Una risposta alla pandemia: fronte unito per il Socialismo

di LEONARDO MARZORATI

Due terzi di garantiti e un terzo di non garantiti. Questa narrazione viene spesso portata avanti dai liberali. La pandemia ha penalizzato maggiormente il terzo di lavoratori non garantiti e meno i due terzi garantiti. I lavoratori dipendenti hanno continuato in molti casi a ricevere un regolare stipendio durante i mesi di lockdown. I dipendenti pubblici, additati dai liberali come i maggiormente garantiti, non hanno avuto decurtazioni dovute alla cassa integrazione o a riduzioni d’orario, lavorando nella maggior parte dei casi dalla propria abitazione. Il telelavoro ha permesso a molti dipendenti del privato, soprattutto impiegati, di svolgere la propria mansione da casa, a parità di stipendio (in alcuni casi il buono pasto è stato tolto). Ad alcuni vantaggi innegabili, come il tempo e il denaro guadagnato dal superamento del tragitto casa-lavoro, si sono aggiunti svantaggi, come l’utilizzo di utenze private per mansioni lavorative o la riduzione di vita sociale. Ad altri è però andata peggio, specie in settori duramente colpiti dalla pandemia, come la ristorazione, il turismo, la cultura e lo sport, dove le buste paga sono state molto più magre. La cassa integrazione e la riduzione d’orario hanno penalizzato parecchie categorie di lavoratori. Continua a leggere

Migranti: la UE peggio di Salvini

di LEONARDO MARZORATI

I mass media nel 2019 si erano fiondati sul Mediterraneo, per raccontare il braccio di ferro tra l’allora ministro degli Interni Matteo Salvini e l’Unione Europea. La contesa verteva tutta su che fare dei migranti stipati sulle navi Sea-Watch 3 e Diciotti. Il nostro ministro, dopo aver fatto approvare dall’allora maggioranza giallo-verde con a capo Giuseppe Conte i Decreti Sicurezza, fu oltranzista nel non voler far sbarcare in Italia poche decine di migranti. Cinicamente, cercò di ricattare quella Ue che aveva mal sopportato l’alleanza di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle. Continua a leggere

Per ricordare John Rawls nel centenario della nascita

di GIANCARLO IACCHINI

Accanto ai grandi italiani come Carlo Pisacane, Piero Gobetti, i fratelli Rosselli, Lelio Basso ecc. che hanno storicamente riempito di contenuti l’unità dialettica degli ideali di giustizia e libertà, deve trovare posto il filosofo americano che ha teorizzato la “forma a priori” di quella equal freedom (libertà eguale) tipica del “liberalsocialismo”. Il filosofo statunitense John Rawls, nato esattamente cent’anni fa (il 21 febbraio del 1921) a Baltimora e scomparso nel 2002, può essere definito il Kant della giustizia sociale, colui che ne ha delineato le condizioni “universali e necessarie”, individuandone la radice nella razionalità dell’uomo anziché nella “struttura economica e sociale” di stampo marxista. Continua a leggere

Umberto Terracini, un uomo dimenticato in un’Italia senza memoria

di Gian Franco Ferraris

Riflessioni intorno al libro Quando diventammo comunisti – Conversazione con Umberto Terracini, tra cronaca e storia. A cura di Mario Pendinelli – Rizzoli editore, Milano 1981

La vita di Terracini è stata straordinaria, un romanzo avvincente e drammatico che ha attraversato l’intero 900. Giovane avvocato di famiglia borghese, ha preferito alla carriera l’impegno politico; con Gramsci e Bordiga è stato tra i fondatori del Partito Comunista a Livorno nel 1921 (aveva 26 anni), e nel luglio di quell’anno, al congresso dell’Internazionale comunista, si scontrò con Lenin che in francese “plus de souplesse camarade Terracini!” propose il fronte unico tra comunisti e socialisti e in quell’occasione coniò la famosa formula “l’estremismo malattia infantile del comunismo”. Continua a leggere

Il reale ed il possibile (riflessioni di capodanno)

di GENNARO ANNOSCIA

È terminato un anno nel quale sono state stravolte non solo le nostre abitudini, bensì l’intera nostra esistenza. La stabilità lavorativa e quella economica, specie per chi già faticava per arrivare a fine mese, si sono ulteriormente ridotte. La larvata socializzazione che si faceva largo nelle piazze, nei bar, sul luogo di lavoro o a scuola, si è trasformata in un flusso digitale di dati. Il senso di vuoto che ne è derivato, unitamente all’isolamento individuale, accresciuto dalle misure restrittive imposte da una oligarchia, che si fa scudo della maschera del politico o dello scienziato, anche tramite il sostanzioso ausilio dei media, che confondono con notizie contraddittorie, hanno limitato e limitano la possibilità di ragionare su dati reali, che appaiono, invece, spesso manipolati. Il perenne stato di ignoranza e dipendenza ha come effetto la più totale inazione. Continua a leggere

Rocco il poeta socialista, il sindaco, il sindacalista… morto trentenne 67 anni fa

di ULISSE SIGNORELLI

67 anni fa moriva Rocco Scotellaro, un Socialista poco conosciuto e studiato. Nato a Tricarico il 19 aprile 1923, morto a Portici il 15 dicembre 1953, nonostante l’umile famiglia, il padre Vincenzo era calzolaio e la madre Francesca Armento una casalinga, nel 1942 frequenta la facoltà di giurisprudenza a Roma, ma, conseguentemente alla guerra e alla morte del padre, avvenuta lo stesso anno, decide di tornare nel suo paese natale. Continua a leggere

Socialisti: che fare?

di LEONARDO MARZORATI

L’umanità sta vivendo un evento destinato a modificare sensibilmente il corso della storia. La pandemia da Covid-19 ha fermato eventi culturali e sportivi che solo le due guerre mondiali del secolo scorso avevano costretto alla cancellazione. La pandemia ci immerge pienamente nel XXI secolo, come la Grande Guerra aveva proiettato l’Europa e il Mondo intero nel XX secolo. Continua a leggere