È un golpe, fatto con le banche invece dei carri armati!

di YANIS VAROUFAKIS –

Nelle prossime ore sarò in parlamento per valutare gli effetti legislativi del recente accordo dell’Eurosummit sulla Grecia. E non vedo l’ora di ascoltare di persona i miei compagni Alexis Tsipras e Euclide Tsakalotos, che sono stati così tanto coinvolti negli ultimi giorni. Nel frattempo, ecco le mie prime impressioni suscitate dalle decisioni del vertice europeo. Continua a leggere →

Perché bisogna votare NO

– di Yanis Varoufakis

  1. Negotiations have stalled because Greece’s creditors (a) refused to reduce our un-payable public debt and (b) insisted that it should be repaid ‘parametrically’ by the weakest members of our society, their children and their grandchildren
  2. The IMF, the United States’ government, many other governments around the globe, and most independent economists believe — along with us — that the debt must be restructured.
  3. The Eurogroup had previously (November 2012) conceded that the debt ought to be restructured but is refusing to commit to a debt restructure
  4. Since the announcement of the referendum, official Europe has sent signals that they are ready to discuss debt restructuring. These signals show that official Europe too would vote NO on its own ‘final’ offer.
  5. Greece will stay in the euro. Deposits in Greece’s banks are safe. Creditors have chosen the strategy of blackmail based on bank closures. The current impasse is due to this choice by the creditors and not by the Greek government discontinuing the negotiations or any Greek thoughts of Grexit and devaluation. Greece’s place in the Eurozone and in the European Union is non-negotiable.
  6. The future demands a proud Greece within the Eurozone and at the heart of Europe. This future demands that Greeks say a big NO on Sunday, that we stay in the Euro Area, and that, with the power vested upon us by that NO, we renegotiate Greece’s public debt as well as the distribution of burdens between the haves and the have nots.

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Quelle assurde ricette sulla Grecia

– di GIOVANNI TORRISI

1. Le regole che vengono proposte e imposte da Bruxelles non sono “neutre” e neppure finalizzate a “rimanere nella comunità Europa”. Sono regole fatte a uso e consumo degli stati più potenti. Rispecchiano un certo modo di fare business e di organizzare il lavoro e la vita. Per esempio promuovendo una moneta relativamente debole, rispetto alle considerazioni strutturali di paesi come la Germania. Continua a leggere →

La lettera di Tsipras al popolo greco (e a chi crede nella democrazia e nell’autodeterminazione dei popoli)

«Greche e greci, da sei mesi il governo greco conduce una battaglia in condizioni di asfissia economica mai vista, con l’obiettivo di applicare il vostro mandato del 25 gennaio a trattare con i partner europei, per porre fine all’austerity e far tornare il nostro paese al benessere e alla giustizia sociale. Per un accordo che possa essere durevole, e rispetti sia la democrazia che le comuni regole europee e che ci conduca a una definitiva uscita dalla crisi. In tutto questo periodo di trattative ci è stato chiesto di applicare gli accordi di memorandum presi dai governi precedenti, malgrado il fatto che questi stessi siano stati condannati in modo categorico dal popolo greco alle ultime elezioni. Ma neanche per un momento abbiamo pensato di soccombere, di tradire la vostra fiducia. Continua a leggere →

Una giornata all’Expo

Forse un caldissimo sabato di giugno non era il momento migliore per andare all’Expo. Ma partiamo dall’inizio. Volevo davvero che mi piacesse. Adoro Milano e quando sono arrivato in città dopo alcuni mesi d’assenza tutto sembrava effervescente e nuovo. Prometteva bene.

Era questo l’effetto Expo di cui la gente parlava? Avevo letto molte cose al riguardo, fin da quando la candidatura era stata accettata. Speravo che questo accadesse: non sono esattamente un sostenitore dei No Expo.

Per questo ho diligentemente pagato i miei 34 euro per l’ingresso, gli 8,80 euro del biglietto andata e ritorno e sono partito. Tutto sommato, però, è stata un’esperienza difficile e il mio umore si è incupito con il passare del tempo. Tanto che alla fine… Be’, non guastiamo la storia prima di cominciare. Continua a leggere →

Sinistra e M5S: tra i due litiganti il terzo (Renzi) gode

Basta fare un giro in Rete per capire che, spesso, i grillini odiano i civatiani quasi più di Renzi e Salvini. Al tempo stesso molti elettori di sinistra, e dunque non renziani, detestano i 5 Stelle. In questa guerra che somiglia a una lotta oziosa a chi ce l’ha più duro e lungo, quello che più se ne avvantaggia è Renzi. E subito dopo la destra, sia essa Salvini o Toti. Continua a leggere →

La libertà del socialismo e quella (falsa) del liberismo

La libertà, insieme alla giustizia sociale, è il nostro fine ma anche il nostro mezzo. Solo nella libertà l’essere umano può svilupparsi appieno, perché in essa egli ha una più ampia possibilità di scelta e può, anche attraverso l’errore, evolversi più completamente, più ampiamente; come è nelle intenzioni di Karl Marx, in uno dei suoi tanti passi che possiamo interpretare in modo libertario: «La missione di ciascun uomo è di svilupparsi sotto ogni punto di vista, di sviluppare tutte le sue capacità, di sostituire all’individuo parziale, mero veicolo di una particolare funzione sociale, l’individuo totalmente sviluppato, che non ha una sfera di attività esclusiva» (Capitale, libro 1).

La vera libertà è possibile solo nel socialismo, perché nel sistema capitalistico l’accumulazione della ricchezza, che produce una società estremamente verticale, comporta una concentrazione del potere in poche mani, ed un restringimento della libertà per gli altri. Continua a leggere →

Per un barlume di alternativa di sinistra

Comunicato dell’Esecutivo nazionale di Sinistra Anticapitalista

Domenica si svolgeranno le elezioni regionali in 7 regioni del paese (e quelle amministrative in più di 1000 comuni). Sarà una prova elettorale di grande importanza, se non altro perché saranno chiamati alle urne circa 23 milioni di elettori, poco meno della metà del totale. Dunque molto più di un test o di un sondaggio. La posta in gioco è la guida di 7 regioni, alcune della quali tra le più importanti, ma indirettamente il voto costituirà anche la verifica del grado di consenso da parte dell’elettorato nei confronti del governo nazionale di centrosinistra, sul suo attivismo volto a “rottamare” le tutele sociali e i diritti democratici conquistati nella seconda metà del secolo scorso: i diritti del lavoro, la sanità e la scuola pubblica, gli spazi di democrazia imposti con la Resistenza antifascista. Continua a leggere →

IL MANIFESTO DELLA COALIZIONE SOCIALE

Associazioni, movimenti, sindacati, donne e uomini che in questi anni si sono battuti contro le molteplici forme d’ingiustizia, di discriminazione e di progressivo deterioramento dei diritti, decidono oggi di promuovere un cammino comune. In una società fondata sull’individualismo e sulla competizione tra le persone è necessario unirsi, fare rete, coalizzarsi. Dopo anni di crisi economica, sociale e ambientale, di politiche di austerità, sappiamo che nulla può tornare a essere come prima, ma proprio per questo pensiamo sia possibile immaginare un futuro di solidarietà e giustizia. Consapevoli che nessuno di noi può farcela da solo a cambiare il corso degli eventi, che per evitare scelte individualistiche o corporative sia necessario unire le forze e l’impegno. Continua a leggere →