C’è sempre qualcuno più puro che ti epura…

Il compagno Franco Bartolomei, dirigente nazionale PSI e animatore dell’ala a noi più vicina, quella lombardiana e di sinistra, è stato deferito dal suo Segretario nazionale Nencini a quelli che una volta si chiamavano “probiviri”. Franco ha giustamente reso pubblica la lettera in cui, sostanzialmente, lo si accusa di fomentare la ribellione contro il governo Renzi attraverso l’organizzazione di un’area di Socialismo diffuso esterna al PSI. Continua a leggere

Dopo l’articolo 18

di PAOLA BUDASSI (CGIL-Fano)

Addio all’articolo 18! Che cosa cambia con il contratto a tutele crescenti, introdotto da Renzi col decreto (Fornero) approvato il 20/02/2015? La disciplina dei licenziamenti individuali è da sempre materia di contenzioso, politico e sindacale. Dal 1970 al 2012 i licenziamenti individuali sono stati regolati dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Il licenziamento – quello non discriminatorio, ma giustificato – può essere per:
* giusta causa – colpa grave del lavoratore;
* giustificato motivo soggettivo – colpa non grave del lavoratore, l’azienda ha l’obbligo di preavviso;
* giustificato motivo oggettivo – interruzione dell’attività lavorativa, fine di un appalto o chiusura di uno stabilimento. Continua a leggere

La nostra libertà reale

di TOMMASO ROSELLI

Che cos’è la libertà? Cosa significa questa parola bellissima ma spesso corrotta? Ritengo valide queste definizioni: la condizione di assenza di soggezione o sottomissione al dominio, all’autorità altrui (libertà da, negativa) e la possibilità di scegliere autonomamente, senza costrizioni (libertà di, positiva), in parole povere non avere nessun padrone e poter decidere della propria vita. Continua a leggere

È un golpe, fatto con le banche invece dei carri armati!

di YANIS VAROUFAKIS

Nelle prossime ore sarò in parlamento per valutare gli effetti legislativi del recente accordo dell’Eurosummit sulla Grecia. E non vedo l’ora di ascoltare di persona i miei compagni Alexis Tsipras e Euclide Tsakalotos, che sono stati così tanto coinvolti negli ultimi giorni. Nel frattempo, ecco le mie prime impressioni suscitate dalle decisioni del vertice europeo. Continua a leggere

Perché bisogna votare NO

di Yanis Varoufakis

  1. Negotiations have stalled because Greece’s creditors (a) refused to reduce our un-payable public debt and (b) insisted that it should be repaid ‘parametrically’ by the weakest members of our society, their children and their grandchildren
  2. The IMF, the United States’ government, many other governments around the globe, and most independent economists believe — along with us — that the debt must be restructured.
  3. The Eurogroup had previously (November 2012) conceded that the debt ought to be restructured but is refusing to commit to a debt restructure
  4. Since the announcement of the referendum, official Europe has sent signals that they are ready to discuss debt restructuring. These signals show that official Europe too would vote NO on its own ‘final’ offer.
  5. Greece will stay in the euro. Deposits in Greece’s banks are safe. Creditors have chosen the strategy of blackmail based on bank closures. The current impasse is due to this choice by the creditors and not by the Greek government discontinuing the negotiations or any Greek thoughts of Grexit and devaluation. Greece’s place in the Eurozone and in the European Union is non-negotiable.
  6. The future demands a proud Greece within the Eurozone and at the heart of Europe. This future demands that Greeks say a big NO on Sunday, that we stay in the Euro Area, and that, with the power vested upon us by that NO, we renegotiate Greece’s public debt as well as the distribution of burdens between the haves and the have nots.

Continua a leggere

Quelle assurde ricette sulla Grecia

di GIOVANNI TORRISI

1. Le regole che vengono proposte e imposte da Bruxelles non sono “neutre” e neppure finalizzate a “rimanere nella comunità Europa”. Sono regole fatte a uso e consumo degli stati più potenti. Rispecchiano un certo modo di fare business e di organizzare il lavoro e la vita. Per esempio promuovendo una moneta relativamente debole, rispetto alle considerazioni strutturali di paesi come la Germania. Continua a leggere

La lettera di Tsipras al popolo greco (e a chi crede nella democrazia e nell’autodeterminazione dei popoli)

«Greche e greci, da sei mesi il governo greco conduce una battaglia in condizioni di asfissia economica mai vista, con l’obiettivo di applicare il vostro mandato del 25 gennaio a trattare con i partner europei, per porre fine all’austerity e far tornare il nostro paese al benessere e alla giustizia sociale. Per un accordo che possa essere durevole, e rispetti sia la democrazia che le comuni regole europee e che ci conduca a una definitiva uscita dalla crisi. In tutto questo periodo di trattative ci è stato chiesto di applicare gli accordi di memorandum presi dai governi precedenti, malgrado il fatto che questi stessi siano stati condannati in modo categorico dal popolo greco alle ultime elezioni. Ma neanche per un momento abbiamo pensato di soccombere, di tradire la vostra fiducia. Continua a leggere

Una giornata all’Expo

Forse un caldissimo sabato di giugno non era il momento migliore per andare all’Expo. Ma partiamo dall’inizio. Volevo davvero che mi piacesse. Adoro Milano e quando sono arrivato in città dopo alcuni mesi d’assenza tutto sembrava effervescente e nuovo. Prometteva bene.

Era questo l’effetto Expo di cui la gente parlava? Avevo letto molte cose al riguardo, fin da quando la candidatura era stata accettata. Speravo che questo accadesse: non sono esattamente un sostenitore dei No Expo.

Per questo ho diligentemente pagato i miei 34 euro per l’ingresso, gli 8,80 euro del biglietto andata e ritorno e sono partito. Tutto sommato, però, è stata un’esperienza difficile e il mio umore si è incupito con il passare del tempo. Tanto che alla fine… Be’, non guastiamo la storia prima di cominciare. Continua a leggere

Sinistra e M5S: tra i due litiganti il terzo (Renzi) gode

Basta fare un giro in Rete per capire che, spesso, i grillini odiano i civatiani quasi più di Renzi e Salvini. Al tempo stesso molti elettori di sinistra, e dunque non renziani, detestano i 5 Stelle. In questa guerra che somiglia a una lotta oziosa a chi ce l’ha più duro e lungo, quello che più se ne avvantaggia è Renzi. E subito dopo la destra, sia essa Salvini o Toti. Continua a leggere