Carlo Rosselli rivoluzionario e anticapitalista

di MASSIMO AMADORI
Il buon Calenda cita sempre Carlo Rosselli fra i suoi principali punti di riferimento politici. Peccato però che Carlo Rosselli non era un moderato e un centrista ma un socialista rivoluzionario, radicale e anticapitalista. Sosteneva che antifascismo e anticapitalismo fossero strettamente legati. Non credo che il liberista Carlo Calenda sarebbe d’accordo con questa affermazione. Carlo Rosselli non era comunista e tantomeno stalinista. Fu sempre critico del comunismo totalitario e dello stalinismo, ma era altrettanto critico del capitalismo. La propaganda borghese ci vorrebbe fare credere che i socialisti non bolscevichi siano tutti riformisti e moderati, ma non è così. Il modello bolscevico non era né moderato né radicale, era un modello di comunismo che semplicemente faceva a meno della libertà e della democrazia. Il socialismo liberale di Rosselli non era affatto moderato e riformista, puntava invece al superamento del sistema capitalistico, all’autogoverno e all’autogestione. Era un socialismo libertario, federalista, democratico e autogestionario, che puntava a una decentralizzazione del potere. Un socialismo municipale e radicalmente antistatalista.
È evidente che il socialismo libertario di Rosselli non c’entra nulla con lo statalismo comunista e con il totalitarismo sovietico. Ma non c’entra nulla nemmeno con il liberismo di Calenda e neppure con la socialdemocrazia moderata e riformista.
Liberalismo e liberismo non sono affatto sinonimi, così come socialismo e statalismo.
Giù le mani da Carlo Rosselli!

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