Il solo “antifascismo” non basta

di MASSIMO AMADORI
Se Futuro Nazionale fosse sciolto per la violazione della legge Scelba sarei contento, ma non credo che la via giudiziaria sia efficace per contrastare il neofascismo. Con ogni probabilità Vannacci non sarà condannato e storicamente i neofascisti hanno sempre avuto legami con gli apparati dello Stato borghese, in particolare con l’esercito, la polizia e i servizi segreti.
Il neofascismo va contrastato in primis sul piano culturale, sociale e politico. Servirebbe una mobilitazione antifascista di massa. Nel 1960 la classe lavoratrice di Genova impedì un raduno neofascista. In quell’occasione il compagno Sandro Pertini disse che essere antifascisti significa impedire ai neofascisti di manifestare. Oggi non ci sono i rapporti di forza per fare una cosa del genere, poiché il movimento operaio e socialista in Italia è praticamente scomparso. Ma la prospettiva dovrebbe essere una mobilitazione antifascista di massa, magari organizzata dai sindacati.
Non saranno nemmeno i liberisti come Mario Monti a difenderci dal neofascismo. Il fascismo è sempre stato legato agli interessi del grande capitale. Storicamente i fascisti sono sempre stati i cani da guardia del sistema capitalistico. Hitler e Mussolini erano finanziati e sostenuti dai grandi industriali e dalla classe dominante. Nei momenti di crisi economica i neofascisti escono dalle fogne e sfruttano la rabbia della gente per fomentare odio razziale e guerra fra poveri, a tutto vantaggio dell’oligarchia al potere, che può continuare indisturbata a fare profitti a spese della collettività, grazie alla guerra e allo sfruttamento.
Il neofascismo si rivolge in particolare alla piccola borghesia frustrata e alla classe media impoverita, tirando fuori i peggiori istinti di questi ceti sociali. Il mito della razza, della nazione, del maschio italico ecc. servono a fomentare le masse di ignoranti e danno illusioni di potenza alla classe media impoverita e alla piccola-borghesia desiderosa di rivalsa. I neofascisti portano questa rabbia verso il basso, mettendo i poveri contro i poverissimi, gli ultimi contro i penultimi. Sei un piccolo imprenditore schiacciato dalle tasse e rovinato dalla grande industria? I neofascisti ti dicono che il problema non è il grande capitalista che ti ha rovinato, ma l’immigrato, il tossico, il disabile, l’Islam, gli ebrei, l’operaio che sciopera, il movimento LGBTQ, i comunisti, il femminismo, il povero che prende il reddito di cittadinanza, il disoccupato che percepisce la Naspi ecc. Promettono che l’Italia grazie a loro tornerà a essere una grande potenza. È proprio ciò che sta facendo Vannacci ed è il motivo per cui ha molti consensi.
Gli oligarchi dormono sonni tranquilli, perché sanno che il fascismo proteggerà sempre i loro interessi. Proprio per questo antifascismo e anticapitalismo sono strettamente legati, come già diceva Carlo Rosselli quasi cento anni fa. I neofascisti hanno consensi grazie alle politiche neoliberiste, che hanno distrutto lo stato sociale e fatto esplodere le disuguaglianze. Sono i personaggi come Monti, i banchieri, i capitalisti e la classe politica che hanno spianato la strada a Vannacci, con le loro politiche di macelleria sociale. Nessuna lotta antifascista può dunque essere efficace senza mettere in discussione il capitalismo e il neoliberismo. Antifascismo significa anche giustizia sociale. Solo difendendo e ampliando i diritti sociali possiamo contrastare il neofascismo. La difesa della sanità pubblica, l’istruzione, le pensioni, i trasporti, i diritti dei lavoratori, stipendi decenti ecc. dovrebbero essere la priorità per una sinistra degna di questo nome. Limitarsi a gridare che esiste un pericolo fascista non funziona, è necessario ma non è sufficiente. Solo una democrazia socialista potrebbe applicare la costituzione e mettere al bando i nazifascisti.
Socialismo o barbarie!

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