Quando l’equilibrio è rivoluzionario (in un mondo così storto)

«Cari amici di MRS, mi chiamo Federico […] e questa è una lettera di elogio, anche se non so se vi farà troppo piacere. Infatti io di voi apprezzo non il radicalismo o lo spirito rivoluzionario, ma al contrario la pacatezza, la saggezza, l’equilibrio e il rispetto che traspare da tutto quello che scrivete. Mi colpisce la poca propaganda, il profilo basso, il tesseramento gratuito, la libertà di pensiero che lasciate ad ogni vostro iscritto, che subito può prendere iniziative a nome del Movimento o scrivere nel vostro blog senza censure (mi pare perfino troppo “liberal”, ma complimenti!). Ora, mi chiedo, ma perché continuate a definirvi di estrema sinistra e non invece di centro? Perché vi sentite rivoluzionari e non moderati? Io sono un riformista e vi apprezzerei di più se vi collocaste in una posizione politica meno radicale. Scusate l’imbarazzante auspicio…».

Caro Federico, che dire? A noi gli elogi fanno piacere tutti, perciò grazie. Noi “di centro”? Ma dove, nel cielo platonico delle idee o su questa terra e specialmente in Italia, dove il convento da quelle parti passa roba immangiabile? Guarda, non ne facciamo un problema di etichette e di definizioni, ma di sostanza. Cosa vuol dire essere moderati? Non è che i “radicali” come noi camminano per strada col coltello tra i denti, te lo posso assicurare… Siamo “equilibrati”? Sì certo, ma tu credi che questo voglia dire moderazione in politica? Pensa solo un attimo a quanto sarebbe rivoluzionario RIEQUILIBRARE ad esempio la ricchezza, o il lavoro, o gli orari di lavoro, tra l’élite miliardaria e la massa di sfruttati in Italia e nel mondo! Sì, sarebbe bello essere equilibrati IN TUTTO, anche nel potere e nella ricchezza; far sì ad esempio che tutti siano liberi e con “pari opportunità”: che bellissimo “equilibrio”! E tu pensi che riforme sociali in grado di “riequilibrare” un mondo storto come questo siano cose da moderati? Pensi che il mondo sia equilibrato e moderato, o non ritieni anche tu, pensandoci meglio, che per renderlo tale sia da cambiare radicalmente? Detto ciò, è vero: l’IDEOLOGIA come “verità assoluta” non ci piace, e rispettiamo ogni persona che non la pensa come noi. Il socialismo è nato per liberare le persone, e non c’è più rispetto di questo. Siamo “saggi”? Grazie, ma moderati no. Perché non possiamo essere conservatori quando c’è così tanto da cambiare! Comunque grazie degli elogi. (G.I.)

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