Dai fascisti crimini, non opinioni

di MASSIMO AMADORI
Roberto Vannacci vorrebbe impedire a Gino Cecchettin e alla sua Fondazione di parlare nelle scuole, perché “criminalizza i maschi”. In pratica per i vannacciani parlare di femminicidio e violenza di genere nelle scuole significa criminalizzare gli uomini. A parole non riesco a esprimere tutto lo schifo che provo nei confronti di Vannacci e dei neofascisti. Arrivano persino ad attaccare un uomo come Gino Cecchettin, la cui figlia è stata barbaramente assassinata dal suo ex fidanzato. Invece di chiudersi in se stesso Gino ha deciso di andare nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi sul tema della violenza maschile contro le donne.
Come docente ho avuto la fortuna di portare le mie classi a una di queste iniziative contro la violenza di genere, all’Università di Bologna. Non ho sentito da Gino Cecchettin una solo parola di odio contro i maschi, ma solo discorsi sull’importanza del rispetto delle donne e sul rifiuto della violenza. Evidentemente i neofascisti di Vannacci pensano che la violenza contro le donne sia giusta. Del resto nel programma di FN si nega proprio l’esistenza del femminicidio e si rivendica il patriarcato. Per i neofascisti le donne sono oggetti da dominare. Per i neofascisti l’uomo ha il diritto persino di assassinare la propria moglie o compagna. Per questo Vannacci vorrebbe che a scuola non parlassimo di violenza di genere. Ma alla facciaccia sua noi continueremo a farlo e continueremo a invitare Gino Cecchettin.
Non chiedetemi di rispettare le idee dei neofascisti. Non posso farlo, né come uomo né tantomeno come docente. Sarebbe come chiedermi di rispettare la violenza o di rispettare i talebani. Vannacci mi fa schifo e mi fanno schifo anche i suoi elettori. L’ignoranza non li giustifica e nemmeno il disagio sociale. Essere di destra è legittimo, giustificare e avallare stupri e femminicidi no. È un crimine e non un’opinione. Vannacci andrebbe internato. Il fascismo è una montagna di merda!

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