dei marinai di Kronstand, che chiedevano soviet liberi. Certo non fu lui a ordinare le repressione, ma la condivise. E ciò non cancella i suoi meriti durante la rivoluzione e soprattutto nella lotta contro lo stalinismo. Fu uno dei primi a definire totalitario il regime di Stalin, fra le cui vittime oltre a Trotsky si contano centinaia di migliaia fra comunisti rivoluzionari, vecchi bolscevichi, anarchici, socialisti democratici e antifascisti.
Oggi vorrei ricordare assieme a Trotsky tutti i rivoluzionari e i socialisti vittime dello stalinismo, un regime controrivoluzionario al pari del fascismo. Lenin e Trotsky sono personaggi controversi ma rimangono comunque dei grandi rivoluzionari, che hanno però sbagliato a separare il fine dai mezzi. Non si può costruire una società socialista con mezzi violenti e dittatoriali. Se il fine del socialismo è una società libera e democratica i mezzi devono essere coerenti con il fine.
Questo fu l’errore dei bolscevichi. Stalin invece fu solo un dittatore controrivoluzionario e totalitario, al pari di Hitler e Mussolini. Se il leninismo/trotskismo è una degenerazione autoritaria del marxismo e del socialismo lo stalinismo ne è proprio la negazione. Trotsky malgrado i suoi errori rimane un gigante della storia del socialismo, al pari di Lenin. Ho grande rispetto per lui e per i compagni trotzkisti, malgrado la divergenza di opinioni. Lo stalinismo invece è finito nella pattumiera della storia, fra gli orrori dei regimi totalitari del secolo scorso.

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