Quella fiammella (socialista) sotto la cenere…

di ENEA BORIA –

Breve, plastico riassunto, di una perdita di credibilità che ha portata storica.
Essendo libero, in questo momento, da tessere e appartenenze, cerco di coltivare l’impegno e la militanza svolgendo una funzione da “sarto”. Là dove mi pare vi siano persone motivate e intelligenti compaio, ascolto, scambio opinioni e cerco di essere il catalizzatore della cucitura di rapporti. Così mi capita un pomeriggio (non si faccia ironia su questo) di presenziare a una bella assemblea di varie componenti giovanili organizzate, in questo momento più o meno interne al percorso costitutivo di Sinistra Italiana. Continua a leggere

Vecchia e nuova Sinistra, vecchi e nuovi “sinistri”…

di STEFANO LONGO

Quello che ha deluso e disorientato tanti della mia generazione inevitabilmente contagiando i nostri figli (io ho 49 anni) è stato vedere il percorso delle personalità della Sinistra che in alcuni momenti della nostra vita ci hanno anche entusiasmato ed illuso e poi deluso. Persone che fino agli anni Ottanta erano paladini di certi ideali che noi non abbiamo abbandonato, sono passati con disinvoltura dall’altra parte della barricata a dirci che le stesse cose che dicevano loro un tempo, dette da noi sono diventate estremismo o peggio infantilismo politico (come definiva Lenin l’estremismo, ossia il periodo infantile della Rivoluzione). Continua a leggere

Lettera aperta a quelli del PD

di CARMINE SCARFATO

Gli intrallazzi che avete avuto con la criminalità organizzata fanno impallidire la vicenda romana. Purtroppo non avete il senso delle proporzioni a causa della vostra (storica) sconfinata arroganza. Prima si inverava con lo slogan “nessuno alla mia sinistra” contro la sinistra comunista e adesso che questa sinistra non esiste più, perché avete portato a termine la missione (storica) di sconfiggerla, sviluppate una polemica ossessiva contro l’unico movimento che è in grado di strapparvi il potere, quello che avete conquistato (come partito di maggioranza relativa ) nelle elezioni del 2013 e consolidato (con le alchimie di Palazzo successive), tramite una legge elettorale che è stata poi dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale. Ma dato che per voi il potere, è troppo importante (ne siete stati sempre tenuti lontani ai tempi del PCI e l’avete potuto solo assaggiare nelle infelici esperienze dell’Ulivo e dell’Unione quando eravate democratici ma “formalmente” ancora di sinistra), avete pensato bene di predisporre una nuova legge elettorale e di varare una riforma costituzionale per dare a questo potere ulteriore solidità. Peccato che questa nuova legge riproponga le distorsioni di quella precedente e assegni ad una forza politica che è minoranza nella società la possibilità di sgovernare. Minoranza esaltata sia dall’elevato tasso di astensionismo, sia dal premio di maggioranza e dalle soglie previste dalla legge. Continua a leggere

Alcuni motivi per dire NO alla “schiforma” Renzi-Boschi

di GIANCARLO IACCHINI

L’attuale articolo 70 della Costituzione lo capisce anche un bambino di 6 anni: per entrare in vigore, una legge dev’essere approvata tale e quale dalla Camera e dal Senato. Con la “riforma” Renzi-Boschi l’articolo 70 passerebbe da 9 a ben 438 parole, scritte con i piedi, in un burocratese insopportabile che deturpa anche la bellezza formale della nostra Carta fondamentale e che, per la sua confusione e prolissità, non riuscirebbe a spiegare (e forse a capire) nemmeno un professore di diritto. Basterebbe solo questo per votare NO al referendum d’autunno; NO ad una “riforma” che si permette di cambiare ben 47 articoli della nostra Costituzione, voluta da un governo non votato da nessuno, in un Parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale. Continua a leggere

Basta con l’ambiguità a sinistra!

di CLAUDIO PAOLINELLI

Ho deciso di pubblicare l’intervento che avevo preparato per l’assemblea nazionale di Sinistra Italiana di sabato 16 luglio a Roma, ma che non ho avuto l’opportunità di leggere. Come accade sempre. Ogni volta un cavillo mi esclude magicamente dalla discussione, mentre il palcoscenico è sempre aperto per i soliti. Eppure dicevamo che uno vale uno. È evidente che c’è sempre qualcuno che è più uno di un altro. Continua a leggere

Serve una rivoluzione. Pacifica, ma rivoluzione!

di Bifo

Non credevo nella Brexit, pensavo che solo un popolo di ubriachi poteva decidere una simile autolesionistica catastrofe. Dimenticavo che gli inglesi sono per l’appunto un popolo di ubriachi. Scherzo, naturalmente, dato che non credo nell’esistenza dei popoli. Ma credo nella lotta di classe, e la decisione degli operai inglesi di affondare definitivamente l’Unione europea è un atto di disperazione che consegue alla violenza dell’attacco finanzista che da anni impoverisce i lavoratori di tutto il continente e anche di quell’isola del cazzo. Continua a leggere

La loro democrazia: il voto va bene solo quando vincono, se no è da ripetere

di GIORGIO CREMASCHI

Immaginatevi cosa sarebbe successo se in Gran Bretagna avesse vinto il SI alla UE e quelli del NO avessero chiesto di rivotare, magari affermando come gli ultimi giorni della campagna fossero falsati dal clima creatosi dopo l’assassinio terrorista di Cox. Sarebbe venuto giù lo scandalo, non sapete perdere, siete antidemocratici sarebbero state le accuse più gentili che avrebbero percorso i massmedia. Invece il SI alla UE ha perso e dunque bisogna rivotare. La campagna della paura organizzata dai poteri economici sconfitti sulla Brexit, dichiara il suo primo obiettivo: riportare gli incauti britannici alle urne e fargli cambiare idea a suon di minacce. Continua a leggere

PD: involuzione irreversibile

di Car Scar

Nel PD è il momento dell’umiltà e della penitenza. Il nostro borioso e aggressivo premier si è fatto buonista e nel commentare il successo dei 5stelle, è arrivato persino a dire che non si tratta di un voto di protesta ma di un voto per il cambiamento. Che il giorno dopo le elezioni bisogna lavorare per gli italiani: prima delle divisioni ci sono i valori. Che il Governo aiuterà i Sindaci a fare il bene dei propri concittadini, eccetera eccetera. Vedrete se non si farà convincere a cambiare la legge elettorale passando dal voto di lista a quello di coalizione. L’esperienza di Milano, dove i “compagni” hanno aiutato il PD a vincere, insegna. Saranno pure “compagni” ma a Renzi che gli frega se questo serve per restare in sella. Allora meglio la coalizione della lista, visto che con quest’ultima al ballottaggio rischia di consegnare il governo ai pentastellati aiutati dal blocco leghista/forzitaliota. Continua a leggere

La memoria del pesce rosso (nessun voto ai candidati sindaci del PD!)

di GIORGIO CREMASCHI –

Man mano che si avvicinano i ballottaggi gli elettori della sinistra, che ancora esistono nonostante tutto, vengono chiamati ad ossequiare quel rito autodistruttivo che risponde allo slogan: sempre meno peggio il Pd che gli altri. I candidati di quel partito improvvisamente si riscoprono progressisti vecchio stampo e fieramente antifascisti, e mettono nel campo del fascismo alle porte qualsiasi avversario si trovino di fronte. La ministra Boschi si distingue da tempo in questa campagna.

In questo modo i candidati del PD tentano di far dimenticare che essi sostengono la controriforma della Costituzione targata Renzi e voluta da poteri economici come quello della Banca Morgan. Quella che ha scritto che bisogna sbarazzarsi delle Costituzioni antifasciste perche fanno da ostacolo alle politiche economiche liberiste. Quelle politiche che nei Comuni vogliono dire privatizzazioni, tagli sociali, aumento della povertà e del disagio. Politiche che i sindaci PD hanno assecondato o addirittura fatto proprie.

I candidati PD tentano di far dimenticare che la controriforma della Costituzione riduce il loro ruolo a quello di impiegati del governo che devono solo ubbidire a tutti gli ordini superiori, fino a quelli della Troika. E cercano anche di far dimenticare che lo Sblocca Italia e il Decreto Madia devastano l’ambiente e danno al governo il potere di decidere al posto di comuni e regioni, quando si tratti di inquinare o magari privatizzare l’acqua.

A parte gli scandali, e la degenerazione del potere di cui anche essi spesso fanno parte, i candidati sindaci PD tentano di fa dimenticare che il voto dato a loro sostiene Renzi e il suo progetto politico.

Essi contano sulla memoria da pesce rosso, cioè a brevissimo termine, di una certa sinistra che pure li ha contestati, ma che al momento buono sembra dimenticare tutte le proprie ragioni .

Non piace chi il PD ha di fronte? In alcuni casi è comprensibilissimo, anche se sfido chiunque a trovare differenze ad esempio tra Sala e Parisi, neanche con il vecchio gioco della Settimana Enigmistica. Ma la questione di fondo è un’altra: chi dice no alla controriforma non può votare PD, si astenga se non gli piace nessuno, ma non dia voti a Renzi per interposta persona.