Tsipras: ecco perché mi sono dimesso

di ALEXIS TSIPRAS –

Greche e greci,
Negli ultimi mesi tutti noi abbiamo passato momenti difficili e drammatici. La dura trattativa con i creditori è stata una grande prova per il governo e per il paese. Le pressioni, i ricatti, gli ultimatum, l’asfissia di credito hanno portato ad una situazione senza precedenti. Tutti l’abbiamo vissuta.
Ma tutti abbiamo vissuto la pazienza, la calma, la resistenza del nostro popolo. La determinazione popolare che ha segnato il referendum. La decisione di cambiare le cose, di cambiare il paese, di cambiare tutto ciò che ci ha portato alla crisi e la frammentazione sociale. Continua a leggere

Le molte… stelle della vecchia cara DP

di ANGELO ORIENTALE

Non sono riuscito a leggere tutti i commenti … ma ho letto attentamente sia la lettera di Marina Franza sia quella di Giandiego Marigo …. Non è mia abitudine entrare nel merito delle scelte individuali, che rispetto anche quando non le condivido, ma c’è un punto che mi fa arrabbiare tantissimo ed è quello della presunta superiorità morale dei 5stelle. io non la vedo. Chiedo scusa ma per chi è vecchio come età e come militanza tutte le “novità” elencate da Marina per me non lo sono; anzi, al contrario, per me sono normalità e la mia rabbia nasce proprio da questo: la norma è diventata un’eccezione. Continua a leggere

Io, socialista libertario, sono invece scappato dal M5S

di GIANDIEGO MARIGO –

Rispondo all’amica comunista gramsciana, che definisco amica per sua tutela, perché compagna mi appare, sinceramente, abusato a questo punto, sicuramente non lo gradirebbero i suoi nuovi amici ed ella si accorgerà, quanto questo marchio sia “infamante” nella sua nuova casa. Dicevo rispondo all’amica che sulle pagine del sito del Movimento Radical Socialista ci comunica la sua decisione di iscriversi ad M5S. Il suo post ha girato molto, ed è stato molto sfruttato da una miriade di grillo-dipendenti in cerca di ulteriore visibilità. Lo premetto per chiarezza e per presentarmi: sono nel coordinamento nazionale di MRS con grandissimo onore e piacere e sono uno dei suoi portavoce. Continua a leggere

Da comunista gramsciana, io mi iscrivo al M5S. Che ne pensate compagni?

Cari amici e compagni,

io sono una insegnante.

Mi sono sempre considerata una comunista gramsciana, non perché iscritta ad un partito o per militanza ma perché, in occasione del conseguimento della mia seconda laurea, ho avuto modo di studiare approfonditamente il fascismo e mi sono innamorata del messaggio di un grande maestro come Antonio Gramsci.

Gramsci filosofo, Gramsci pedagogista, Gramsci politico…

Ho fatto del suo messaggio un autentico modello di vita. Ma non mi sento rappresentata politicamente da nessun partito di sinistra, ed anzi ho constatato che la sinistra non riesce proprio a riorganizzarsi, per livori e battaglie interne.

Stanca di ciò, ieri ho deciso di iscrivermi al Movimento 5 Stelle. Questo perché da tanto tempo ho visto i pentastellati concretamente vicini a me in molte battaglie politiche e sociali: per l’acqua pubblica, per il reddito di cittadinanza, contro le trivellazioni, sul No Tav, contro il Jobs Act e la Buona Scuola del governo Renzi, eccetera eccetera.

E soprattutto, tra i pentastellati non ci sono indagati: i deputati del M5S, invece di rubare (cosa che oggigiorno va di moda sia a destra che a sinistra) si tolgono i soldi dallo stipendio per destinarli al credito per la piccola e media impresa! Inoltre sono contro i contributi all’editoria e contro i rimborsi ai partiti. Per questi motivi, in questi ultimi mesi si sono guadagnati la mia fiducia… E la vostra?

Marina Franza

C’è sempre qualcuno più puro che ti epura…

Il compagno Franco Bartolomei, dirigente nazionale PSI e animatore dell’ala a noi più vicina, quella lombardiana e di sinistra, è stato deferito dal suo Segretario nazionale Nencini a quelli che una volta si chiamavano “probiviri”. Franco ha giustamente reso pubblica la lettera in cui, sostanzialmente, lo si accusa di fomentare la ribellione contro il governo Renzi attraverso l’organizzazione di un’area di Socialismo diffuso esterna al PSI. Continua a leggere

Dopo l’articolo 18

di PAOLA BUDASSI (CGIL-Fano)

Addio all’articolo 18! Che cosa cambia con il contratto a tutele crescenti, introdotto da Renzi col decreto (Fornero) approvato il 20/02/2015? La disciplina dei licenziamenti individuali è da sempre materia di contenzioso, politico e sindacale. Dal 1970 al 2012 i licenziamenti individuali sono stati regolati dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Il licenziamento – quello non discriminatorio, ma giustificato – può essere per:
* giusta causa – colpa grave del lavoratore;
* giustificato motivo soggettivo – colpa non grave del lavoratore, l’azienda ha l’obbligo di preavviso;
* giustificato motivo oggettivo – interruzione dell’attività lavorativa, fine di un appalto o chiusura di uno stabilimento. Continua a leggere

La nostra libertà reale

di TOMMASO ROSELLI

Che cos’è la libertà? Cosa significa questa parola bellissima ma spesso corrotta? Ritengo valide queste definizioni: la condizione di assenza di soggezione o sottomissione al dominio, all’autorità altrui (libertà da, negativa) e la possibilità di scegliere autonomamente, senza costrizioni (libertà di, positiva), in parole povere non avere nessun padrone e poter decidere della propria vita. Continua a leggere

È un golpe, fatto con le banche invece dei carri armati!

di YANIS VAROUFAKIS

Nelle prossime ore sarò in parlamento per valutare gli effetti legislativi del recente accordo dell’Eurosummit sulla Grecia. E non vedo l’ora di ascoltare di persona i miei compagni Alexis Tsipras e Euclide Tsakalotos, che sono stati così tanto coinvolti negli ultimi giorni. Nel frattempo, ecco le mie prime impressioni suscitate dalle decisioni del vertice europeo. Continua a leggere

Perché bisogna votare NO

di Yanis Varoufakis

  1. Negotiations have stalled because Greece’s creditors (a) refused to reduce our un-payable public debt and (b) insisted that it should be repaid ‘parametrically’ by the weakest members of our society, their children and their grandchildren
  2. The IMF, the United States’ government, many other governments around the globe, and most independent economists believe — along with us — that the debt must be restructured.
  3. The Eurogroup had previously (November 2012) conceded that the debt ought to be restructured but is refusing to commit to a debt restructure
  4. Since the announcement of the referendum, official Europe has sent signals that they are ready to discuss debt restructuring. These signals show that official Europe too would vote NO on its own ‘final’ offer.
  5. Greece will stay in the euro. Deposits in Greece’s banks are safe. Creditors have chosen the strategy of blackmail based on bank closures. The current impasse is due to this choice by the creditors and not by the Greek government discontinuing the negotiations or any Greek thoughts of Grexit and devaluation. Greece’s place in the Eurozone and in the European Union is non-negotiable.
  6. The future demands a proud Greece within the Eurozone and at the heart of Europe. This future demands that Greeks say a big NO on Sunday, that we stay in the Euro Area, and that, with the power vested upon us by that NO, we renegotiate Greece’s public debt as well as the distribution of burdens between the haves and the have nots.

Continua a leggere