di Sandro Valentini
Di certo dopo il voto alle Europee la Lista Tsipras non ha dato ai suoi elettori una bella immagine di sé. Prima la vicenda su quale seggio doveva optare Barbara Spinelli e la brutta lettera da lei inviata, poi la scissione a freddo ma lungamente preparata di Gennaro Migliore e una parte del gruppo parlamentare di Sel, hanno dato la netta sensazione di una sinistra cronicamente malata, divisa e incapace di stare insieme. La negatività di questi avvenimenti però almeno a me non ha sorpreso. Ero convinto (ed oggi lo sono ancor di più) che la Lista Tsipras fosse soltanto un cartello elettorale e dopo il voto “si sarebbe squagliata come neve al sole” proprio perché nata con l’incapacità di indicare un progetto politico per la sinistra. Troppo diversi, per cultura e politica, erano i soggetti che l’hanno sostenuta e nonostante i buoni propositi unitari i nodi politici dopo il voto inevitabilmente sono venuti fuori in modo dirompente. Così è stato! Non siamo ancora all’acqua di neve sciolta ma ci stiamo rapidamente arrivando nonostante il tentativo disperato di far vivere il Comitato elettorale della Lista, su quali basi politiche però non è dato sapere. Continua a leggere