«Il punto fondamentale della critica di Feuerbach alla religione è il seguente: è l’uomo che fa la religione, e non la religione che fa l’uomo. Ma l’uomo non è un essere astratto; l’uomo è il mondo dell’uomo, cioè lo Stato, la società. Questo Stato, questa società producono la religione, una coscienza capovolta del mondo, poiché essi sono un mondo capovolto. La religione è la consolazione, il sospiro della creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, l’oppio del popolo. È la realizzazione fantastica dell’essenza umana, poiché l’essenza umana non possiede una realtà vera. La lotta contro la religione deve dunque diventare lotta contro quel mondo di cui essa è l’aroma spirituale. Eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigere la felicità reale del popolo stesso. L’esigenza di abbandonare le illusioni sulla sua condizione è l’esigenza di abbandonare una condizione che ha bisogno di illusioni. La critica della religione, dunque, è, in germe, la critica della valle di lacrime di cui la religione è l’aureola. La critica del cielo si trasforma così nella critica della terra». Continua a leggere
Ma il fascismo no
di ANDREA MORRONI –
Dicono che il fascismo è storia. Dicono che bisogna chiudere il capitolo della seconda guerra mondiale una volta per tutte. Dicono che il fascismo, la seconda guerra mondiale, la Resistenza, vanno studiati e valutati allo stesso modo della guerra dei trent’anni, o delle guerre puniche, o del Terrore francese. Da distante. Freddamente.
Mi piacerebbe molto se il fascismo fosse un capitolo chiuso e consegnato alla storia. Il problema è che i fascisti ci sono ancora e sono proprio loro, sono soltanto loro che, pervicacemente, si battono affinché il fascismo rimanga una questione aperta, di attualità. Continua a leggere
DESTRA e SINISTRA oggi
di VALERIO MIRARCHI –
I concetti politici di destra e sinistra, dalla loro prima formazione concreta sino all’epoca contemporanea, hanno avuto così tante rielaborazioni e mutamenti, si sono confrontati con così tante vicende politiche e sociali, hanno vissuto una storia così travagliata a livello mondiale, che le loro sfumature di significato si sono enormemente ampliate e i loro contenuti sono stati parzialmente stravolti; così, si va oggi sempre più diffondendo un pensiero trasversale, che va da partiti post-ideologici come il Movimento 5 Stelle a pensatori molto ideologici come Costanzo Preve, che dichiara il superamento della dicotomia destra-sinistra, intese come categorie non più attuali per leggere la complessa realtà politica odierna. Continua a leggere
Due punti cardine della nostra lotta: patriottismo e socialismo
di LEONARDO MARZORATI –
La nostra Italia ha due miti fondatori: il Risorgimento e la Resistenza. Il primo è stato un evento che ha riguardato soprattutto la borghesia, anche se nelle barricate delle Cinque Giornate di Milano, nella Repubblica di San Marco guidata da Daniele Manin e nella Seconda Repubblica Romana i ceti popolari hanno avuto un fondamentale ruolo attivo. La Resistenza ha visto la partecipazione di tutti gli strati sociali e di tutte le fazioni politiche antifasciste. Continua a leggere
Vaccino anti-Covid: i pericoli del “correre” troppo
– Andrea Capocci, 05.09.2020 il manifesto
Covid. Accordi per tutelare le compagnie farmaceutiche. Sui tavoli riservatissimi l’Ue sta contrattando centinaia di milioni di dosi dei futuri vaccini
Avere un vaccino entro l’autunno sarebbe un mezzo miracolo. Per riuscire nell’impresa, le case farmaceutiche stanno accelerando i normali test di sicurezza ed efficacia, che normalmente richiedono diversi anni. Si tratta di una scommessa ad alto rischio. Se i vaccini funzioneranno e saranno davvero sicuri, il mondo sarà presto libero da un flagello epocale. In caso contrario, un farmaco pericoloso o inutile verrà distribuito in miliardi di dosi con un danno devastante in termini sanitari e di fiducia nelle istituzioni, e uno spreco di risorse economiche e scientifiche pubbliche. Continua a leggere
Il significato psicologico del lavoro nella nostra esistenza. Il contributo di Marx e Fromm
di Gabriele Giacomini –
Il lavoro ha un ruolo fondamentale nella vita di ognuno di noi: può essere un concreto strumento di realizzazione delle nostre qualità. Oppure un alienante peso, fonte di fatica e sofferenza, necessario per la nostra sopravvivenza economica. Per chi non ha un’occupazione, è invece un obiettivo da raggiungere, per rivendicare il diritto di esistere nella società ed aspirare a divenire una persona autonoma. Continua a leggere
La giungla del capitalismo
di ISABELLA SENATORE –
1 ♦ Uno dei concetti e forse una delle parole più ritenute obsolete negli ultimi 30 anni è stata la parola collettività: il liberismo selvaggio promosso dal capitalismo soprattutto a partire degli anni ’80 – con il reaganismo e lo yuppismo di matrice nordamericana – non può che spazzare via qualsiasi idea di collettività per nasconderla sotto il tappeto e promuovere l’idea del self made man, lo yuppie rampante, il vincitore che, nell’arena della competitività assurta a unico modus vivendi, è il protagonista indiscusso della narrazione del dio denaro che premia chi sa fare soldi, chi prevarica e sfrutta la debolezza altrui per trionfare. Continua a leggere
Femminismo socialista e femminismo borghese
di LEONARDO MARZORATI –
Il femminismo e la lotta per i diritti della donna sono argomento troppo serio per essere lasciato in mano a personaggi che non solo ne sviliscono il valore, ma ne ridicolizzano anche il senso. È il caso dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini, che non perde occasione per denigrare involontariamente, o forse volontariamente, decenni di lotta per l’emancipazione femminile. Giorni fa, la deputata piddina si è scagliata contro l’immagine della App Immuni, raffigurante una donna intenta a coccolare un neonato e il marito al PC. Con i tanti casi di donne sfruttate, di diritti non riconosciuti alle lavoratrici e di una violenza spesso generata da assenza di cultura, Boldrini punta l’indice verso il nulla, conscia del fatto che la sua presenza nelle istituzioni non ha migliorato di una virgola la condizione femminile italiana. Continua a leggere
Che fare? Problemi scottanti del nostro movimento
di ANDREA MORRONI –
Al di là della mera testimonianza, del tenere in vita la fiammella, cose che servono a malapena a lavarsi la coscienza, che caspita può fare di concreto un socialista liberale/libertario (non violento) nel presente squallido e sconfortante panorama politico? Considerato che il socialismo liberale/libertario non è – come purtroppo nella vulgata – un socialismo sbiadito e all’acqua di rose, o, peggio ancora, “alla Craxi”, ma una dottrina politica dai contorni ben precisi, sebbene non dogmatica e non organica, necessariamente del tutto alternativa a questo inumano e disgustoso sistema sociale-politico-economico neoliberista, è evidente che in giro per la penisola non c’è nessun raggruppamento politico elettoralmente attivo in grado di promuoverne le istanze: né il PD, né il PSI, né Potere al Popolo, né, le varie “escrescenze” del PD di cui non sono neanche in grado di ricordare i nomi, o peggio ancora le pittoresche frattaglie comuniste, hanno qualche cosa a che spartire con il “nostro” socialismo. Continua a leggere
Italia capofila del bioterrorismo
di HERMANO ANTONIO –
Il messaggio generale della propaganda di sistema oramai è esplicito: la nostra esistenza è minacciata da pandemie, inquinamento, terrorismo, riscaldamento globale. Per sopravvivere la società deve razionalizzarsi, deve lasciarsi trasformare in un’azienda, sempre più tecnologica ed efficiente, costi anche l’annientamento dei diritti individuali e collettivi.
Non si dice mai che l’azienda è lo strumento di profitto e potere di chi la comanda!
Non si dice mai che il massimo di efficienza di un’azienda coincide col massimo di capacità di controllo e sfruttamento del padrone sui suoi dipendenti! Continua a leggere