Ricordando il compagno Lombardi

di MASSIMO AMADORI
Il 18 settembre del 1984 moriva a Roma il compagno Riccardo Lombardi, storico dirigente della sinistra socialista. Partigiano, antifascista e militante del Pd’A nel secondo dopoguerra aderì al PSI di Basso, Nenni e Pertini. Formatosi alla scuola di GL il suo pensiero fu influenzato da Carlo Rosselli e dai teorici del socialismo liberale e libertario. Portò la sua formazione azionista e libertaria anche dentro il PSI. Fu un socialista autonomista, convinto che il PSI dovesse essere indipendente tanto dal PCI quanto dalla DC. Soprattutto rifiutò la logica dei blocchi, mantenendo la neutralità durante la guerra fredda. Lombardi era infatti critico tanto della NATO e degli Stati Uniti quanto dell’URSS e del Patto di Varsavia. Pensava che l’Europa dovesse essere indipendente da entrambe le superpotenze.
Il suo europeismo socialista era quindi radicalmente diverso rispetto a quello dell’attuale UE, serva degli Stati Uniti e di Trump. Lombardi fu un avversario sia del capitalismo e del liberismo sia del comunismo totalitario e dello stalinismo. Considerava l’Unione Sovietica e le altre dittature “comuniste” regimi oppressivi e burocratici basati sul capitalismo di Stato. Era antistalinista ma non fu mai anticomunista, perché riteneva fondamentale l’alleanza con i comunisti. Si definiva a-comunista e fu sempre un sostenitore dell’unità della sinistra e del movimento operaio. Fu anche critico della socialdemocrazia moderata e riformista, perché per lui il capitalismo non poteva essere addomesticato e riformato, ma andava superato per via democratica.
Il riformismo di Riccardo Lombardi era quindi un “riformismo rivoluzionario” che puntava al superamento del capitalismo e dello Stato borghese. Fu influenzato dal socialismo autogestionario del socialista francese Gilles Martinet, un socialismo democratico e libertario basato sull’autogoverno, sull’autogestione e sul decentramento del potere statale. Lombardi criticò sempre lo statalismo leninista e stalinista. Per lui socialismo non era sinonimo di statalismo ma di autogestione. Rifiutava tanto il dominio dello Stato quanto quello del mercato. A differenza degli anarchici però sosteneva che lo Stato non andasse completamente abolito ma trasformato, democratizzato e decentrato.
Il marxismo di Lombardi è un marxismo libertario e democratico, attuale ancora oggi. Rimase nel PSI fino alla fine, anche se nell’ultimo periodo fece una battaglia contro Craxi, che a suo avviso stava snaturando il PSI. Quella contro il craxismo fu la sua ultima lotta e i fatti successivi dimostrano che aveva ragione a diffidare di Craxi e dei suoi seguaci. La sinistra italiana avrebbe tanto da imparare da Riccardo Lombardi.

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