La sconfitta del pensiero critico e il nuovo socialismo possibile

di GIANDIEGO MARIGO

Non può bastare a definire “pensiero altro” una vocazione agli interessi dei deboli. Ciò può essere facilmente confuso con la compassione, che sarebbe comunque una grandissima conquista in questo mondo votato all’egoismo delle leggi di mercato, ma che non può definire da sola un pensiero alternativo a quello unico e sistemico. Il potere ha ampi spazi, all’interno della cultura dominante, per “accogliere” e “controllare” quello che potrebbe apparire ad un’analisi superficiale come “pensiero altro”. La “parabola di M5S apparente focolaio d’alternativa ed in realtà coacervo di pensiero controllato e valvola di sfogo programmata… sta lì a dimostrarlo, ma non solo (infatti non si può limitare il fenomeno ad un quadrante così piccolo come una sola nazione). Molti “comportamenti conformisti” di quella che si autodefinisce opposizione (a livello globale) sono la cartina di tornasole di questo fenomeno sul quale più di un “complottista” ci ha ampiamente intrattenuti. Continua a leggere

Il mio 8 marzo contro gli stereotipi sessisti

di CINZIA ABRAMO

Su molte donne continua a gravare una parte sproporzionata degli oneri associati alla cura dei figli e di altre persone a carico; il persistere degli stereotipi ostacola la condivisione delle responsabilità familiari e domestiche fra donne e uomini e impedisce la realizzazione della parità nel mercato del lavoro; gli stereotipi continuano a esistere a tutti i livelli della società e in tutte le fasce d’età, influenzando la nostra percezione degli altri attraverso preconcetti semplicistici basati su norme, prassi e credenze derivanti dal contesto sociale, che spesso trovano fondamento e sostegno negli elementi culturali e religiosi e che rispecchiano e perpetuano i rapporti di forza soggiacenti; i ruoli e gli stereotipi tradizionali associati al genere continuano a esercitare una forte influenza sulla suddivisione dei ruoli tra donne e uomini in casa, sul lavoro e nella società in generale; le donne sono rappresentate come coloro che si occupano della casa e dei figli mentre gli uomini sono considerati i responsabili del sostentamento e della protezione della famiglia; gli stereotipi di genere tendono a perpetuare lo status quo degli ostacoli ereditati dal passato che impediscono di raggiungere la parità di genere e a limitare il ventaglio di scelte occupazionali e lo sviluppo personale delle donne, impedendo loro di realizzare appieno il proprio potenziale in quanto individui e attori economici, e rappresentano pertanto forti ostacoli al conseguimento della parità tra donne e uomini. Continua a leggere

La mia Codogno e quell’eterna divisione a sinistra

di GIANDIEGO MARIGO

Raggiunta, da tempo, la nausea, avevo promesso di non parlarne più, sino a che non si fosse visto qualche cosa. Quel che si è visto non mi piace, ma sempre con i miei occhiali da “locale” ho deciso di riparlarne comunque. Non si confonda il mio piglio con un delirio egotico: non lo è, tutt’altro, ma io credo che quando si parla di questo argomento ognuno debba parlare di sé e delle sue volontà/intenzioni. Continua a leggere

Europa: l’élite e i popoli

Decisamente l’Europa, così come ci viene ammannita oggi, è esperienza deprecabile, discutibile e, senza alcun dubbio negativa. L’Euro è la trappola che molti hanno ripetutamente analizzato e descritto e la troika è tutto il male e persino peggio di quel che molti hanno descritto. Non vi è bisogno di ulteriori dotte analisi o di aggiunte per deprecare e descrivere quello che l’Europa della finanza e del controllo elitario sta riservando ai suoi popoli. Continua a leggere

MRS 2016

Entrando nell’anno del 10° anniversario della sua fondazione (2006), il Movimento RadicalSocialista desidera porgere i migliori auguri di buon anno nuovo – e ringraziare sentitamente – le centinaia di compagni che hanno accompagnato in questo decennio la vita e il dibattito di questa nostro prezioso laboratorio politico-culturale, dalle caratteristiche pressoché uniche nel panorama intellettuale italiano. Con un pensiero particolare rivolto alla compagna Franca Rame, che ci ha seguiti con simpatia e con bellissimi messaggi di incoraggiamento negli ultimi anni della sua vita straordinaria. Per festeggiare l’anniversario della fondazione, MRS ha pensato di offrire gratuitamente l’iscrizione o il rinnovo della tessera a chi ne faccia richiesta (movimento.radicalsocialista@gmail.com). Non abbiamo mai considerato determinante l’adesione formale all’associazione, cercando soprattutto idee nuove e impegno concreto per un cambiamento radicale della società e della politica. E consideriamo nostri compagni tutte le 5.478 persone che hanno aderito alla nostra pagina Facebook, senza ovviamente dimenticare chi non utilizza il social network e ci segue tramite il sito internet www.radicalsocialismo.org. Continua a leggere

Capodanno tutti i giorni!

di ANTONIO GRAMSCI –

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna.

E sono diventati così invadenti e così fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Così la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa il film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.

Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore.

Nessun “travettismo” spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.

Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell’immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno più nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d’inventario dai nostri sciocchissimi antenati.

Antonio Gramsci, 1 gennaio 1916, Avanti!, edizione torinese, rubrica Sotto la Mole.

La Siria e gli orrori della guerra civile

di Alberto Savioli –

Ho lavorato in Siria come archeologo per 14 anni, dal 1997 allo scoppio delle primavere arabe. Ho avuto modo di conoscere ogni angolo di quella splendida terra e i molteplici gruppi religiosi ed etnici, frutto di una complessità storica di un luogo al centro di vie carovaniere e di Imperi. Per dieci anni ho frequentato le tende dei beduini condividendo con loro l’austerità ma anche la libertà della loro vita, nello stesso tempo a Damasco frequentavo i “salotti buoni”, arrivando a lavorare in un progetto finanziato e patrocinato dalla first lady siriana, Asma al-Assad che ho incontrato due volte. Pur avendo amici intellettuali che avevano patito il carcere nell’”illuminata” dittatura degli Assad, consideravo il regime il male minore ad un rischio estremista che sotto traccia si percepiva nel paese. Continua a leggere

“Col cuore in mano e la vita fra i denti…”

di Giandiego Marigo

Questo post/articolo è scritto con il cuore in mano e la vita fra i denti, un poco perché non vi è un altro modo per farlo, un poco perché io non so scrivere altrimenti. Ed infine perché nessuno pare tener conto davvero nelle propri dotte analisi dell’oggettivo, esponenziale, continuo peggioramento delle condizioni di vita dei molti… mentre quella che chiamammo sinistra continua le proprie convulsioni accumulando tentativi ed ipotesi che non riescono a parlarsi fra loro. Ora in modo macroscopico, coprendosi di insulti e di istanze reciproche di tradimento; ora più semplicemente producendo statuti, piccoli partiti infinitesimali, gruppi di lavoro che ripetono le medesime cose, ritenendosi però profondamente diversi ed unici ed ignorandosi l’un l’altro, anche se spessissimo vicini e composti da persone che si conoscono benissimo fra loro. Continua a leggere

Poltrone in cambio dell’anima: lontani dal PD!

Non affronto questo post con il telescopio delle “osservazioni macroscopiche”, ma con gli occhiali… i miei normali arnesi da vista, osservando dal locale, dal paese in cui vivo: Codogno, nella bassa lodigiana. Dal microcosmo al cosmo sino al macro-cosmo, nonostante i chilometri di carta e le sequele innumerevoli di commenti e contro-commenti in rete, una delle ragioni reali del discutere resta questa. Qui da noi a Codogno come su scala nazionale. Qui con l’assessore Zafferri e Rifondazione e lassù in paradiso con le perorazioni vendoliane e similari. Continua a leggere

La stupidità al potere

di LUCIANO GALLINO

Quel che vorrei provare a raccontarvi, cari nipoti, è per certi versi la storia di una sconfitta politica, sociale, morale: che è la mia, ma è anche la vostra. Con la differenza che voi dovreste avere il tempo e le energie per porre rimedio al disastro che sta affondando il nostro paese, insieme con altri paesi di quella che doveva essere l’Unione europea.

A ogni sconfitta corrisponde ovviamente la vittoria di qualcun altro. In realtà noi siamo stati battuti due volte. Abbiamo visto scomparire due idee e relative pratiche che giudicavamo fondamentali: l’idea di uguaglianza e quella di pensiero critico. Ad aggravare queste perdite si è aggiunta, come se non bastasse, la vittoria della stupidità. Continua a leggere