di MASSIMO AMADORI –
Facciamo chiarezza. La Resistenza partigiana fu certamente una lotta armata, ma non c’entra un tubo con le attuali guerre imperialiste. La Resistenza fu in primo luogo una guerra civile contro il fascismo. I partigiani che presero le armi combattevano in primis contro il regime fascista, e ovviamente contro i nazisti che lo sostenevano e avevano occupato l’Italia. Molti partigiani erano disertori, che si erano rifiutati di combattere per Hitler e Mussolini. L’alternativa alla lotta armata contro il nazifascismo era l’arruolamento nella Repubblica di Salò. In pratica i partigiani erano disertori che sparavano contro gli ufficiali e i fascisti che volevano mandarli a morire in guerra. Quindi non c’è nessuna contraddizione ad esaltare al tempo stesso i disertori e i partigiani, che peraltro erano volontari e non facevano parte di un esercito regolare. Nessuno quindi li costringeva a combattere.
Strumentalizzare la Resistenza contro il nazifascismo per sostenere le attuali guerre fra nazioni è quindi un’operazione di falsificazione della storia e una mancanza di rispetto nei confronti dei partigiani combattenti.
Se il popolo russo per fermare la guerra di aggressione contro l’Ucraina facesse una rivoluzione armata e una guerra civile contro Putin, sarei il primo a sostenere la lotta armata contro il regime russo. Se il popolo israeliano per fermare il genocidio di Gaza facesse fuori Netanyahu e i suoi ministri fascisti ne sarei felice. Inoltre ritengo legittima sia la resistenza ucraina sia quella palestinese, senza per questo fare assurdi paragoni con la Resistenza contro il nazifascismo. Ma non penso che inviare armi a oltranza a Zelensky sia la soluzione e soprattutto il riarmo europeo lo rifiuto totalmente, perché ci avvicina a una guerra mondiale e sottrae risorse al welfare. La guerra è un affare per i potenti e una tragedia per i popoli, per i civili e per la classe lavoratrice, costretta al massacro per i profitti di oligarchi e capitalisti.
Noi giovani non siamo disposti a morire e a uccidere per gli interessi di miliardari e politici. Se ci manderete in guerra non solo organizzeremo la diserzione ma anche la Resistenza contro il governo che ci manderà in guerra. Come fecero appunto i partigiani. Perché il nemico è in casa nostra, sono i politici e i capitalisti che ci mandano al macello per i loro profitti. “Organizziamo la diserzione” è la cosa più di sinistra che io abbia mai sentito dire a un esponente del PD. È una posizione coerente con il socialismo internazionalista e antimilitarista. Viva i disertori!