di MASSIMO AMADORI –
Vorrei specificare la mia opinione su Lenin e sul bolscevismo, dato che ieri ho postato la citazione di un compagno anarchico particolarmente critica nei confronti di Lenin e Trotsky. Premetto che io non sono né leninista/trotskista né anarchico. Sono un marxista libertario, come Rosa Luxemburg e Victor Serge. Credo che sia errato mettere Lenin e Stalin sullo stesso piano, sia da un punto di vista storico sia da un punto di vista politico. Per me bolscevismo e stalinismo non sono la stessa cosa e lo dimostra il fatto che Stalin sterminò un’intera generazione di bolscevichi. Detto ciò per me è anche evidente che gli errori di Lenin e Trotsky favorirono la controrivoluzione stalinista. Il bolscevismo combinava elementi libertari e democratici con elementi statalisti, centralisti e autoritari. Le circostanze storiche fecero prevalere i secondi. In questo senso penso che sia innegabile il fatto che il germe dello stalinismo esisteva già nel bolscevismo.
Camillo Berneri e i compagni anarchici avevano ragione su questo punto. Il fatto però è che il bolscevismo aveva anche altri germi, per citare Victor Serge. Lenin e Trotsky realizzarono una rivoluzione socialista in condizioni difficilissime, consegnarono il potere ai soviet e la terra ai contadini, depenalizzarono l’omosessualità, concessero il diritto all’aborto e al divorzio, emanciparono gli ebrei e tutte le minoranze etniche e religiose dell’impero zarista. Nulla a che vedere con il totalitarismo di Stalin. Ma i bolscevichi fecero anche degli errori imperdonabili, in primis pensare di poter costruire il socialismo facendo a meno della democrazia e della libertà. Rosa Luxemburg criticò il bolscevismo soprattutto per questo motivo.
Tuttavia malgrado i loro errori Lenin e Trotsky rimangono comunque due grandi rivoluzionari. Stalin invece era un controrivoluzionario e un tiranno, paragonabile a Hitler e Mussolini. Lenin e Trotsky ebbero dei meriti innegabili, ma non posso perdonare loro di aver soffocato la democrazia socialista, cancellato il pluralismo nei soviet, represso la rivolta di Kronstand e soprattutto aver creato la Ceka, una polizia politica che perseguitava tutti i dissidenti, a cominciare dagli anarchici e dai socialisti democratici. È evidente che questi errori dei bolscevichi favorirono la controrivoluzione burocratica di Stalin, dovuta però anche all’isolamento della Russia rivoluzionaria e all’arretratezza del Paese.
Il giudizio storico e politico su Lenin è complesso e per me Lenin e Trotsky non andrebbero né esaltati né demonizzati. Esiste però una differenza abissale fra il socialismo libertario a cui aspirano gli anarchici e i marxisti libertari e il “socialismo” autoritario di Stato dei leninisti. E per me è altrettanto chiaro che senza la massima democrazia e libertà non può esistere socialismo. Perché, per dirla con Rosa Luxemburg, la libertà è sempre libertà di pensarla diversamente.