L’Italia che in schiacciante maggioranza ha votato qualche settimana fa per una svolta di giustizia e libertà, e si ritrova invece con il governo della Casta voluto da Giorgio Napolitano e dominato da Silvio Berlusconi, l’Italia civile che vuole realizzare la Costituzione, che vuole combattere il regime della corruzione e del privilegio, dell’acquiescenza con le mafie e del servilismo dei media, l’Italia che resiste, che progetta, che ha ogni titolo morale per governare, è scesa oggi in piazza a Roma e si è raccolta in corteo fino a San Giovanni intorno ai metalmeccanici della Fiom per una manifestazione di lotta e di proposta. Continua a leggere
Nel ritorno all’agricoltura una delle risposte alla crisi italiana
Da Eddyburg
La rinascita e le potenzialità strategiche dell’agricoltura, una delle vie d’uscita dalla crisi provocata dalla globalizzazione capitalista. “Ritorno alla terra per la sovranità alimentare e il territorio bene comune”: ecco il tema del quale si discuterà al convegno della Società dei territorialisti. il manifesto, 16 maggio 2013. Continua a leggere
Il… cuore socialista di Edmondo De Amicis (seconda parte)
di GIANCARLO IACCHINI –
«Penso che, così com’è ora, la società è tutta organizzata e diretta a beneficio d’una piccola minoranza, che sfrutta tutte le energie dei lavoratori, con la protezione della legge che ha fatto essa sola e per sé sola; che tutto l’edificio si regge sull’ignoranza e sull’abbrutimento delle moltitudini; che è la sola violenza che lo tiene insieme; che questo stato di cose ci corrompe tutti, è come un’infezione nell’atmosfera morale; la causa prima di tutte le più tristi passioni e delle più nefande azioni e dell’affanno di tutti, e della menzogna d’ogni istituzione e d’ogni parola; e che questo stato non può durare, e non durerà, e che è sacro dovere d’ogni uomo onesto il far tutto il possibile perché non duri, se anche si dovesse sconvolgere il mondo».
È il preannuncio del passaggio dalla consapevolezza teorica al concreto impegno politico per cambiare la società: «Bisogna fare una critica costante, infaticabile, implacabile al capitalismo; perché il sentire e comprendere un’ingiustizia è già un principio dell’abolirla». Continua a leggere
Il capitalismo e la crisi della sinistra
di MAURIZIO ZAFFARANO –
L’essenza della sinistra è la critica, il contrasto, l’obbiettivo dello smantellamento o almeno della radicale trasformazione del sistema capitalistico. Come afferma Ken Loach, con disarmante chiarezza: «Se si è a favore del mercato e della deregulation si è di destra, se si crede nell’economia pianificata e nella proprietà comune si è di sinistra». E’ unicamente nella lotta al capitalismo e alla dittatura delle logiche del mercato e del profitto, quali unici criteri che devono improntare l’organizzazione di un sistema economico, che può essere perseguito e realizzato – nella gamma di posizioni che vanno dal riformismo socialdemocratico e keynesiano al radicalismo comunista passando per la suggestione del ‘benecomunismo’, cioè di un’economia caratterizzata dalla prevalenza delle forme di auto-organizzazione e di auto-gestione della produzione da parte di gruppi locali – ciò che corrisponde alla visione e ai valori ideali della sinistra: la fratellanza universale, l’eguaglianza, la giustizia sociale, la liberazione dal bisogno che sola rende effettivo l’esercizio dei diritti civili e politici. Continua a leggere
Il… cuore socialista di Edmondo De Amicis (prima parte)
di GIANCARLO IACCHINI –
Quattro anni dopo il celeberrimo “Cuore”, uscito nel 1886, Edmondo De Amicis (1846-1908) scrive un appassionato, commovente romanzo intitolato Primo maggio, che suggella la sua adesione al nascente socialismo italiano. Un libro molto bello ma rimasto incredibilmente inedito (e sconosciuto) per quasi un secolo: è stato pubblicato infatti solo nel 1980. In esso, lo scrittore mette davvero tutto il suo… cuore, insieme ai tumultuosi studi sulla teoria marxista ed ai frutti di una sincera autocritica a proposito del melenso patriottismo che aveva caratterizzato Cuore. Non si può infatti amare la patria senza amare tutte le patrie, né esaltare la propria a spese di quelle altrui, «come se l’amor di patria fosse qualche cos’altro che l’amore dei milioni di creature umane che hanno diritto a goder di qualche bene sulla terra dove lavorano e soffrono». Ma le ragioni del cuore, quelle no, De Amicis non le rinnega affatto. Se molti padri del socialismo si adoperano alacremente per dare al materialismo storico marxiano – fin troppo “scientifico”, “razionale”, “necessario” ed anche impersonale – un “motore” in più, una indispensabile spinta propulsiva proveniente dalla volontà, in Primo maggio la spinta viene dai sentimenti: in primis, dalla bontà e dall’amore. Parole di cui forse qualcuno si vergogna: De Amicis no. E il suo socialismo “del cuore” ne risulta tutt’altro che intenerito o edulcorato; niente affatto pallido e… riformista. Continua a leggere
Intervista a Giorgio Cremaschi
Nei giorni scorsi alcuni importanti esponenti di varie realtà politiche, sociali e sindacali hanno lanciato un appello per la costruzione di un “Movimento politico anticapitalista e libertario”. Oggi a Bologna al Cinema Galliera dalle ore 10.00 si tiene la prima assemblea nazionale per avviare questo percorso. Ne parliamo con Giorgio Cremaschi, portavoce del Comitato No Debito e membro del Direttivo nazionale CGIL, tra i principali promotori dell’appello.
Come nasce questa iniziativa?
L’idea è semplice. In Italia ci sono tanti movimenti, forze, organizzazioni che nei fatti lottano contro il capitalismo, ma manca un movimento unitario che abbia come obiettivo specifico quello di dire che il problema che dobbiamo affrontare è questo tipo di capitalismo, la sua aggressività contro le persone e contro la natura, con la sua follia e l’ipersfruttamento. Continua a leggere
“18 maggio, il Terzo Stato con la Fiom”. Firma l’appello anche tu
Il 18 maggio la Fiom scende in piazza con una grande manifestazione nazionale (“BASTA! NON POSSIAMO PIU’ ASPETTARE. Diritto al lavoro, all’istruzione, alla salute, al reddito, alla cittadinanza, per la giustizia sociale e la Democrazia”). Già nelle parole d’ordine, chiama alla mobilitazione non solo i lavoratori metalmeccanici ma l’intero “Terzo Stato”.
Sarà la prima manifestazione di opposizione e lotta costruttiva al governo Letta-Alfano da parte di tutti i cittadini che ancora si riconoscono nella Costituzione repubblicana e hanno come programma politico la realizzazione dei valori di giustizia e libertà che la informano.
Crediamo sia dovere del mondo della cultura, inteso nel senso più ampio, partecipare in modo attivo alla realizzazione e al successo di questa giornata di lotta, caratterizzata dalla più autentica e positiva “larga intesa”, quella fra cittadini che non si piegano alla crescente diseguaglianza, alla crescente illegalità, alla crescente dismisura del privilegio, alla crescente distanza fra i cittadini-elettori e i centri di decisione politica ed economica, nazionali e sovranazionali. In questa “larga intesa” tra cittadini non può esserci spazio per revisioni della Costituzione affidate a “Convenzioni” che si adopereranno per stravolgerla.
Andrea Camilleri, Roberta De Monticelli, Paolo Flores d’Arcais, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Adriano Prosperi, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Barbara Spinelli, Gino Strada, Gustavo Zagrebelsky
Per un movimento politico anticapitalista e libertario
Questo non è un appello, ma una proposta di lotta. Vediamo e viviamo la miseria, l’offesa alla libertà e alla dignità della persona, la devastazione della natura esercitate ogni giorno da parte di un capitalismo criminale. Un giorno una corte di giustizia dovrà essere istruita contro i responsabili di questi crimini contro l’umanità. Ma ora dobbiamo prima di tutto smettere di piangere, rimboccarci le maniche e lottare.
Siamo donne e uomini con diversi percorsi politici, di lotta sociale e ambientalista, per le libertà civili la democrazia e l’uguaglianza. Abbiamo in comune la volontà, la passione e la rabbia di non rassegnarci e di non arrenderci. Certo il socialismo reale è crollato nel passato per sue colpe, ma il capitalismo reale oggi distrugge il presente e il futuro. Per questo torna all’ordine del giorno la necessità di costruire un’alternativa all’attuale sistema economico, sociale e politico. Per questo oggi più che mai sentiamo vive le nostre radici comuniste e libertarie, antifasciste e antirazziste, femministe e ambientaliste. Continua a leggere
Pace, ambiente e diritti: il “Sereno Regis”
di GIANCARLO IACCHINI –
Il grande filosofo Immanuel Kant fondava la sua morale illuministica su un “imperativo categorico” che, sia pure formulato in modi diversi, diceva in sostanza questo: agisci sempre come se tutti gli altri potessero e dovessero fare la tua stessa azione, quasi a fondare col nostro comportamento una “legislazione umana universale”. Una gran bella responsabilità, non c’è che dire! Gandhi invece, nel suo “messaggio del talismano”, era più… selettivo ma non meno esigente: agisci sempre nell’interesse dell’uomo più povero e più debole che esista sulla terra! Un ammonimento altrettanto “pesante”, che Nanni Salio ama molto citare nei suoi discorsi sulla pace e la nonviolenza. Questioni che insieme a quelle dell’ambiente e dei diritti sono i temi forti del Centro Studi “Sereno Regis”, fondato oltre 30 anni fa (nell’82) a Torino proprio da Giovanni Salio – per tutti Nanni – (oggi 70enne) insieme a Piercarlo Racca, Franco Sgroi e a quel Domenico Sereno Regis che morì appena 3 anni dopo la nascita del Centro, ora intitolato alla sua memoria. Continua a leggere
L’attualità di Marcuse
«Questa società – basata su una travolgente razionalità, motore di efficienza e di sviluppo – è nell’insieme irrazionale. La sua produttività tende a distruggere il libero sviluppo di facoltà e bisogni umani. Il fatto che la grande maggioranza della popolazione la accetti e sia spinta ad accettarla, non rende la società presente meno irrazionale e riprovevole».
«La libertà dal bisogno è la sostanza concreta di ogni libertà. Nella realtà umana, tutta l’esistenza che si spende per procurarsi le cose necessarie all’esistenza è un’esistenza inautentica, non libera. Libertà economica dovrebbe significare libertà dall’economia. Libertà politica dovrebbe significare liberazione da una politica su cui i cittadini non hanno alcun controllo effettivo. La libertà intellettuale dovrebbe equivalere alla restaurazione del pensiero individuale, ora assorbito dalla comunicazione e dall’indottrinamento di massa».