Il centrosinistra è morto, costruiamo la sinistra (partendo dai movimenti)

di Alfonso Gianni (da Micromega) –

Il dibattito sulle sorti della sinistra o autodefinendosi tale era finora insabbiato sotto le speculazioni attorno alle quotidiane interviste di Matteo Renzi o le proposte, più facete che serie, avanzate da alcuni esponenti di Sel, di congressi paralleli e convergenti fra grandi e piccole forze di una coalizione, Italia Bene Comune, che dopo avere perso di fatto le elezioni si è trovata, senza ancora avere ben compreso il perché, divisa fra governo e opposizione. Essendo il primo pessimo oltre l’immaginabile, mentre del tutto inadeguata la seconda, se non altro per mancanza di referenti e di insediamento sociali. Continua a leggere

Serve la sinistra!

di PAOLO FERRERO

Enrico Letta ha annunciato nei giorni scorsi un grande piano di privatizzazioni. Utilizzando la scusa del debito pubblico, il governo italiano si sta apprestando a svendere l’argenteria di famiglia, a partire dalle poche imprese pubbliche che ancora esistono in Italia. L’annuncio si accompagna alle azioni devastanti già messe in campo da questo governo, a partire dal via libera alle trattative per il Transatlantic Trade and Investment Partnership (Ttip). Questo trattato, finalizzato alla costruzione di un’area di libero commercio tra Europa e Nord America – oltre ad enormi effetti geopolitici – avrebbe conseguenze devastanti su agricoltura, ambiente, welfare e aumenterebbe la concorrenza tra lavoratori. Il governo italiano e l’Unione Europea si apprestano quindi ad un ulteriore deregulation, ad incrementare ancora la capacità dei potentati economici di ricattare l’umanità, precarizzando a dismisura la vita delle persone. Continua a leggere

Sara Levi Nathan, la donna del primo “partito d’azione”

di MARINA CALLONI

Sara Levi, detta Sarina, nasce a Pesaro il 7 dicembre 1819 e muore a Roma il 19 febbraio 1882. Sarina era nata da Angelo Levi e dalle seconde nozze di Enrichetta Rosselli, figlia di Emanuel e Sara Bises. Da Roma i Rosselli si erano trasferiti nei primi decenni dell’Ottocento a Livorno. Sarina era dunque cugina dei Rosselli e aveva conosciuto il futuro marito, Moses Nathan, a Livorno, dove si erano sposati il 29 maggio 1836. Mayer Moses Nathan (Rodelheim, 22-4-1799/ Vicky, 4-8-1859) era nato in Germania, a Rodelheim presso Francoforte, e aveva dunque vissuto a lungo a Parigi. Agente di cambio, divenne cittadino britannico nel 1850. C’è chi avanza l’ipotesi che in realtà Nathan fosse un figlio, forse naturale, dei Rotschild, andatosene dalla Germania per dissapori familiari. Dal matrimonio di Sara e Moses nacquero dodici figli: David, Henry, Janet, Adolfo, Ernesto, Harriet, Giuseppe, Filippo, Walter, Alfredo, Ada, Beniamino. I Nathan che decisero poi di vivere in Italia sono: Ernesto (Londra, 5-10-1845/ Roma, 4-4-1921), il futuro sindaco di Roma; Harriet (Londra, 1837 – Roma 1904), detta Enrichetta, che sposerà Sabatino Rosselli (Livorno 1830 – Roma 1900) e sarà madre di Joe; Janet (Londra, 1842 – Livorno, 1911), detta Giannetta, che sposerà Pellegrino Rosselli (Livorno, 1834 – Livorno, 1911). Ernesto sposerà invece Virginia Mieli, conosciuta a Pisa (dove la famiglia Nathan si era trasferita nel 1859), figlia di Anna Rosselli, sorella dei quattro capostipiti livornesi Rosselli. Continua a leggere

La lotta e i diritti delle donne

di ENRICA FRANCO

Le difficoltà che le donne in Italia affrontano tutti i giorni dovrebbero essere argomento di approfondimento e motivo di lotta: sono invece spesso sottaciute, quasi non esistessero. Le donne per prime sono silenti riguardo alla loro condizione, ammutolite da anni di attacchi pesantissimi. Il precariato, la disoccupazione, il taglio dei servizi sociali hanno colpito uomini e donne, ma sono queste ultime ad averne pagato il prezzo più alto. Una donna che si affaccia al mondo del lavoro, per quanto possa essere capace, trova porte sbarrate e umiliazioni. Dopo aver superato imbarazzanti colloqui riguardanti il proprio desiderio di maternità, lavora senza sosta nella vana speranza di ottenere un contratto a tempo indeterminato; le ore di straordinario non pagate non si contano e purtroppo, spesso, subisce in silenzio anche le angherie del proprio capo. Tutto questo per ottenere, il più delle volte, un contratto a tempo determinato che si protrae all’infinito, fino all’eventuale gravidanza che coinciderà con il licenziamento, mentre i colleghi uomini guadagnano di più a parità di lavoro svolto e avanzano di carriera al di là delle loro reali capacità. Continua a leggere

Sincerità, ma senza fanatismo

di CINZIA FICCO

«Per essere sinceri oggi occorre essere dei tipi proprio tosti. Ma può essere un eroe anche chi non dice la verità». Parola di Andrea Tagliapietra, docente di Storia delle idee, Storia della Filosofia moderna e contemporanea ed Ermeneutica filosofica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita – Salute San Raffaele di Milano, che ha scritto di recente un libro, intitolato Sincerità, Raffaello Cortina Editore. Nel testo, duecento pagine, il docente scrive: «L’io sincero è un io in durevole conflitto, che non si fa addomesticare dal potere, né con la forza, né con la seduzione della spontaneità del volere avere di più. L’io sincero è quello che sa negare e resistere all’impatto mimetico della forza e della persuasione della società». Ma facciamoci dire qualcosa di più dall’autore. Continua a leggere

Il “Coraggio di resistere”

di CINZIA FICCO

Un libro sul coraggio, perché nella nostra epoca posteroica, della virtù tanto cara agli antichi greci non è rimasta traccia alcuna. L’ha scritto Diego Fusaro, nato a Torinonell’83, ricercatore di Storia della Filosofia presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita Salute San Raffaele di Milano, con la casa editrice Raffaello Cortina. Si intitola, appunto Coraggio e va letto in parallelo con l’altro testo, fresco di stampa, dello stesso autore, che si intitola Minima mercatalia. Filosofia e capitalismo, edito da Bompiani. La tesi del docente è semplice: oggi, a parte qualche eccezione, non esistono tipi coraggiosi. L’uomo contemporaneo, che vive sotto la dittatura del mercato, è doppio, ambiguo. Più affascinato dalla conquista del potere, del denaro, che dalla verità, è incapace di atti eroici. Non conosce e non pensa alla verità, rapito dalla brama del voler-avere-di-più. Ma quale verità? Quella dell’armonia e della misura, che proponevano gli antichi greci. Quelli, sì, che erano coraggiosi! Cioè, dotati di quella personale e soggettiva virtù virile, che trovava nel campo di battaglia la propria “scena originaria”. Non a caso le più belle teorie del coraggio sono elaborate dal pensiero greco, da Platone ad Aristotele. Continua a leggere

Unità della sinistra? Facciamo presto

Si raspa tra le macerie, fin troppo meccanicamente a volte – quasi non ci importasse più della cosa che andiamo cercando, quasi fossimo mossi soltanto dall’abitudine, dall’istinto. Dalla paura di non saper fare altro. Andando avanti così, però, non otterremo nulla, se non le parole di incoraggiamento dei pochi compagni a noi vicini, assieme ai rimproveri e le invettive di altri gruppetti identitari. Continua a leggere

Cronologia della trattativa Stato-mafia (quinta parte)

di ETTORE MARINI –

Ultima settimana di maggio 2006
Lo stesso emissario del “signor Franco” avvisa Massimo Ciancimino che anche per lui è in arrivo l’arresto e che sarebbe meglio che portasse in un posto sicuro tutta la documentazione contenuta nelle sue casseforti relativa alla trattativa. Ciancimino segue di nuovo il suo consiglio e si reca a Parigi. Al ritorno, si ferma in Svizzera e deposita la documentazione con il papello in una cassetta di sicurezza. Continua a leggere

Cronologia della trattativa Stato-mafia (quarta parte)

di ETTORE MARINI –

23 gennaio 1999

Borsellino I (sentenza di Appello)
Il 23 gennaio 1999 viene emessa la sentenza di secondo grado per il primo processo Borsellino. La Corte di Assise di Appello di Caltanissetta presieduta da Giovanni Marletta assolve Pietro Scotto, la condanna di Orofino viene ridotta a nove anni e derubricata in favoreggiamento. L’unico ergastolo confermato è quello per Salvatore Profeta. La condanna a diciotto anni di Vincenzo Scarantino, non essendo stata appellata, diventerà definitiva. Continua a leggere

Cronologia della trattativa Stato-mafia (terza parte)

di ETTORE MARINI

Fine gennaio 1993
Mentre la Procura di Palermo inizia ad interrogare Vito Ciancimino, lo stesso continua ad incontrare sia Mori che De Donno in carcere. I tre concordano anche di scrivere un memoriale falso di 11 pagine (nel caso avvenisse qualche perquisizione dell’autorità giudiziaria) in cui si farà risalire il loro primo incontro ad una data successiva alla strage di Via D’Amelio. Viene concordato la data del 5 agosto 1992. Continua a leggere