Il diario greco di Nicoletta: Unità Popolare dopo la sconfitta

Giovedì 24 settembre, sera, quartiere di Ambelokipi. Il comitato locale di Laikì Enotita, Unità Popolare, si riunisce per valutare i risultati elettorali, ma soprattutto per interrogarsi sul futuro. La sala è piena: persone di tutte le età, tanti i giovani e le donne, qualche vecchio militante che ha vissuto l’occupazione nazista e i tempi durissimi della guerra civile, molti anziani perseguitati ed esuli ai tempi dei colonnelli, ma anche gente comune, senza un passato politico particolare, attivatisi nei comitati del NO Memorandum.
Temevo di trovare un’assemblea triste, scoraggiata e astiosa; invece mi trovo ad ascoltare interventi lucidi e coraggiosi, che analizzano a fondo la sconfitta, ma non concedono spazio alla disperazione né si lasciano inghiottire da quello che un intervenuto definisce «il deserto del reale, la desertificazione della società, non casuale, disegnata da coloro che hanno le regole del mondo tra le mani». Continua a leggere

Insegnanti: 500 euro con gli… scontrini

Lo hanno fatto. Hanno elargito 500 euro. In busta paga, a ottobre. Come nel marketing spinto delle automobili, paghi la rata mensile poi se non saldi restituisci il mezzo. Ma intanto, nella società dell’iperconsumo, hai piazzato le terga sul sedile anteriore del tuo feticcio. Così, l’insegnante, se non rendiconta entro agosto 2016, non usufruirà più del bonus annuo, sia pure sotto forma di card. Ma adesso quei soldi sono reali, in carta filigranata, nel conto, pronti per le prime due rate dell’automobile dei nostri sogni.

Due cose sono ridicole in questa pagliacciata dell’elemosina annuale. La prima, che è una questione di principio: rendicontare la propria formazione culturale con fatture e scontrini. Se compro libri, dvd, hardware e poi non li uso rendiconterò il mio sperpero di denaro pubblico. Potrei, peggio ancora, consegnare scontrini di altri, o aspettare che parenti acquistino un pc con fattura a mio nome.

La seconda: quand’anche decidessi di trasformarmi da intellettuale in ragioniere, come stabilire ciò che forma il mio sapere che poi restituirò ai miei studenti? Se acquisto un libro di storia posso scaricarlo, suppongo. E un romanzo storico? Un film di Tinto Brass è da considerarsi formativo? Per un docente di matematica La recherche vale o non vale? E non voglio qui dibattere sulla Settimana enigmistica.

Questo bonus che per Giannini “valorizza finalmente la professione insegnante” è il lapsus che mostra il vero volto di questa riforma. Pura immagine, patina sottile che a ogni graffio tradisce ciò che c’è sotto: il nulla da un punto di vista didattico, della qualità dell’insegnamento, del rapporto docente-discente.

«Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?» si domandava Conrad. «Come faccio a spiegare a Renzi che quando sorseggio un bicchiere di Barolo sto studiando il Risorgimento?» domando io. Perché Cavour produceva quel vino e forse aiutò la Marchesa Falletti (che lo aveva inventato) a proteggerlo dall’insidioso attacco del francese Pinot Nero.

Ad agosto consegnerò alla dirigente scolastica scontrini della mia enoteca di fiducia. Vediamo che succede. Magari brinderemo alla salute di una vera riforma della scuola. Che ancora ha da venire, però.

TONY SACCUCCI

(Insegnante e scrittore)

Stavolta guardate l’uomo bianco!

di RICCARDO GAZZANIGA

Le fotografie, a volte, ingannano. Prendete questa immagine, per esempio. Racconta il gesto di ribellione di Tommie Smith e John Carlos il giorno della premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi di Città del Messico e mi ha ingannato un sacco di volte. L’ho sempre guardata concentrandomi sui due uomini neri scalzi, con il capo chino e il pugno guantato di nero verso il cielo, mentre suona l’inno americano. Un gesto simbolico fortissimo, per rivendicare la tutela dei diritti delle popolazioni afroamericane in un anno di tragedie come la morte di Martin Luther King e Bob Kennedy. È la foto del gesto storico di due uomini di colore. Per questo non ho mai osservato troppo quell’uomo, bianco come me, immobile sul secondo gradino. Continua a leggere

Intervista a Yanis Varoufakis

Come interpreta le dimissioni di Tsipras?

Il 12 luglio, contro il mio parere e quello di molti altri membri del governo e del partito, Alexis Tsipras ha deciso di accettare le misure di austerità proposte dall’Eurogruppo nel vertice europeo, che sono in contrasto con tutta la filosofia di Syriza. La sua maggioranza si è ribellata, e la sua conclusione è stata semplice: se vuole ripulire il partito, ha bisogno di nuove elezioni.

Lei si candiderà?

No, non voglio essere un candidato di Syriza, che ora sta adottando la dottrina irrazionale alla quale mi sono opposto per cinque anni: estendere ulteriormente la crisi e sostenere che si è risolta, pur mantenendo un debito impagabile. Sono stato estromesso perché mi opponevo a tutto ciò. E’ proprio contro questa logica che avevo già rotto con Papandreou. Tsipras aveva scelto me proprio perché mi opponevo a lui! Ma ora che ha accettato la logica che respingo, non posso essere candidato.

Nel momento in cui questo piano è stato messo a punto, Hollande ha detto che la Grecia si sarebbe salvata. Aveva torto?

(Ride). Credo che Francois Hollande sia profondamente, sostanzialmente bloccato. Nicolas Sarkozy aveva già detto nel 2010 che la Grecia è stata salvata. Nel 2012, la Grecia è stata salvata. E ora, siamo ancora salvi! Questa è una tecnica per nascondere la polvere sotto il tappeto facendo finta che non ci sia più. L’unica cosa fatta, il 12 luglio, è stato infliggere un grande schiaffo alla democrazia europea. La storia giudicherà severamente quello che è successo quel giorno e soprattutto i nostri leader che continuano questa farsa.

Perché dice che l’obiettivo dei creditori e di Wolfgang Schäuble, il ministro delle Finanze tedesco, è in realtà la Francia?

La logica di Schäuble è semplice: imporre la disciplina a tutte le nazioni in deficit. La Grecia non è poi così importante. Il motivo per cui l’Eurogruppo, la troika, il Fondo monetario internazionale hanno speso così tanto tempo per imporre la propria volontà su una piccola nazione come la nostra, è che siamo un laboratorio dell’austerità. Ciò è stato sperimentato in Grecia, ma l’obiettivo è ovviamente quello di infliggerlo anche alla Francia, per il suo modello sociale, il suo diritto del lavoro.

Vuole lanciare un movimento europeo contro l’austerity?

Sì, lancerò una rete progressista europea. Nei giorni terribili della dittatura greca, i nostri genitori e nonni erano in Germania, Austria, Canada, Australia, per la solidarietà espressa nei confronti della sofferenza greca. Non vengo in Francia per chiedere solidarietà alla Grecia. Ma i problemi che ha di fronte la Francia sono gli stessi. I francesi e i cittadini di altri paesi sono preoccupati per quello che ho da dire, perché sono preoccupati per lo stato della democrazia, per l’economia, per le prospettive future.

[intervista al Journal du Dimanche. Traduzione di Cécile Amar]

“Tra questo PSI e il socialismo scelgo il socialismo!”

di STEFANO LONGO

Da anni ormai mi sento parte della famiglia radicalsocialista e forse mai come qui ho respirato libertario! Impegnato da anni a lottare nel PSI contro la politica centro-centrista di Nencini – volto a rimanere incollato al governo, qualunque esso sia, nel disprezzo più totale della tradizione a sinistra dei socialisti italiani – oggi, anzi da tempo, lavoro al progetto Risorgimento Socialista. Continua a leggere

Tsipras: ecco perché mi sono dimesso

di ALEXIS TSIPRAS –

Greche e greci,
Negli ultimi mesi tutti noi abbiamo passato momenti difficili e drammatici. La dura trattativa con i creditori è stata una grande prova per il governo e per il paese. Le pressioni, i ricatti, gli ultimatum, l’asfissia di credito hanno portato ad una situazione senza precedenti. Tutti l’abbiamo vissuta.
Ma tutti abbiamo vissuto la pazienza, la calma, la resistenza del nostro popolo. La determinazione popolare che ha segnato il referendum. La decisione di cambiare le cose, di cambiare il paese, di cambiare tutto ciò che ci ha portato alla crisi e la frammentazione sociale. Continua a leggere

Le molte… stelle della vecchia cara DP

di ANGELO ORIENTALE

Non sono riuscito a leggere tutti i commenti … ma ho letto attentamente sia la lettera di Marina Franza sia quella di Giandiego Marigo …. Non è mia abitudine entrare nel merito delle scelte individuali, che rispetto anche quando non le condivido, ma c’è un punto che mi fa arrabbiare tantissimo ed è quello della presunta superiorità morale dei 5stelle. io non la vedo. Chiedo scusa ma per chi è vecchio come età e come militanza tutte le “novità” elencate da Marina per me non lo sono; anzi, al contrario, per me sono normalità e la mia rabbia nasce proprio da questo: la norma è diventata un’eccezione. Continua a leggere

Io, socialista libertario, sono invece scappato dal M5S

di GIANDIEGO MARIGO –

Rispondo all’amica comunista gramsciana, che definisco amica per sua tutela, perché compagna mi appare, sinceramente, abusato a questo punto, sicuramente non lo gradirebbero i suoi nuovi amici ed ella si accorgerà, quanto questo marchio sia “infamante” nella sua nuova casa. Dicevo rispondo all’amica che sulle pagine del sito del Movimento Radical Socialista ci comunica la sua decisione di iscriversi ad M5S. Il suo post ha girato molto, ed è stato molto sfruttato da una miriade di grillo-dipendenti in cerca di ulteriore visibilità. Lo premetto per chiarezza e per presentarmi: sono nel coordinamento nazionale di MRS con grandissimo onore e piacere e sono uno dei suoi portavoce. Continua a leggere

Da comunista gramsciana, io mi iscrivo al M5S. Che ne pensate compagni?

Cari amici e compagni,

io sono una insegnante.

Mi sono sempre considerata una comunista gramsciana, non perché iscritta ad un partito o per militanza ma perché, in occasione del conseguimento della mia seconda laurea, ho avuto modo di studiare approfonditamente il fascismo e mi sono innamorata del messaggio di un grande maestro come Antonio Gramsci.

Gramsci filosofo, Gramsci pedagogista, Gramsci politico…

Ho fatto del suo messaggio un autentico modello di vita. Ma non mi sento rappresentata politicamente da nessun partito di sinistra, ed anzi ho constatato che la sinistra non riesce proprio a riorganizzarsi, per livori e battaglie interne.

Stanca di ciò, ieri ho deciso di iscrivermi al Movimento 5 Stelle. Questo perché da tanto tempo ho visto i pentastellati concretamente vicini a me in molte battaglie politiche e sociali: per l’acqua pubblica, per il reddito di cittadinanza, contro le trivellazioni, sul No Tav, contro il Jobs Act e la Buona Scuola del governo Renzi, eccetera eccetera.

E soprattutto, tra i pentastellati non ci sono indagati: i deputati del M5S, invece di rubare (cosa che oggigiorno va di moda sia a destra che a sinistra) si tolgono i soldi dallo stipendio per destinarli al credito per la piccola e media impresa! Inoltre sono contro i contributi all’editoria e contro i rimborsi ai partiti. Per questi motivi, in questi ultimi mesi si sono guadagnati la mia fiducia… E la vostra?

Marina Franza

C’è sempre qualcuno più puro che ti epura…

Il compagno Franco Bartolomei, dirigente nazionale PSI e animatore dell’ala a noi più vicina, quella lombardiana e di sinistra, è stato deferito dal suo Segretario nazionale Nencini a quelli che una volta si chiamavano “probiviri”. Franco ha giustamente reso pubblica la lettera in cui, sostanzialmente, lo si accusa di fomentare la ribellione contro il governo Renzi attraverso l’organizzazione di un’area di Socialismo diffuso esterna al PSI. Continua a leggere