Difendere Cuba!

di MASSIMO AMADORI
Da socialista libertario non ho nessuna simpatia per il regime cubano. Non condivido il “socialismo” di Stato marxista-leninista, un modello fondato sul partito unico, la burocrazia e la repressione del dissenso. Ma la difesa di Cuba è sacrosanta, non perché a Cuba ci sia il socialismo (purtroppo non c’è) ma perché il popolo cubano ha diritto di essere indipendente dall’imperialismo USA.
L’embargo criminale di Trump sta riducendo alla fame il popolo cubano. Come sempre il fine del governo statunitense non è portare la democrazia a Cuba, ma depredare il popolo delle sue risorse e sfruttare economicamente l’isola caraibica.
Trump è un vero e proprio gangster, un criminale politico. Vorrebbe fare tornare Cuba ai tempi del dittatore Batista, quando l’isola era il bordello degli Stati Uniti, in mano alle mafie. Difendere le conquiste sociali e politiche della rivoluzione cubana (sanità pubblica, istruzione pubblica, indipendenza dall’imperialismo ecc.) è un dovere di tutti i socialisti, quindi anche di noi libertari. Ma difendere Cuba e la sua rivoluzione dalle mire criminali di Trump e dell’imperialismo USA non significa affatto appoggiarne acriticamente il governo, la dittatura del partito unico, i funzionari privilegiati e la burocrazia del PC cubano. Anzi, per quel che mi riguarda una democrazia socialista difenderebbe le conquiste della rivoluzione cubana molto meglio rispetto all’attuale regime “comunista”. Ne sono certo.

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