La mia Codogno e quell’eterna divisione a sinistra

di GIANDIEGO MARIGO

Raggiunta, da tempo, la nausea, avevo promesso di non parlarne più, sino a che non si fosse visto qualche cosa. Quel che si è visto non mi piace, ma sempre con i miei occhiali da “locale” ho deciso di riparlarne comunque. Non si confonda il mio piglio con un delirio egotico: non lo è, tutt’altro, ma io credo che quando si parla di questo argomento ognuno debba parlare di sé e delle sue volontà/intenzioni. Continua a leggere →

Europa: l’élite e i popoli

Decisamente l’Europa, così come ci viene ammannita oggi, è esperienza deprecabile, discutibile e, senza alcun dubbio negativa. L’Euro è la trappola che molti hanno ripetutamente analizzato e descritto e la troika è tutto il male e persino peggio di quel che molti hanno descritto. Non vi è bisogno di ulteriori dotte analisi o di aggiunte per deprecare e descrivere quello che l’Europa della finanza e del controllo elitario sta riservando ai suoi popoli. Continua a leggere →

MRS 2016

Entrando nell’anno del 10° anniversario della sua fondazione (2006), il Movimento RadicalSocialista desidera porgere i migliori auguri di buon anno nuovo – e ringraziare sentitamente – le centinaia di compagni che hanno accompagnato in questo decennio la vita e il dibattito di questa nostro prezioso laboratorio politico-culturale, dalle caratteristiche pressoché uniche nel panorama intellettuale italiano. Con un pensiero particolare rivolto alla compagna Franca Rame, che ci ha seguiti con simpatia e con bellissimi messaggi di incoraggiamento negli ultimi anni della sua vita straordinaria. Per festeggiare l’anniversario della fondazione, MRS ha pensato di offrire gratuitamente l’iscrizione o il rinnovo della tessera a chi ne faccia richiesta (movimento.radicalsocialista@gmail.com). Non abbiamo mai considerato determinante l’adesione formale all’associazione, cercando soprattutto idee nuove e impegno concreto per un cambiamento radicale della società e della politica. E consideriamo nostri compagni tutte le 5.478 persone che hanno aderito alla nostra pagina Facebook, senza ovviamente dimenticare chi non utilizza il social network e ci segue tramite il sito internet www.radicalsocialismo.org. Continua a leggere →

Capodanno tutti i giorni!

di ANTONIO GRAMSCI –

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna.

E sono diventati così invadenti e così fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Così la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa il film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.

Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore.

Nessun “travettismo” spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.

Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell’immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno più nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d’inventario dai nostri sciocchissimi antenati.

Antonio Gramsci, 1 gennaio 1916, Avanti!, edizione torinese, rubrica Sotto la Mole.

La Siria e gli orrori della guerra civile

di Alberto Savioli –

Ho lavorato in Siria come archeologo per 14 anni, dal 1997 allo scoppio delle primavere arabe. Ho avuto modo di conoscere ogni angolo di quella splendida terra e i molteplici gruppi religiosi ed etnici, frutto di una complessità storica di un luogo al centro di vie carovaniere e di Imperi. Per dieci anni ho frequentato le tende dei beduini condividendo con loro l’austerità ma anche la libertà della loro vita, nello stesso tempo a Damasco frequentavo i “salotti buoni”, arrivando a lavorare in un progetto finanziato e patrocinato dalla first lady siriana, Asma al-Assad che ho incontrato due volte. Pur avendo amici intellettuali che avevano patito il carcere nell’”illuminata” dittatura degli Assad, consideravo il regime il male minore ad un rischio estremista che sotto traccia si percepiva nel paese. Continua a leggere →

“Col cuore in mano e la vita fra i denti…”

di Giandiego Marigo

Questo post/articolo è scritto con il cuore in mano e la vita fra i denti, un poco perché non vi è un altro modo per farlo, un poco perché io non so scrivere altrimenti. Ed infine perché nessuno pare tener conto davvero nelle propri dotte analisi dell’oggettivo, esponenziale, continuo peggioramento delle condizioni di vita dei molti… mentre quella che chiamammo sinistra continua le proprie convulsioni accumulando tentativi ed ipotesi che non riescono a parlarsi fra loro. Ora in modo macroscopico, coprendosi di insulti e di istanze reciproche di tradimento; ora più semplicemente producendo statuti, piccoli partiti infinitesimali, gruppi di lavoro che ripetono le medesime cose, ritenendosi però profondamente diversi ed unici ed ignorandosi l’un l’altro, anche se spessissimo vicini e composti da persone che si conoscono benissimo fra loro. Continua a leggere →

Poltrone in cambio dell’anima: lontani dal PD!

Non affronto questo post con il telescopio delle “osservazioni macroscopiche”, ma con gli occhiali… i miei normali arnesi da vista, osservando dal locale, dal paese in cui vivo: Codogno, nella bassa lodigiana. Dal microcosmo al cosmo sino al macro-cosmo, nonostante i chilometri di carta e le sequele innumerevoli di commenti e contro-commenti in rete, una delle ragioni reali del discutere resta questa. Qui da noi a Codogno come su scala nazionale. Qui con l’assessore Zafferri e Rifondazione e lassù in paradiso con le perorazioni vendoliane e similari. Continua a leggere →

La stupidità al potere

di LUCIANO GALLINO

Quel che vorrei provare a raccontarvi, cari nipoti, è per certi versi la storia di una sconfitta politica, sociale, morale: che è la mia, ma è anche la vostra. Con la differenza che voi dovreste avere il tempo e le energie per porre rimedio al disastro che sta affondando il nostro paese, insieme con altri paesi di quella che doveva essere l’Unione europea.

A ogni sconfitta corrisponde ovviamente la vittoria di qualcun altro. In realtà noi siamo stati battuti due volte. Abbiamo visto scomparire due idee e relative pratiche che giudicavamo fondamentali: l’idea di uguaglianza e quella di pensiero critico. Ad aggravare queste perdite si è aggiunta, come se non bastasse, la vittoria della stupidità. Continua a leggere →

Il diario greco di Nicoletta: Unità Popolare dopo la sconfitta

Giovedì 24 settembre, sera, quartiere di Ambelokipi. Il comitato locale di Laikì Enotita, Unità Popolare, si riunisce per valutare i risultati elettorali, ma soprattutto per interrogarsi sul futuro. La sala è piena: persone di tutte le età, tanti i giovani e le donne, qualche vecchio militante che ha vissuto l’occupazione nazista e i tempi durissimi della guerra civile, molti anziani perseguitati ed esuli ai tempi dei colonnelli, ma anche gente comune, senza un passato politico particolare, attivatisi nei comitati del NO Memorandum.
Temevo di trovare un’assemblea triste, scoraggiata e astiosa; invece mi trovo ad ascoltare interventi lucidi e coraggiosi, che analizzano a fondo la sconfitta, ma non concedono spazio alla disperazione né si lasciano inghiottire da quello che un intervenuto definisce «il deserto del reale, la desertificazione della società, non casuale, disegnata da coloro che hanno le regole del mondo tra le mani». Continua a leggere →

Insegnanti: 500 euro con gli… scontrini

Lo hanno fatto. Hanno elargito 500 euro. In busta paga, a ottobre. Come nel marketing spinto delle automobili, paghi la rata mensile poi se non saldi restituisci il mezzo. Ma intanto, nella società dell’iperconsumo, hai piazzato le terga sul sedile anteriore del tuo feticcio. Così, l’insegnante, se non rendiconta entro agosto 2016, non usufruirà più del bonus annuo, sia pure sotto forma di card. Ma adesso quei soldi sono reali, in carta filigranata, nel conto, pronti per le prime due rate dell’automobile dei nostri sogni.

Due cose sono ridicole in questa pagliacciata dell’elemosina annuale. La prima, che è una questione di principio: rendicontare la propria formazione culturale con fatture e scontrini. Se compro libri, dvd, hardware e poi non li uso rendiconterò il mio sperpero di denaro pubblico. Potrei, peggio ancora, consegnare scontrini di altri, o aspettare che parenti acquistino un pc con fattura a mio nome.

La seconda: quand’anche decidessi di trasformarmi da intellettuale in ragioniere, come stabilire ciò che forma il mio sapere che poi restituirò ai miei studenti? Se acquisto un libro di storia posso scaricarlo, suppongo. E un romanzo storico? Un film di Tinto Brass è da considerarsi formativo? Per un docente di matematica La recherche vale o non vale? E non voglio qui dibattere sulla Settimana enigmistica.

Questo bonus che per Giannini “valorizza finalmente la professione insegnante” è il lapsus che mostra il vero volto di questa riforma. Pura immagine, patina sottile che a ogni graffio tradisce ciò che c’è sotto: il nulla da un punto di vista didattico, della qualità dell’insegnamento, del rapporto docente-discente.

«Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?» si domandava Conrad. «Come faccio a spiegare a Renzi che quando sorseggio un bicchiere di Barolo sto studiando il Risorgimento?» domando io. Perché Cavour produceva quel vino e forse aiutò la Marchesa Falletti (che lo aveva inventato) a proteggerlo dall’insidioso attacco del francese Pinot Nero.

Ad agosto consegnerò alla dirigente scolastica scontrini della mia enoteca di fiducia. Vediamo che succede. Magari brinderemo alla salute di una vera riforma della scuola. Che ancora ha da venire, però.

TONY SACCUCCI

(Insegnante e scrittore)